Punto e a capo.

Lo spazio tempo è una gelatina in espansa-dispersione che sussulta ad ogni minima variazione, basta un colpetto e si mette a danzare ondeggiando e ondeggiando in un continuo carnevale.

Che sia una samba, una cumbia, una marrabenta, una kizomba o una semba. Un battito di ciglia e già mi ritrovo a fine corsa, le onde continuano a susseguirsi lungo le spiagge di tutto il mondo, continuando ad erodere quel poco di emerso che c’è su questo pianeta e a me, ahimè, tempo scaduto, devo tornare nel mio tropico. Continua a leggere “Punto e a capo.”

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Cose dell’altro Tropico #7

Beh, almeno l’Autostrada dei Laghi è fatta bene,bella scorrevole e paghi solo ai caselli. In Moz la Polizia ti ferma almeno trenta volte in trenta punti differenti e ho visto spesso durante l’ispezione allungare la nota da 100 tra i documenti. La strada nazionale che unisce Maputo a Inhambane è una tela d’artista incorniciata tra filari di palme da cocco a perdita d’occhio.

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Cose dell’altro Tropico #6

Sono 16 anni che sto tentando di finire il mio primo libro. 518 anni dopo Vasco da Gama arrivo a Inhambane
e una misteriosa torre con i suoi 4 orologi fermi a indicare quattro ore differenti ai quattro venti, mi aiuta a ritrovare la strada, una nuova rotta per arrivare in un porto sicuro e concludere una grande traversata il dire e il fare.

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A Lisbona passando per l’Africa, la storia di Giulia Cavallo, antropologa e illustratrice

Torino mi è stata sempre molto molto stretta, mi sembrava troppo austera, troppo rigida, poco immediata nelle amicizie. Dopo aver frequentato il liceo Classico, nel 1998 mi iscrissi al corso di Filosofia. Allora vivevo chiusa nel mio mondo, persa tra i miei scritti, diari, pensieri. Per me la pubertà era appena iniziata.  Continua a leggere “A Lisbona passando per l’Africa, la storia di Giulia Cavallo, antropologa e illustratrice”

Cose dell’altro Tropico #5

Domenica mattina, mi sveglio e… Sono da 3 MESI A MAPUTO.

29 Aprile 2016, giornata mondiale della Danza e il giorno dopo: giornata mondiale del Jazz.. Yo! Oggi invece mi sono svegliato a scrivere questo post, con 3 mesi di ritardo, ops, sono già quattro. Cazzo me ne frega, sono 16 anni che “sto finendo” di scrivere il mio primo libro.

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Cose dell’altro Tropico #3

Una volta ci si chiedeva a che età ti eri sverginato, adesso c’è da chiedersi quando il cellulare è entrato nella tua vita. Il mio primo Nokia è apparso nel 1999, avevo 18 anni compiuti, almeno ero maggiorenne. Mia madre insistì per regalarmene uno, per controllarmi, e anche perché ero sempre lontano per la naja. Ricordo che mi sentii a disagio: “oh no, adesso sono come gli altri, anche io schiavo di questo coso!”

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