Ritratto di un migrante europeo passato per un call center in Portogallo

Successe all’improvviso, da un giorno all’altro, ora quel posto era vuoto e nessuno sapeva il perché. E il vuoto che aveva lasciato non fu colmato per molto tempo. Era alto, smilzo, con occhiali piccoli e un viso allungato. Continua a leggere “Ritratto di un migrante europeo passato per un call center in Portogallo”

Casa Bóquinhas

È il 28 luglio 2015 ed eccoci per il terzo anno consecutivo alla Volta a Portugal e nella città di Viseu. Da qui parte la 77ª edizione di una competizione sportiva della quale ormai siamo perdutamente innamorati. Siamo voluti arrivare un giorno prima dell’inizio del giro ciclistico più importante in Portogallo per prepararci al meglio alla prova di domani, quando si disputerà il prologo che darà il via alla competizione. Continua a leggere “Casa Bóquinhas”

4 storie in 4 ore. Mezzanotte in. Pura Poesia. Seconda parte

La Pura Poesia è vivere a Lisbona. Mentre il mondo è in fiamme qui si sta ancora bene. Liberi, spensierati tra giochi senza frontiere, sparpagliati lungo il bordo ovest della torta di mele della nonna chiamata Europa. La West Coast del Benessere. La nuova Parigi. La Florida per i pensionati europei. Continua a leggere “4 storie in 4 ore. Mezzanotte in. Pura Poesia. Seconda parte”

Eusébio è il Portogallo

Tre giorni di lutto nazionale. E poi il funerale, ma prima del cimitero, Eusébio, ha realizzato il suo ultimo desiderio:
entrare un’ultima volta nell’Estádio da Luz, lo stadio del suo Benfica. Era il 5 gennaio del 2014 e io mi trovavo a Lisbona, in tribuna stampa, mentre i tifosi davano l’ultimo saluto al loro campione, uno di quelli che nascono una volta ogni due secoli. Il giorno dopo andai alle sue esequie per completare un reportage che volevo realizzare e dopo anni, ancora mi ricordo quel pomeriggio freddo e piovoso. Continua a leggere “Eusébio è il Portogallo”

Punto e a capo.

Lo spazio tempo è una gelatina in espansa-dispersione che sussulta ad ogni minima variazione, basta un colpetto e si mette a danzare ondeggiando e ondeggiando in un continuo carnevale.

Che sia una samba, una cumbia, una marrabenta, una kizomba o una semba. Un battito di ciglia e già mi ritrovo a fine corsa, le onde continuano a susseguirsi lungo le spiagge di tutto il mondo, continuando ad erodere quel poco di emerso che c’è su questo pianeta e a me, ahimè, tempo scaduto, devo tornare nel mio tropico. Continua a leggere “Punto e a capo.”

Cose dell’altro Tropico #7

Beh, almeno l’Autostrada dei Laghi è fatta bene,bella scorrevole e paghi solo ai caselli. In Moz la Polizia ti ferma almeno trenta volte in trenta punti differenti e ho visto spesso durante l’ispezione allungare la nota da 100 tra i documenti. La strada nazionale che unisce Maputo a Inhambane è una tela d’artista incorniciata tra filari di palme da cocco a perdita d’occhio.

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Cose dell’altro Tropico #6

Sono 16 anni che sto tentando di finire il mio primo libro. 518 anni dopo Vasco da Gama arrivo a Inhambane
e una misteriosa torre con i suoi 4 orologi fermi a indicare quattro ore differenti ai quattro venti, mi aiuta a ritrovare la strada, una nuova rotta per arrivare in un porto sicuro e concludere una grande traversata il dire e il fare.

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Cose dell’altro Tropico #5

Domenica mattina, mi sveglio e… Sono da 3 MESI A MAPUTO.

29 Aprile 2016, giornata mondiale della Danza e il giorno dopo: giornata mondiale del Jazz.. Yo! Oggi invece mi sono svegliato a scrivere questo post, con 3 mesi di ritardo, ops, sono già quattro. Cazzo me ne frega, sono 16 anni che “sto finendo” di scrivere il mio primo libro.

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