4 Storie in 4 ore. Mezzanotte in. Non c’è nulla da Temer. Parte II

Bifane, Imperiais e Samba

L’Adamastor per me è un collegamento con il Brasile. Ho passato ore osservando l’orizzonte e pensando a come crearmi delle opportunità per arrivare dall’altro lato. Ricordo ancora l’emozione che ho avuto osservando poi l’Atlantico dalla spiaggia di Fortaleza, tipo “missione compiuta” e “dall’altro lato c’è il mio Adamas’ e la mia Lisbona da dove mi guardavo” e qualcosa a muoversi nello stomaco. Gamberoni in spiaggia spruzzati di lime, acqua di cocco, shot di cachaça e poi via a giocare con le onde e per finire in bellezza il pomeriggio: massaggio relax all’ombra delle palme. Di quelli che rimani inerte a russare beato mentre sbavi come un alano felice e coccolato. È meraviglioso starsene a spasso per il mondo, pois, è tutto nostro, giusto goderselo. Peccato per le tensioni e le incomprensioni. Il razzismo? Secondo me è mancanza di abitudine al vivere tutti insieme accettando che condividiamo lo stesso pianeta. Siamo sempre stati divisi, tutta sta mescolanza di gente e di culture è una novità e pure gestita male. O come dice Moreno, un amico mio: «il razzismo non c’entra niente, è che quando uno é proprio stronzo è stronzo, non puoi farci niente». L’ignoranza e la stronzaggine sono due cose ben distinte ma vanno spesso a braccetto insieme.

Parlando con Riti del suo Brasile mi confessa che non nutre nessuna speranza, da quando Dilma foi afastada, tirada do poder, il paese e i valori umani sono in caduta libera. O forse è solo caduto il velo di ipocrisia che copriva un sistema che è sempre stato insofferente alle nostre grida di dolore. Il potere non è mai con la maggioranza, il potere è come un gruppo di arroganti che non vuole concedere a nessuno il privilegio del tavolino nel privè.

L’impeachment!

Facile incastrare qualcuno per corruzione in un mondo di corrotti.

Da quando Temer ha preso il comando non c’è stato più nulla da fare, era evidente il meccanismo in funzione per contenere e reprimere qualsiasi voce contraria per arrivare ad un punto ben chiaro e preciso:
1 – Controllare la quinta nazione al mondo per estensione
con tutte le sue risorse incluse nel pacchetto.
2 – Eliminare ogni baluardo comunista-filo Castrista.
3 – Fottere tutto, fino al midollo.

Riti mi spiega che la novità é il massiccio utilizzo dei social durante la campagna elettorale. Girano fake news e contenuti che vengono condivisi più rapidamente di un virus dell’Umbrella Corporation. “Whats’Appano” fino alle zone rurali dove a volte non c’è internet e manco ti puoi documentare se ci sono bufale o mozzarelle qualunque tra gli ingredienti di queste notizie.

Condividi, condividi, condividi e si crea un’opinione pubblica radio-comandata con un click!

Quello che sta accadendo in Brasile sembra un copione di Terry Gilliam. L’hai mai visto Brazil il film? Beh, vedilo, dai. Cerca, scarica, vedi. Oppure il più recente V per Vendetta, capolavoro! L’accanimento contro omosessuali e diversamente votanti è simile al clima di repressione che si sta delineando in Brasile.

Brasil não é só samba!

Per me il Brasile è sempre stato un grande riferimento, da italiano guardavo ai cugini oltre oceano come fossero i primi della classe in quanto ad allegria, festa, e la vita è un carnevale, Nossa! E che genci, che spiagge, che cachaça, che botta di vita! Tutto in festa, tutto più bello e più colorato, tutto tropicale!

Lo stereotipo che avevo del Brasile era efficace come la pubblicità di un succo di frutta e avevo proprio voglia di godermelo tutto fino all’ultimo sorso, fino a quando la cannuccia aspira tutta l’aria possibile nel tetrapak, come un foro nell’oblò di una navicella nello spazio. Solo che ad essere risucchiata è stata la mia ingenua visione di questa gigantesca Repubblica Federale scoperta ufficialmente nel 1500.

 

Da quella data ad oggi mi bastano i tre esempi che hanno smontato l’immagine ridente che avevo del paese di Pelé: gli squadroni della morte creati per eliminare i bambini orfani che affollano le vie delle megalopoli; i retroscena tra sfratti forzati e le manifestazioni per gli aumenti dei trasporti pubblici durante i preparativi per il Mondiale (un disastro in casa finito 7 orgasmi a 1 per la Germania in faccia a tutto il Brasile) più tutto quello che sta succedendo da quando Temer ha preso il posto di Dilma.

Non importa il burattino che hanno messo, conta la mossa fatta prima, dobbiamo capirla per evitare anche noi di subire uno scacco matto senza uscita.

E parlo io che sono italiano, figlio di un paese che anni fa è stato fregato come al gioco delle tre carte, ritrovandosi con governi tecnici e piloti-automatici a svuotare le tasche dei contribuenti.

Il Brasile attuale è il terreno fertile per le Mega Corporazioni che hanno base in America Latina, una perfetta copia degli U.S.A. e getta: potere militare a braccetto col potere politico, già sai che “butta male”. Già sai che poi a qualcuno piace sganciare bombe sul primo che non la pensa uguale. È sull’omofobia che hanno costruito l’ultima campagna presidenziale.

