La costruzione del male. Recensione a “Io Khaled vendo uomini e sono innocente”

«Faccia qualcosa» dice la signora Delgado a Pereira. Lei è ebrea, profuga, perseguitata e nessuno denuncia ciò che sta accadendo nell’Europa in fiamme degli Anni Trenta . «Qualcosa come?», risponde il vecchio giornalista del celebre romanzo di Antonio Tabucchi che ancora non riesce a vedere, non sa scrivere l’orrore che avviene intorno a lui. Continua a leggere “La costruzione del male. Recensione a “Io Khaled vendo uomini e sono innocente””

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Punto e a capo.

Lo spazio tempo è una gelatina in espansa-dispersione che sussulta ad ogni minima variazione, basta un colpetto e si mette a danzare ondeggiando e ondeggiando in un continuo carnevale.

Che sia una samba, una cumbia, una marrabenta, una kizomba o una semba. Un battito di ciglia e già mi ritrovo a fine corsa, le onde continuano a susseguirsi lungo le spiagge di tutto il mondo, continuando ad erodere quel poco di emerso che c’è su questo pianeta e a me, ahimè, tempo scaduto, devo tornare nel mio tropico. Continua a leggere “Punto e a capo.”

A Lisbona passando per l’Africa, la storia di Giulia Cavallo, antropologa e illustratrice

Torino mi è stata sempre molto molto stretta, mi sembrava troppo austera, troppo rigida, poco immediata nelle amicizie. Dopo aver frequentato il liceo Classico, nel 1998 mi iscrissi al corso di Filosofia. Allora vivevo chiusa nel mio mondo, persa tra i miei scritti, diari, pensieri. Per me la pubertà era appena iniziata.  Continua a leggere “A Lisbona passando per l’Africa, la storia di Giulia Cavallo, antropologa e illustratrice”