4 Storie in 4 ore. Mezzanotte in. Pura Poesia. Prima parte

Sapore di caffè in bocca. Esco dal bar mentre continuo ad ascoltare l’armoniosa “Reserva pra dois” di Branko e Mayra Andrade risuonare nell’aria fino a confondersi con il rumore degli autobus in partenza. Continua a leggere “4 Storie in 4 ore. Mezzanotte in. Pura Poesia. Prima parte”

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Eusébio è il Portogallo

Tre giorni di lutto nazionale. E poi il funerale, ma prima del cimitero, Eusébio, ha realizzato il suo ultimo desiderio:
entrare un’ultima volta nell’Estádio da Luz, lo stadio del suo Benfica. Era il 5 gennaio del 2014 e io mi trovavo a Lisbona, in tribuna stampa, mentre i tifosi davano l’ultimo saluto al loro campione, uno di quelli che nascono una volta ogni due secoli. Il giorno dopo andai alle sue esequie per completare un reportage che volevo realizzare e dopo anni, ancora mi ricordo quel pomeriggio freddo e piovoso. Continua a leggere “Eusébio è il Portogallo”

Lisbona: un luogo e un gesto

Scelgo un luogo e un gesto per descrivere la città in cui vivo ormai da un bel po’. La descrivono, ma non la spiegano. Il luogo è un postaccio anonimo che, in fotografia, senza azulejos, senza fiume, senza tram, nessuno direbbe: Lisbona! Si chiama rua Soeiro Pereira Gomes, ed è più facile trovarla su google maps che nella città reale, perché da quelle parti non ci si capita nemmeno per sbaglio. Continua a leggere “Lisbona: un luogo e un gesto”

Sulle orme di Tabucchi – L’io sono tanti

Il 25 marzo scorso a Lisbona, a Pisa, a Vecchiano, a Firenze, a Roma, si è ricordato Tabucchi a un anno dalla sua scomparsa, o dalla nascita a nuova vita come si dice della protagonista defunta del racconto Il gioco del Rovescio. Anche io organizzo un piccolo evento per ricordarlo al Museo della Mente del Complesso di Santa Maria della Pietà, luogo basagliano per eccellenza, con cui la mia scuola collabora da anni anche perchè vicino a noi.  Organizzo un pomeriggio dal titolo L’io sono tanti, voci dell’altro nella scrittura di Antonio Tabucchi. Continua a leggere “Sulle orme di Tabucchi – L’io sono tanti”

Sulle orme di Tabucchi – Il lontano è vicino, tu sei l’altro

Quando ti occupi di Tabucchi succede sempre così, quello che sembrava lontano è invece vicinissimo. E’ successo anche a voi del blog Sosteniamo Pereira, che avete scoperto il Portogallo in quelle pagine di romanzo. E poi ci siete venuti a vivere perché avete trovato a Lisbona una volontà di denuncia della crisi europea, che come Pereira lotta contro le ingiustizie di chi manovra il potere. E per raccontare questo state mettendo su un documentario dal titolo Lisbon storie che parla di donne e uomini italiani emigrati a Lisbona.

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Sulle orme di Tabucchi – Come in un suo racconto

Nell’agosto dell’estate scorsa sono tornata a Lisbona  per andare a trovare Tabucchi al cimitero, per lasciare una copia del mio libro alla moglie. Alloggio a Casa de São Mamede in rua de Scola Politecnica, vicinissima ai Tabucchi. Lisbona scintilla ma io penso alla morte, come succede a Pereira all’inizio del romanzo. Cammino per la città, sono dietro ai miei fantasmi con i ricordi della gita con la scuola di due anni prima, perchè a gennaio è morta anche Elisa in un incidente col motorino, una mia alunna di allora dagli occhi chiari di cielo. Sovrappensiero la prima sera al Bairro Alto scivolo, prendo una buca e mi faccio una caviglia gonfia.

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Sulle orme di Tabucchi – Una quarta di copertina scritta all’ultimo

Dopo la bella gita scolastica a Lisbona con l’affettuoso e profondo incontro con Tabucchi, tornata a Roma gli  telefonai per ringraziarlo e gli chiesi se potevo mandargli un mio  manoscritto che da molto tempo non trovava la via della pubblicazione: un saggio sull’immagine della tempesta e del naufragio dai miti antichi al pensiero contemporaneo. Tabucchi lo lesse subito con attenzione, gli piacque e mi chiamò dicendomi che lo aveva mandato ad una grande casa editrice a cui era molto legato, che però poi ci disse di no perchè non aveva una collana adatta. Continua a leggere “Sulle orme di Tabucchi – Una quarta di copertina scritta all’ultimo”

Sulle orme di Tabucchi – Un sogno a Lisbona

Lisbona è entrata nella mia vita con un viaggio da piccola con i genitori, con la roulotte. Ed è stata ferma lì, quasi dimenticata, un unico luogo era rimasto nella mia mente, la Chiesa do Carmo, quella senza tetto con le volte gotiche svettanti nel cielo azzurro. Per molto tempo per me Lisbona è stata solo il ricordo di quell’immagine e niente più. Poi è tornata molti anni dopo con una forza quasi dirompente nella mia vita. E da allora è diventata uno dei miei luoghi dell’anima e mi ha chiesto di scrivere di lei.