La costruzione del male. Recensione a “Io Khaled vendo uomini e sono innocente”

«Faccia qualcosa» dice la signora Delgado a Pereira. Lei è ebrea, profuga, perseguitata e nessuno denuncia ciò che sta accadendo nell’Europa in fiamme degli Anni Trenta . «Qualcosa come?», risponde il vecchio giornalista del celebre romanzo di Antonio Tabucchi che ancora non riesce a vedere, non sa scrivere l’orrore che avviene intorno a lui. Continua a leggere “La costruzione del male. Recensione a “Io Khaled vendo uomini e sono innocente””

Di quel giorno d’estate in cui Pereira cominciò a frequentare il futuro

Mi è sempre piaciuto ritagliarmi dei momenti di solitudine per rileggere quei libri che oramai conosco quasi a memoria, che ho amato all’istante e divorato. Il tempo passa in fretta e ci cambia profondamente: così, leggere di nuovo qualcosa che già si conosce, che ha lasciato in noi il segno indelebile di grandi emozioni, diventa una necessità seducente, un’esperienza sempre nuova ed intensa, che non smette mai di stupirci, accompagnandoci in quel complesso percorso che porta alla scoperta – e riscoperta – di noi stessi. Come scriveva Roland Barthes ne Il brusio della lingua, Continua a leggere “Di quel giorno d’estate in cui Pereira cominciò a frequentare il futuro”

Un giornalista italiano ai funerali di Antonio Tabucchi

Articolo di Carlo Colombo sul funerale di Antonio Tabucchi

Ho intervistato Carlo Colombo, un giornalista che ha raccontato e fotografato il funerale di Antonio Tabucchi, scrittore e accademico, considerato il maggior conoscitore, critico e traduttore di Fernando Pessoa e che da tanti anni aveva scelto di vivere a Lisbona. Era un giorno di fine marzo, era il 2012. Non è passato nemmeno un anno dalla scomparsa di Tabucchi. Continua a leggere “Un giornalista italiano ai funerali di Antonio Tabucchi”