di Simone Faresin

Lisbona, post 40ena.

Una cosa è viversi il BOOM! turistico a Lisbona e una cosa è viversi il Puf! a Lisbona.
Dal 2012 il BOOM! non è un festival ma è una bolla speculativa che ancora vende, come il Monopoli. Come se uno di quei punkabbestia che si vedevano per strada a fare bolle di sapone ne avesse fatta una così grande e saponata che stesse ancora a girare a mezz’aria. Invece tutto il resto ha fatto Puf! proprio come le normali bolle di sapone dei punkabbestia. Sia chiaro che non ho niente contro i punkabbestia a parte avere dei cani al seguito solo perché fa parte del personaggio. Tra l’altro chissà dove cavolo si saranno “inquarantenati” loro.

Non riuscivo a stare chiuso in casa io, figurati loro che sono i figli della strada.

Ho sempre apprezzato le loro bolle di sapone a regalare sorrisi ai bambini e anche ai bambini più cresciutelli. Tra l’altro mo’ dovrebbero sbancare: «Bolleee, bolle di saponeee» ci giochi e ti disinfetti, disinfetti l’aria, tutto, come fosse amuchina che schizza in faccia a tutti, siiii, una schizzata disinfettante. “Fa bene alla pelle” cambia il liquido ma la scusa è la stessa. Puf!

Gianfelice s’è visto puffare il mondo con sta’ storia del Covid. E tu pensi “mica solo lui, anche altri otto miliardi di persone” sì ma il racconto è su Gianfelice, abbi pazienza. Gianfelice guidava il Tuk-tuk, la versione moderna dell’Ape Piaggio con cui il nonno andava nei campi.

Ormai se ne vedevano di tutti i colori, elettrici, a limousine, a forma di macchina d’epoca, coi giardini pensili, col wi-fi, ogni trucco era buono per fare di un Tuk-tuk una simpatica alternativa al doversela fare a piedi.

Un trasporto alternativo, fresco, ben ventilato, l’acerrimo nemico dei taxisti.

Non ti dico le battaglie per le zone di sosta ma faceva parte della giungla urbana e della sopravvivenza quotidiana. In più Gianfelice oltre a guidare il Tuk-tuk faceva da Cicerone, dava consigli, aiutava i turisti ad orientarsi tra queste sette colline.

Poffarbacco, stava andando tutto alla grande, turismo in crescita come un’erezione, era iniziata ad arrivare tanta gente che pur di ospitarla sono stati fatti sloggiare i residenti.

Via! Andate via! Fuori! Spazio al progresso! Sti’ vecchi sempre tra i piedi, largo ai giovani! La città venduta a pezzi come fosse una pizza da Mino. Minchia qualcuno l’ha presa sul serio sta’ cosa di fare un po’ di piazza pulita ed è arrivato il Covid. Adesso Lisbona è diventata un formaggio groviera, una città piena di case vuote.
Piena di buchi. Buchi nei bilanci, nelle tasche, buchi nelle pance e nei conti.

Gli unici tre vantaggi che ho notato sono: meno spazzatura, meno traffico, non faccio la fila per il 28. Gli svantaggi: tutti, ma siamo ancora vivi per potercene lamentare.

Gianfelice è in gamba quindi non ha perso tempo a piangersi addosso e s’è messo a cercare un altro lavoro. Già ma cosa puoi trovare adesso? Tcharan! I cari vecchi call center. Sempre loro. Immortali. na certezza. Anche se dovessimo finire a vivere sotto terra per le radiazioni, ci saranno i call center. Sicuro.

Prima Gianfelice portava a spasso gente che stava col cellulare sempre in mano a filmare di tutto. Adesso deve filtrare quello che la gente filma col proprio cellulare.

Tik Tok è una nuova minchiata per intrattenersi e per sfidare gli altri a danzare, a cantare e a giocare in modo moderno, in modo che ti vedano tutti. Roba che la versione precedente era Fiorello a condurre il karaoke nelle piazze. I cortili dei palazzi non bastano più, adesso vogliono uscire tutti dalla propria stanzetta e salire sul palco e per farlo basta appena avere una app! Un appiglio per sentirsi nella rete. Solo che, come per YouTube, TripAdvisor, Facebook ed altri simpatici giochi moderni, ci vuole un Revisore di contenuti. Altrimenti si vedono cose che non vanno bene, cose che potrebbero urtare la sensibilità dei bimbi che vogliono solo giocare pulito. Insomma, serve un filtro!

Un filtro umano ed ecco l’opportunità per Gianfelice. Dai Tuk-tuk a Tik Tok.

Dalla strada cavalcando il suo mezzo alla scrivania cliccando sul mouse. Sorbendosi tutta la stupidità umana e dovendo valutare cosa lasciar passare e cosa no. Un filtro umano. In attesa che il Tuk-tuk diventi un’intelligenza artificiale e che possa farlo lui al posto di Gianfelice. Una troca che prima o poi ci tocca a tutti.

Toc toc! “Non aprite quell’app” il nuovo cinema horror nel 2020.

“Osteria 2020, apri il culo e stringi i denti”. Butta proprio male quest’anno.

Ma noi siamo italiani, a noi che cazzo ce ne frega a noi? Tanto andrà tutto bene e ce la faremo!

Simone Faresin è un Lisbon Lover e un creativo. Ha ideato e aperto ai tempi ArtCasa dove Cultura e Vita Sociale regnavano indiscusse; ha creato la performance del 28 occupando il tram simbolo di Lisbona; ha aperto il Secret Garden, adora viaggiare, inventarne di ogni e scrive racconti. Un suo blog è Livido Vinilico.