Sporting-Tavira, la squadra ciclistica più antica del mondo ha ancora sete di vittoria

Questo articolo è stato pubblicato su Il Salto il 25 febbraio 2018, all’interno della rubrica Ciclismo Latino

di Daniele Coltrinari

Inglesi, francesi, tedeschi e non solo. Arrivano da tutto il mondo occidentale, ogni estate, per passare le loro ferie nella regione dell’Algarve, estremo Sud del Portogallo. Qui, una delle cittadine più belle e paradossalmente meno turistiche, è Tavira: una lunga spiaggia di sabbia bagnata dall’Oceano Atlantico dentro il golfo di Cadice, compreso tra Cabo de São Vicente in Portogallo e Cabo Trafalgar a ovest dello stretto di Gibilterra in Spagna, dalla quale la cittadina portoghese dista meno di 40 minuti d’auto. Nessuno avrebbe mai pensato decenni fa che a Tavira potesse nascere una squadra ciclistica amatoriale e che nel 2018 sarebbe stato il club più antico e longevo del mondo. Fondato nel 1979 in un paese che ancora oggi conta meno di 15mila abitanti, oggi il Clube de ciclismo de Tavira non è una squadra World Tour, ma di categoria continental, ovvero, non è tra le big e non partecipa al Giro d’Italia o al Tour de France ma è comunque una squadra professionistica.

In Portogallo ha ottenuto ottimi risultati. Innanzitutto le quattro vittorie consecutive alla Volta a Portugal, la maggior competizione ciclistica a tappe e internazionale in terra lusitana: tra 2008 e 2010 con il corridore spagnolo David Blanco e nel 2011 con il portoghese David Mestre. Poi, altri successi in competizioni locali e una vittoria nel 2008 al Tour de San Luis, in Argentina, grazie al corridore di casa di Martín Garrido. Dal 2016 la società portoghese è in sinergia con lo Sporting Clube de Lisboa, meglio conosciuta all’estero come Sporting Lisbona, società polisportiva famosa per via della sua formazione calcistica.

Questo binomio ha portato alla formazione dello Sporting-Tavira, una collaborazione che ha al tempo stesso aiutato economicamente il team di Tavira e rilanciato lo Sporting nel ciclismo. Il ritorno alle due ruote a pedali ha riguardato ne 2016 anche il Porto, che ora ha nuovamente la sua squadra ciclistica in sinergia con un altro club, sul modello Sporting-Tavira. All’appello manca soltanto il Benfica, il cui ritorno alle competizioni di ciclismo è atteso da anni, dal momento che questa società, insieme allo Sporting Lisbona, rappresenta la storia del ciclismo portoghese.

Negli anni ’30 José Maria Nicolau e Alfredo Trindade, rispettivamente del Benfica e dello Sporting, diedero vita a una rivalità che assomigliava, in scala portoghese, a quella tra Fausto Coppi e Gino Bartali. Con una differenza che rendeva lo scontro tra Nicolau e Trindade, che nella vita erano molto amici, ancora più acceso: i due correvano per due formazioni della stessa città, Lisbona. In pratica ogni volta che gareggiavano erano di un derby.

Vinsero tra il 1931 e il 1934 due Volta a Portugal a testa, lo Sporting vanterà, poi, nel corso della sua storia, altre vittorie al giro portoghese e in altre manifestazioni nazionali, alcune anche recenti. Ma sopratutto potrà contare, seppur per pochi anni, sulla presenza nelle sua fila del più grande ciclista portoghese, Joaquim Agostinho, detto Tinò. Uno che oltre a vincere tre volte di fila, tra il il 1970 e i 1972, la Volta a Portugal, partecipò da protagonista al Tour de France per ben 13 volte, dal 1969 al 1983, classificandosi due volte terzo nella classifica generale (1978 e 1979) e vincendo quattro tappe.

Una grande storia lunga quasi 80 anni quella dello Sporting – dal 1911 al 1987 con una breve interruzione tra il 1914 e il 1926 – che ha partecipato anche al Tour de France del 1984 vincendo una tappa. Ora, dal 2016, la squadra è di nuova in pista insieme al Clube de Tavira. E per il rilancio, lo Sporting-Tavira ha fin da subito puntato su un ciclista italiano, con ancora pochi di anni di carriera ma che pedala con grande qualità: Rinaldo Nocentini detto “Noce”.

Quarantuno anni il prossimo settembre, professionista dal 1999, medaglia di bronzo ai campionati italiani dello scorso anno, sedici successi da professionista, ma soprattutto diventato famoso nel 2009 per aver indossato la maglia gialla al Tour de France per otto tappe consecutive, «Qui la gente tifa per la squadra e per i colori che portiamo: alle corse c’è tantissima gente che viene con le sciarpe o con le maglie della squadra di calcio e magari viene lì anche solo per dirti “Sono Sportinguista!” (tifoso dello Sporting, ndr). Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere, da noi è impensabile» ha dichiarato Nocentini in una recente intervista.

L’italiano di Montevarchi, che non nonostante le proposte del team firma soltanto contratti annuali, riproverà quest’estate a vincere l’ottantesima edizione della Volta a Portugal (che si svolge dall’1 al 12 agosto), dopo i buoni piazzamenti in classifica generale nel 2016 e nel 2017. Volta a Portugal che lo Sporting non vince da tanti anni e il Clube de Tavira dal 2011.

Quest’anno i due team riunificati ci riproveranno per la terza volta consecutiva insieme. Nonostante i suoi 40 anni, Rinaldo Nocentini potrebbe essere l’asso nella manica della società portoghese, della cui organizzazione dice un gran bene. Non resta che aspettare l’appuntamento con la Storia, dal primo agosto, per l’80esima Volta.

Anche questa stagione ciclistica 2019, Rinaldo Nocentini correrà per lo Sporting-Tavira

 

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