Viaggio nella vita di un rivoluzionario. Sócrates, Lula e il Brasile sotto dittatura

Colpi di tacco, visione di gioco, estro, fantasia. Sono caratteristiche che accomunano tutti i grandi calciatori brasiliani e come sempre, la nazionale verde oro, (ovvero il Brasile, la più titolata al mondo con cinque vittorie ai mondiali), anche quest’anno è tra le favorite alla vittoria finale ai Mondiali iniziati lo scorso giovedì 14 giugno e che si stanno disputando in Russia.

Questa domenica, attraverso un libro uscito qualche anno fa, #Letturesportive vi parla di un grande calciatore brasiliano che è stato anche il simbolo di una stagione politica nel Paese sudamericano: Sòcrates.

«Il mio rapporto con il Brasile è nato intorno alla scrittura e alla ricerca che ha accompagnato e preceduto la pubblicazione di questo libro; quando sono arrivato tra l’autunno e l’inverno del 2013 a San Paolo del Brasile, l’idea era quella di scoprire altre città e altri luoghi di questo Paese, poi la voglia e le necessità di approfondire la vita di Sòcrates, anche attraverso i racconti di chi l’ha conosciuto e la stessa San Paolo, mi hanno travolto».

Così Lorenzo Iervolino – anche autore di Trentacinque secondi ancora. Tommie Smith e Jonh Carlos: il sacrificio e la gloria (66th and 2nd, 2017) oltre a far parte del collettivo Terranullius (è redattore dell’omonima rivista) – spiega il suo Un giorno triste così felice. Sócrates, viaggio nella vita di un rivoluzionario, (66th and 2nd, 2014).

Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira o semplicemente Sócrates è morto a inizio dicembre del 2011, a 57 anni. Soprannominato Doutor, perché dottore lo era per davvero, questo talento del calcio brasiliano è rimasto nella storia anche per il suo attivismo politico, seppure senza mai iscriversi in nessun partito e per quella che sarà un’esperienza unica e dove sarà uno dei grandi protagonisti: la Democrazia corinthiana.

Nella primavera dell’81, Sócrates già militiva nel Corinthians, squadra di calcio della società polisportiva Sport Club Corinthians Paulista. In Brasile si discute, c’è un’ondata nuova, il paese vuole uscire dalla dittatura, (iniziata nel 1964 e terminata nel 1985 con un ritorno definitivo alla democrazia nel 1989 con la prima elezione diretta del Presidente della Repubblica dal 1964); diversi esuli rientrano in patria, tra i quali anche diversi musicisti del tropicalismo, movimento musicale e culturale sviluppatosi in Brasile negli anni sessanta del XX secolo, Sócrates amava la musica popolare ed era amico dei maggiori cantautori brasiliani ad esempio di Chico Buarque e veniva spesso preso in giro per quanto era stonato, racconta Iervolino.

Quando inizia la Democrazia Corinthiana, calciatori come Sócrates, Wladimir e più tardi Casagrande diventano i leader dello spogliatoio, la squadra è autogestita e la formazione è decisa dai giocatori, che votano su ogni questione posta: si svolgono assemblee, si discute, si vota.

Si vincono due campionati paulisti e si partecipa alle iniziative contro la dittatura. Così la vita del calciatore si incrocia con quella di un politico: «c’è un rapporto tra Sócrates e Lula che comincia mentre lex presidente del Brasile – ora in prigione– si trova appena all’inizio della sua carriera politica. Intorno al 1978, e cioè mentre Lula veniva eletto presidente del sindacato dei lavoratori dell’acciaio, spiega ancora Iervolino.

Con Un giorno triste così felice, Lorenzo Iervolino ci aiuta a comprendere anche la situazione politica attuale in Brasile, grazie alla storia di un calciatore unico, uno dei maggiori interpreti di fine secolo scorso del gioco più bello del mondo.

di Daniele Coltrinari

 

Quest’articolo è stato pubblicato originariamente su Il Salto all’interno di #Letturesportive, rubrica domenicale dedicata alla letteratura sportiva.

Ogni autore è responsabile del proprio articolo, reportage o racconto. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non ha alcuna cadenza periodica.

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