Casa Bóquinhas

È il 28 luglio 2015 ed eccoci per il terzo anno consecutivo alla Volta a Portugal e nella città di Viseu. Da qui parte la 77ª edizione di una competizione sportiva della quale ormai siamo perdutamente innamorati. Siamo voluti arrivare un giorno prima dell’inizio del giro ciclistico più importante in Portogallo per prepararci al meglio alla prova di domani, quando si disputerà il prologo che darà il via alla competizione.

Viseu è una località che pensavamo di conoscere molto bene ormai, eppure c’è qualcosa che negli anni precedenti c’era sfuggito, un luogo mitico: la Casa Bóquinhas. Il locale è un punto d’incontro per tutti gli studenti universitari del paese da diversi decenni; situato nel cuore del centro storico, a metà di una stradina buia – la via si chiama non a caso Rua Escura (scura) – e con una porticina poco visibile, non eravamo riusciti fino ad adesso a scoprire questo luogo. La volta buona per conoscere questo locale è stata la sera stessa del 28 luglio, quando ci siamo messi alla ricerca di un ristorante dove mangiare. Dispersi nel centro di Viseu, non era mai successo negli anni precedenti, quando improvvisamente vediamo apparire un signore sui sessanta anni o forse più, in mezzo alla strada.

È il proprietario di Casa Bóquinhas, ci fa entrare nel suo locale e ci serve il menù. Per noi è una rivelazione, siamo dentro un pezzo di storia di questa città. Raul Augusto Nunes è il responsabile tutto fare di questo locale dal 1978, da quando è subentrato al vecchio proprietario e da quel momento, insieme alla moglie, la sua vita è diventata questa taverna. «Vengono qui persone di tutte le età, ricchi e poveri – dice Raul – il segreto sta nella relazione con i clienti, li sento come fossero miei figli o miei fratelli». Nel corso degli anni questo piccolo spazio è diventato un luogo dove si sono incontrate diverse generazioni di Viseu.

Tra un bicchiere e l’altro Raul ci spiega inoltre che quando è arrivato lui, a Casa Bóquinhas si vendeva e si beveva tanto vino, adesso invece se ne consuma un terzo rispetto a quasi trent’anni fa. Nel corso del tempo la birra ha preso il sopravvento, diventando la bevanda più richiesta, questo perché la clientela è cambiata. Io sto bevendo del vino nel frattempo, può magari aiutarmi a farmi entrare nelle grazie del signor Raul e a scoprire in qualche modo le origini di questa taverna.

Anni fa i clienti abituali erano principalmente le persone che dopo il lavoro nei campi agricoli, andavano a bersi del buon vino prima di tornare a casa. Poi c’erano gli impiegati comunali che andavano a mangiare a Casa Bóquinhas a pranzo, durante la pausa lavorativa.

Il piatto che andava forte era a base di sardine, ricorda Raul.

Questo locale esiste dal 1912 ma è solo negli ultimi vent’anni che è diventato famoso a livello regionale e nazionale. Questo è stato possibile anche grazie agli studenti universitari; inizialmente erano i ragazzi che frequentavano le università di Porto e Coimbra – a volte anche di Lisbona – che dopo aver sentito parlare da qualche loro coetaneo di questo locale, presi dalla curiosità, partivano il fine settimana dal loro paese per raggiungere Viseu e scoprire questo posto. Poi l’università è arrivata anche in questa città e da allora, sono aumentati notevolmente i giovani clienti.

La cosa divertente ed emozionante è vedere gli ex studenti tornare qui di tanto in tanto, da adulti, per rivedere un posto che frequentavano magari vent’anni fa, ricordando così ubriacature, amori e avventure vissute dentro questo luogo mitico. Raul ci serve un altro bicchiere, ora cominciano a essere tanti e ho paura che da adesso in poi, non sia in grado di ricordarmi cosa mi racconterà ancora. Ma il tipo è sveglio, ne ha visti tanti in questi anni di clienti e di tutte le specie e sa, senza dubbio, come trattarli.

Mi serve un liquore invece del solito bicchiere di vino che ho già ordinato più volte, Raul è provvidenziale: «basta vino, ora prova i distillati fatti in casa, li offriamo solo a chi ci sta simpatico».

Rimango senza parole e bevo il liquore, ha ragione, meglio bere questo che continuare con il vino rosso, il distillato poi è veramente buono e mi è stato servito come cliente speciale. Non posso certo rifiutare.

Salutiamo Raul, è ora di andare, è passata l’una di notte già da un pezzo, la Volta ci attende. Non avrei pensato di seguire questo giro ciclistico per il terzo anno di fila e mentre torniamo al nostro alloggio il liquore fa il suo effetto e dentro di me, penso: e se seguissi questa competizione sportiva anche il prossimo anno?

Brano tratto da C’era una Volta in Portogallo di Daniele Coltrinari e Luca Onesti (Tuga Edizioni, 2016) per gentile concessione degli autori e della casa editrice.

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