Cova do Vapôr

Dove il Tejo si mescola con l’Atlantico, si trova questa piccola aldeia di pescatori. Non esiste un porto come a Cacilhas , non c’è un approdo per traghetti come Trafaria e Porto Brandão; non ci sono piccole industrie, cementerie o centri di smistamento merci. Solo una fermata del bus con poche corse al giorno collegano il villaggio al piccolo centro di Trafaria. Solo una strada asfaltata lo collega all’area metropolitana di Lisbona.

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Strada che spesso viene invasa dalla sabbia delle dune, come a creare una sorta di porta, di protezione al resto del mondo. Qui il mare non può ancora essere definito tale e il fiume ha ormai perso le sue sembianze. Non ci sono attrezzature balneari, come la famosissima Costa Caparica, non ci sono grandi onde che i surfisti possono cavalcare.

Poche case vacanze, poco turismo solo un bel chiostro su una spiaggia che fatica a riempirsi.

Cova do Vapôr, pur trovandosi in una posizione importante, è stata tagliata fuori dallo sviluppo della metropoli (o quello che sta cercando di diventare Lisbona). A Cova è difficile capitarci per caso.

E’ un posto per pochi eletti, che ne sanno apprezzare il valore di una genuinità ormai persa in altri luoghi.

Segnali di attraversamento stradali che non portano a nulla.

Tentativi bislacchi di rendere accogliente una strada fatta di pezzi di laterizio frantumato. Cova guarda il mare e Lisbona, ma rimane chiusa tra le sue labirintiche strette viuzze arrangiate con pezzi di tavole di legno o calce buttata, maioliche riciclate e sabbia.

Abusi edilizi che meritano un premio per l’ingegno. A Cova nulla si butta, tutto può tornare utile, come un manubrio per triciclo elevato a maniglia di una porta. Continuo rammendarsi degli edifici.

Pochi bar, una merceria e qualche ristorante della domenica, tutto su un unica via. Nessuna scuola, nessun servizio, nessuna chiesa.

L’unico negozio è uno slargo, con una padaria, un chiostro e tanti vestiti colorati appesi in mezzo alla rua. Bairro di mare. Bairro di pescatori e di povera gente che è stata costretta a rimanere o a ritornare.

Perchè Cova non si dimentica, ti lascia inevitabilmente qualcosa, pur non capendone il fascino.

Cova do Vapôr resiste, nonostante anche l’Oceano stia cercando di cancellarla. Il fenomeno dell’erosione della costa qui si è sentito molto, tanto da costringere alla demolizione di certe case.

testo e foto di Beatrice Massimi

 

Salvo accordi scritti, la collaborazione di Beatrice Massimi a questo sito è da considerarsi del tutto gratuita, volontaria e non retribuita.

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non ha alcuna cadenza periodica.

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