Eusébio è il Portogallo

Tre giorni di lutto nazionale. E poi il funerale, ma prima del cimitero, Eusébio, ha realizzato il suo ultimo desiderio:
entrare un’ultima volta nell’Estádio da Luz, lo stadio del suo Benfica. Era il 5 gennaio del 2014 e io mi trovavo a Lisbona, in tribuna stampa, mentre i tifosi davano l’ultimo saluto al loro campione, uno di quelli che nascono una volta ogni due secoli. Il giorno dopo andai alle sue esequie per completare un reportage che volevo realizzare e dopo anni, ancora mi ricordo quel pomeriggio freddo e piovoso. Continua a leggere “Eusébio è il Portogallo”

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Punto e a capo.

di Simone Faresin

Lo spazio tempo è una gelatina in espansa-dispersione che sussulta ad ogni minima variazione, basta un colpetto e si mette a danzare ondeggiando e ondeggiando in un continuo carnevale. Che sia una samba, una cumbia, una marrabenta, una kizomba o una semba. Un battito di ciglia e già mi ritrovo a fine corsa, le onde continuano a susseguirsi lungo le spiagge di tutto il mondo, continuando ad erodere quel poco di emerso che c’è su questo pianeta e a me, ahimè, tempo scaduto, devo tornare nel mio tropico. Continua a leggere “Punto e a capo.”

A Lisbona passando per l’Africa, la storia di Giulia Cavallo, antropologa e illustratrice

Torino mi è stata sempre molto molto stretta, mi sembrava troppo austera, troppo rigida, poco immediata nelle amicizie. Dopo aver frequentato il liceo Classico, nel 1998 mi iscrissi al corso di Filosofia. Allora vivevo chiusa nel mio mondo, persa tra i miei scritti, diari, pensieri. Per me la pubertà era appena iniziata.  Continua a leggere “A Lisbona passando per l’Africa, la storia di Giulia Cavallo, antropologa e illustratrice”