Punto e a capo.

Lo spazio tempo è una gelatina in espansa-dispersione che sussulta ad ogni minima variazione, basta un colpetto e si mette a danzare ondeggiando e ondeggiando in un continuo carnevale.

Che sia una samba, una cumbia, una marrabenta, una kizomba o una semba. Un battito di ciglia e già mi ritrovo a fine corsa, le onde continuano a susseguirsi lungo le spiagge di tutto il mondo, continuando ad erodere quel poco di emerso che c’è su questo pianeta e a me, ahimè, tempo scaduto, devo tornare nel mio tropico. Continua a leggere “Punto e a capo.”

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Cose dell’altro Tropico #7

Beh, almeno l’Autostrada dei Laghi è fatta bene,bella scorrevole e paghi solo ai caselli. In Moz la Polizia ti ferma almeno trenta volte in trenta punti differenti e ho visto spesso durante l’ispezione allungare la nota da 100 tra i documenti. La strada nazionale che unisce Maputo a Inhambane è una tela d’artista incorniciata tra filari di palme da cocco a perdita d’occhio.

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Cose dell’altro Tropico #6

Sono 16 anni che sto tentando di finire il mio primo libro. 518 anni dopo Vasco da Gama arrivo a Inhambane
e una misteriosa torre con i suoi 4 orologi fermi a indicare quattro ore differenti ai quattro venti, mi aiuta a ritrovare la strada, una nuova rotta per arrivare in un porto sicuro e concludere una grande traversata il dire e il fare.

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Cose dell’altro Tropico #3

Una volta ci si chiedeva a che età ti eri sverginato, adesso c’è da chiedersi quando il cellulare è entrato nella tua vita. Il mio primo Nokia è apparso nel 1999, avevo 18 anni compiuti, almeno ero maggiorenne. Mia madre insistì per regalarmene uno, per controllarmi, e anche perché ero sempre lontano per la naja. Ricordo che mi sentii a disagio: “oh no, adesso sono come gli altri, anche io schiavo di questo coso!”

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