4 storie in 4 ore – Gli appunti di Fredson – Mezzanotte in. 28anoite – II Parte

Due eventi.

Un’ultima cena.

L’ultimo evento prima di partire per un lungo viaggio.

Due e venti.

“L’ora allo specchio.”

Pescare nel lago della memoria il ricordo della Serata del 28 è un piacere, perchè non devo solo ricordarmi di un evento che ho ideato ma anche degli ideali da cui sono ispirato. Una rivolta pacifica contro un sistema oppressivo è ancora possibile e la Cultura è da sempre un’arma contro il male più grande. La Cultura è come la Vitamina C, non può mancare. “La cura” da molti problemi attuali è avere più Arte intorno a noi, a ricordare la magia delle nostre stesse esistenze, a porre domande, profonde o superficiali che siano, più Benessere intellettuale, più Cultura, più Dialogo, maggior Empatia, tutti elementi essenziali come le principali vitamine.

La Cultura è indispensabile per non tornare nell’oscurità. Non solo per le discussioni che sbocciano analizzando un’opera e stimolando il proprio intelletto e animo metropolitano ma anche per il fatto di riunire tanti individui insieme, estranei cangianti, tanti individui curiosi e sensibili, imprevedibili personaggi che s’incontrano ad un vernissage come ad un concerto, ad un happening o in un atelier.

Solo con il dialogo e stabilendo dei punti d’incontro tra estranei si riesce a creare un ponte tra due sponde distanti. Oggigiorno le disuguaglianze affettano la produttività di un paese oltre ad alimentare discussioni populiste e povere di argomenti costruttivi. L’ignoranza e la scarsa informazione contribuiscono ad alimentare un sistema consumistico senza ritegno, folle, ingordo e cangerogeno.

In più, da tempo, giustificandolo per vile denaro, usiamo risorse ed energie per fomentare uno dei mali peggiori dell’umanità nonostante sembra meno grave rispetto ad altre atrocità: produciamo mediocrità.

Produciamo mediocrità perché costa meno, perchè conviene.Follia pura, qualcosa di così assurdo che neanche Dio poteva prevederlo: produrre prodotti scadenti e giustificarlo con la necessità di offrire un’opzione al risparmio. L’alternativa ad un prodotto di qualità a cui tutti avrebbero diritto. La mediocrità é complice degli sprechi, dell’inquinamento e del rincoglionimento globale, una demenza senza frontiere.

E come ribellarsi a tutto ciò?

Intere serate e weekend al sole a discutere tra amici e con i M.E.S.A.S. su come agire per dire la nostra e poi finalmente l’idea del 28: assaltare l’elettrico simbolo di Lisbona, il tram 28, sequestrarlo e lanciare un messaggio di rivendicazione che sia un potente incentivo per orientare il popolo verso dei cambiamenti nei nostri abiti e consumi (il nuove costume), in nome di più diritti e uguaglianza.

Il gruppo M.E.S.A.S. si formò per necessità, la necessità di rappresentare pacificamente il nostro dissenso in un mondo dove difficilmente puoi contestare senza essere additato come parte di un partito o di un movimento.

Per noi era fondamentale rappresentare che l’uomo ha diritto di manifestare e ribellarsi in quanto uomo, in quanto essere umano, un cogito ergo sum pensante e con un cuore pulsante, che ripudia lo schifo che viene inscenato ogni giorno a causa degli “interessi” di pochi che tramano muovendo i fili che danno vita al teatrino degli orrori che foraggia i media e riempie i giornali di storie “spettacolari”. Cambiamo canale, condividiamo contenuti, fotografiamo la realtà per narrarla meglio, la filmiamo, la editiamo, ma quando entriamo realmente in azione per cambiare il copione?

Novembre 2014. ArtCasa.

Max, Edgardo, io, Antonio, Salvatore e Stefano (M.E.S.A.S.) creiamo un pacifico assalto al 28, lo scopo è attirare l’attenzione e sequestrare i passeggeri per far arrivare giornalisti e televisioni sul posto così da poter reclamare cosa non ci va bene: stiamo inquinando troppo il pianeta, il caso del Plastic Vortex è un perfetto esempio del delirio umano che sfugge di mano. Il consumismo sta facendo mutare anche la nostra essenza umana, l’essere parte di un pianeta vivente si sta perdendo tra confezioni di plastica vuote e rifiuti tossici. Qualcuno crede già che vivere sia solo produrre, comprare, consumare e crepare. Il sistema economico ha creato disuguaglianze imperdonabili. In ogni periferia dell’impero sorge sempre più un desiderio di Vendetta Sociale. Ci raccontano un sacco di favole e ci trattano come pecoroni.

Vogliamo più eco-logica. L’arroganza e la prepotenza hanno governato le nostre vite per troppo tempo, vogliamo un cambio di gestione.

In 7 atti si sviluppa lo spettacolo teatrale di questo assalto, con colpo di scena finale.

