di Daniele Coltrinari

Soprannominata Lisboom e invasa dai turisti di tutto il mondo da ormai diversi anni, la lunga storia di Lisbona ha inizio nella Alis Ubbo fenicia, che si trasformerà, nel II secolo, nella romana Felicita Julia Olisipo, e nella Aschbouna araba a partire dall’VIII secolo, fino all’anno 1147, quando fu conquistata da D. Afonso Henriques, primo re del Portogallo, diventando capitale del paese nel 1255.

Alis Ubbo (Portogallo, 2018, 64′) è un lungometraggio di Paulo Abreu, regista portoghese che abbiamo contattato recentemente, per parlare del suo film uscito nelle sale cinematografiche portoghesi all’inizio di quest’anno, dopo essere stato presentato al Doclisboa già due anni fa.

Ne è nata un’intervista per Sosteniamo Pereira.

Quanto tempo c’è voluto per realizzare il film? E come nasce l’idea di girare alcune scene all’interno di un Tuk-tuk? 

Il film è stato girato e montato nell’arco di due anni, dal 2016 al 2018, girando due giorni alla settimana con l’aiuto di mio figlio, che portava il mio treppiede ed è stato di fatto il mio assistente, siamo riusciti a catturare molti dei principali cambiamenti in città come i tanti lavori in corso nel centro storico e l’arrivo delle navi da crociera sempre più frequenti a Lisbona in questi anni. L’idea di girare le scene con il  Tuk-tuk (un pittoresco taxi a tre, Ndr) invece, mi è venuta quando mi sono ricordato di João Patricío che conoscevo e che ne guidava uno.

Diverse scene del film sono girate dalla prospettiva di un turista che utilizza un Tuk-tuk per visitare la città.

Perché ha deciso di realizzare questo tipo di lungometraggio? 

Ho sentito il bisogno di raccontare ciò che stava accadendo intorno a me, ci sono aspetti predatori e persino ridicoli del turismo di massa che andavano filmati.  Penso che questo lavoro abbia almeno tre punti di vista: quello del turista, quello del conducente del Tuk-tuk  e quello della città, spettatrice protagonista che osserva i cambiamenti senza poter far nulla per intervenire.

C’è poi Radio Tuk-tuk, ovviamente non esiste nella realtà, una radio che incoraggia a lavorare senza paura i conducenti di questo mezzo. Nonostante possa sembrare un’idea ridicola, tutte le statistiche che si sentono alla radio durante il film, sono statistiche prese dal National Statistics Institute al momento in cui ho filmato.

In altre parole, la radio è falsa, ma le notizie sono vere e danno la dimensione del cambiamento in atto nella città.

Lisbona è in questo momento una città che sembra vivere solo di turismo, pensa la situazione possa cambiare in futuro? 

Spero che la Lisbona del futuro non sia solo orientata al turismo, tutti i cittadini devono potersi permettere di vivere qui, non ha senso per un giovane oggi non essere in grado di pagare le sue bollette e vivere in città, a causa dell’elevato costo della vita e dei bassi salari praticati in molte attività lavorative, incluso il turismo …sicuramente alcune opere pubbliche realizzate per migliorare la città, penso a diverse piazze riqualificate, sono state un fatto positivo, peccato che c’è stato un brutale aumento degli affitti e degli sfratti, oltre alla chiusura dei negozi storici come tante taverne e caffè, spazzati via dalle solite catene internazionali che si trovano, identiche, in qualsiasi città del mondo.

Qual è la sua opinione sul valore delle case e costi degli affitti, aumentati vertiginosamente negli ultimi anni? 

Sono completamente contrario a questi aumenti senza il controllo dei prezzi degli affitti, il resto è speculazione immobiliare, che continuerà fino a quando non succederà qualcosa che non so prevedere.  Al giorno d’oggi un portoghese della classe media ha difficoltà a vivere decentemente a Lisbona e a Porto e questo potrebbe succedere in futuro in altre aree del paese se la situazione non verrà governata. Di tanto in tanto la politica, per lo meno qui in Portogallo, pensava al benessere dei loro elettori, ora mi sembra che l’attuale classe politica invece non ha il minimo senso della realtà, perché vive in un mondo tutto suo.

Le persone devono sentirsi tranquille e non avere paura di poter essere espulse dalle loro case  da un momento all’altro. Non so quale sia la soluzione, certamente non può essere quello di sfrattare i poveri di tutte le città e trasformare tutto in appartamenti di lusso.

Penso che questo film sia, sfortunatamente, una tragicommedia.

Paulo Abreu, è nato a Lisbona nel 1964 a Lisbona, regista, ha ricevuto premi in numerosi festival nazionali e internazionali.