“Nunca mais, nunca mais” ma cazzo sta tornando, spuntano fascisti come funghi. Capito perchè era meglio aver giá investito di più sulla Cultura? Si evitavano queste sorprese attuali: orde di ignoranti balordi che ineggiano a qualcosa di auto-distruttivo e di ritorno allo schifo puro, senza ghiaccio.

Braccia rubate all’agricoltura, altro che far lavorare i clandestini nei campi, lavori forzati ai fascisti! A vita. Se dimostri di avere una testa di cazzo così grande, ancora oggi, meriti solo schiaffi e parolacce. Ma se riescono a spuntare nuovamente è perché qualcuno lo vuole! Qualcuno lo desidera ardentemente! Qualcuno fa ragliare gli asini più forte per giustificare chissà quale altra porcheria, brevemente. Sempre di quei “Qualcuno” che stanno in cima alla piramide. Facciamole saltare queste teste bacate! Bastardi deturpatori di armonia e di vite altrui. Fascisti: residui radioattivi della Storia, stupidi peggio di un mulo, ma mettiamoli al muro! Come farebbero loro con molti di noi, anticipiamoli.

Serve la contro-mossa.

È sempre più chiaro che chi comanda non ci vuole bene.

Si strafogano in cima alla piramide, decapitiamole ste piramidi! Diminuiamo la distanza tra la base e i vertici. In Brasile le differenze sociali sono abissi, per quanto in Europa vada male non abbiamo ancora frotte di bambini piranha ad assaltare gli autobus o a ripulire le spiagge dai valori personali dei bagnanti. Ma abbiamo i migranti, parlo di quelli col visto, per farci ricordare che oltre il muro del nostro giardino c’è un mondo incasinato e molti migrano perchè sentono di aver perso delle sicurezze o delle certezze di pace e armonia e si rifugiano dove ancora la si respira per strada, come a Lisbona e in tutto il Portogallo ad esempio. Ecco perchè non possiamo perdere i nostri diritti, se no dove andiamo poi?

Bifane, Imperiais e Samba

Questo basta a mantenere tranquilli milioni di ignari cittadini mentre il mondo è in fiamme. Ma, in effetti, perchè non riusciamo a fare stare disoccupati “i creatori di guai”? Perchè non li gonfiamo di botte e non li chiudiamo tutti insieme in una scatola di sardine questi autori di grossi problemi? Maledetti! Sempre a pubblicare stanno! Sempre ispirati, loro!

La Geo-Politica e tutte le riviste di attualità non bastano per stare al passo con la Grande Industria della Stronzaggine Umana che tesse una continua rete di intrighi, anche con un’apposita App.

Ma quale caos? Sono piani in atto da anni, siamo noi i distratti, i consumatori a fondo tavola, ci sembra che va tutto bene solo perchè non ci arrivano le croste da mangiare e comunque non abbiamo il tempo o lo spazio per replicare. A parte la grande libertà di un commento su TripAdvisor da pubblicare.

Il Brasile che conosco oggi è vivo anche nelle discussioni a cui assisto tra portoghesi e brasiliani; spesso c’è astio, il passato coloniale è un disastro, un grande pretesto per discutere. L’accordo ortografico è un altro esempio di “benzina sul fuoco” per le relazioni tra i due paesi. Il Brasile rivendica il diritto di apportare modifiche al portoghese visto che sono loro la maggioranza a parlare questa lingua che mastico anche io.

Ma quello che rovina di più il Brasile sono sempre i grandi classici dark della società umana, sempre attuali e ampiamente condivisi: miseria, corruzione, violenza e lo strascico di abusi e ingiustizie che avvengono già all’ombra del famoso Cristo Redentor, quello originale sul Morro do Corcovado a Rio, non la brutta copia che permette a tutta Almada di godersi la vista di un bel culetto sodo in cemento. Un “lato B” molto speciale.

Ma perchè preoccuparsi con il Brasile? Perchè é lo specchio della società moderna.

Brasil não é só Carnaval.

Dovendo confrontarmi con la necessità di sintesi faccio ora uno scatto atletico e in poche righe ti lascio degli indizi da analizzare per capire il Brasile attuale, dove si assiste ad una lotta tra chi cerca di sopravvivere e chi distrugge ogni rappresentazione della nostra intelligenza per avere un esteso regno di idioti, online “acca 24”. Anzi, ashtag 24.

# Cerca: il Tempio di Re Salomone a São Paulo. Il mondo degli evangelici e tanti altri culti che hanno imparato dalla Chiesa a chiedere soldi e voti alle persone.

# Juliana Huxtable: ir além do corpo para encontrar um novo humanismo. Andare oltre il corpo per incontrare un nuovo Umanesimo.

# Jean Wyllys

# Itamar Vieira Jr. Torto Arado

Scatta la “googolata” con un Fine.

 

4 Storie in 4 ore  è un esperimento letterario di Simone Faresin in collaborazione con Sosteniamo Pereira. Le storie sono una “mistura” tra realtà e fatti ispirati da opere come “Strange Days” e “Essere John Malkovich” raccontando cosa accade in un’insospettabile notte Lisboeta tra le ore 20 e Mezzanotte. Simone Faresin ha iniziato la sua collaborazione con Sosteniamo Pereira pubblicando racconti in “Cose dell’altro Tropico” rubrica dove narra della sua esperienza di 2 anni in Mozambico. 4 Storie in 4 ore è stato scritto tra Lisbona, Maputo, Beira e Porto.

Salvo accordi scritti, la collaborazione di Simone Faresin a questo sito è da considerarsi del tutto gratuita, volontaria e non retribuita. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non ha alcuna cadenza periodica.

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