La Performance del 28 ritratta un gruppo di 4 amici che, mentre vanno ad un pic-nic carichi di vino, cibo, sedie e tavolini pieghevoli, animati dalle discussioni socio-politiche, decide di occupare il tram, ponendo i tavolini nel mezzo, sedendosi e iniziando a bere e affettare salame (le fette che avete sugli occhi, ce le mangiamo! Affamati di giustizia e di verità) e chiedendo al motorista di continuare a circolare in città senza fermarsi. Durante l’occupazione si parla animatamente dei temi attuali che dovrebbero indignare tutti e portarci ad una reazione coesa, cosa che non succede. I recenti fatti dei gilet gialli sono un esempio. Serve più partecipazione popolare! Cosa manca alla gente comune per capirlo e accettarlo?

Lo chiediamo al pubblico seduto tra i passeggeri del 28.

Lo chiediamo alle persone comuni: cosa cavolo bisogna fare per convincervi a fermarvi tutti e protestare insieme per avere una società migliore? Più dignità alle nostre esistenze! Dobbiamo reclamarlo insieme.

Ometto altri dettagli della performance perchè preferisco che da lettore tu possa diventare uno spettatore, la “Notte del 28” torna quest’anno con un nuovo gruppo. Per rimanere aggiornato segui la pagina facebook  28anoite

La volta che occupammo realmente il 28 fu un’emozione. L’obiettivo era filmare l’esperienza di “occupare” il tram e mostrare che, come sul palco, parlavamo apertamente, suonavamo e cantavamo, stappavamo bottiglie di vino per brindare alla nostra occupazione pacifica e per darci coraggio. Il tutto mentre il tram 28 sferragliava da Campolide fino a Martin Moniz. Il motorista non disse niente, anzi sembrava divertito. I passeggeri erano divisi tra lo sbigottimento e il divertimento, due amici filmavano il tutto (video che non sono ancora mai stati editati) e io mi aspettavo che da un momento all’altro trovassimo la Polizia alla fermata successiva pronta ad arrestarci. Andò tutto bene e dei passeggeri russi, italiani e altri non so di dove, si unirono a cantare “Je so pazz” di Pino Daniele e “Paz” di Gabriel O Pensador. Capirono tutti che non eravamo degli ubriaconi ma che stavamo inscenando una performance, complici i due amici (Alex Leo e Jaco Loredo) armati di Go-Pro.

 

 

 

Ma cosa bisogna fare per convincerti a scendere in piazza pacificamente a bloccare tutto pretendendo che i rispettivi Governi facciano il lavoro che si aspettano gli elettori e non sempre e solo a rispettare gli ordini che arrivano dalla cima della piramide?

 

 

Gennaio 2015: attentato alla sede di Charlie Hebdo. Non partecipiamo alla manifestazione Je sui Charlie perchè l’assalto ci puzzava di farsa. Oltre a degli ottimi fumettisti armati di ironia e matite a punta viene ucciso Bernard Maris, un economista e giornalista francese che ha scritto libri intitolati: “O la borsa o la vita”, “Antimanuale di Economia”, “Lettera aperta ai guru dell’economia che ci prendono per imbecilli” (giuro che esiste) e anche “Capitalismo e pulsione di morte”. Incentrammo la performance del 28 sui temi più attuali, modificandoli di mese in mese in base ai fatti di cronaca anche per favorire il pubblico nella comprensione dei temi trattati. Oggi come oggi il “fai da te” non riguarda solo il bricolage e i lavoretti in casa, ma anche una rivoluzione sociale ha bisogno di partire dal basso. Soprattutto se i vertici sono inaffidabili e corrotti o presi tra i denti delle ruote del grande ingranaggio.

 

 

 

 

Leggiti “L’ingranaggio” di Sartre. Aiuta a capire perchè non dobbiam più perder tempo tra un Senato ed un Parlamento. Leggi, in generale. Fallo sto sforzo, dai cazzo! Apri gli occhi, apri la mente, rimani connettato realmente.

 

4 Storie in 4 ore  è un esperimento letterario di Simone Faresin in collaborazione con Sosteniamo Pereira. Le storie sono una “mistura” tra realtà e fatti ispirati da opere come “Strange Days” e “Essere John Malkovich” raccontando cosa accade in un’insospettabile notte Lisboeta tra le ore 20 e Mezzanotte. Simone Faresin ha iniziato la sua collaborazione con Sosteniamo Pereira pubblicando racconti in “Cose dell’altro Tropico” rubrica dove narra della sua esperienza di 2 anni in Mozambico. 4 Storie in 4 ore è stato scritto tra Lisbona, Maputo, Beira e Porto.

Salvo accordi scritti, la collaborazione di Simone Faresin a questo sito è da considerarsi del tutto gratuita, volontaria e non retribuita. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non ha alcuna cadenza periodica.

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