4 storie in 4 ore – Gli appunti di Fredson – Mezzanotte in. 28anoite

Due eventi.
Un’ultima cena.
L’ultimo evento prima di partire per un lungo viaggio.Due e venti.

“L’ora allo specchio.”
Mi ritrovo seduto a scrivere nella sala che domani ospiterà la riunione tra i futuri soci che apriranno un nuovo spazio innovativo e unico a Lisbona, una nuova ArtCasa. Bisognerà scegliere un nome o si lascerà al fato.

Ma torniamo ad oggi, anzi no, torniamo a due anni fa, a Maputo in Mozambico, quando scrissi sopra “l’ora allo specchio” in un post di “Cose dell’altro Tropico” pubblicato sul blog di Sosteniamo Pereira. «4e20» Ah, no, quella è “l’ora fantasma” ho fatto confusione.

Ma torniamo ad oggi.
Che se penso al Moz mi vien troppa saudade. Maledizione. Costa tornare dall’altra parte del mondo. Mesi a lavorare. Se almeno scrivere mi desse da mangiare. Devo pubblicare. Per ora finisco il bicchiere di vino e ne rollo una.Tanto qui non mi serve il presente, mi serve ricordare un evento passato ed un segreto che a nessuno avevo ancora svelato. Bevo l’ultimo goccio tutto d’un fiato. Fuori piove, il freddo avvolge le ginocchia, ne incarto una come fosse una pannocchia.

La casa in Rua dos Anjos al 12 é piena di inquilini: tre francesi, una portoghese, uno svedese, una brasiliana, un croato ospitato e io l’italiano. Il vecchio pavimento di legno s’imbarca e gracchia ad ogni passo, gli scalini del palazzo sono storti come le patatine Pringles. Chissà se si scrive così Pringles, scatta la googolata.

Torniamo al 28 Novembre 2015.
Zona Franca. Rua de Moçambique, 42.
Metro Anjos.

Quando organizzo un evento mesi prima non mi preoccupo mai dei soldi, poi mi ritrovo al giorno dell’evento con 42 euro in tasca e devo fare la spesa per 30 persone. Ci riesco con 38 euro. Quindi spavaldo mi bevo pure un caffè al bar. Lascio tintinnare in tasca i 3,40 euro per fronteggiare eventuali inconvenienti all’ultimo minuto.

Tra cinque giorni volo, parto per il Mozambico, questo di stasera è il mio ultimo evento a Lisbona. Emozione è dire poco. E Zona Franca sta proprio in Rua do Moçambique, maravilha.

Dopo anni di avventure e di iniziative culturali, la formazione d’attacco è ridotta al numero perfetto: siamo io, Antonio Imperatore e Valerio Giovannini. Lo Staff del Zona Franca si occupa del bar, io e Antonio ai fornelli a cucinare due paste differenti e Valerio con la tavoletta grafica che fa illustrazioni in tempo reale. Valerio ha un tratto che mi ricorda Moebius, mi piace proprio.

Antonio è come un fratello, dal 2012 ne combiniamo di ogni a Lisbona e abbiam tagliato insieme molti traguardi.

Il programma è semplice: musica diffusa dalle 19h con l’aperitivo, offriamo deliziose bruschette a chi consuma qualcosa e Valerio crea in tempo reale proiettando sulla tela gigante quello che disegna sulla tavoletta grafica. Dalle 20h30 inizia la cena: una pasta vegetariana e una pasta carnivora, musica e nel dopo cena proiezioni di video artistici e presentazione al pubblico del video do “assalto al 28” performance ideata e realizzata col gruppo M.E.S.A.S. fondato nel 2014 e formato da: Max, Edgardo, Simone (io), Antonio e Salvatore. Si aggiunse poi anche Stefano che rientrava sempre con la “S” nell’acronimo.

L’assalto al 28 è una vera e propria performance, una provocazione nata a seguito degli eventi Parigini con la strage di Charlie Hebdo.

Mi ero posto la domanda «cosa potrebbe succedere a Lisbona se un gruppo di terroristi volesse far merda?» e immaginai un attacco alla gente in fila per prendere il tram in piazza a Martim Moniz o un kamikaze sul 28, l’elettrico di Lisbona, un simbolo della città.

Che non succeda mai, ma anche per esorcizzare questa paura, creai una performance non violenta che propone al pubblico la sensazione di essere sul celebre tram 28 ed essere sequestrati da un gruppo di improbabili terroristi.

Intanto il vero tram 28 mi passa a fianco sferragliando sui binari e frustando i cavi tesi sulla città, mi riporta nell’Almirante Reis e ai preparativi per l’evento.

Le borse piene di ingredienti pesano, la giacca crea un effetto serra, lo zaino in spalla mi limita nei movimenti, sono già stanco e ho bisogno di fare una doccia prima di andare al Zona Franca e preparare tutto. Per me ideare eventi è un gioco, mi basta un tema, una location e ualà, sforno di tutto. Ma realizzarli è sempre una battaglia, uno sforzo fisico, inconvenienti, trabocchetti, tentazioni che ti fanno deviare dal percorso programmato, sorprese, di tutto e di più.

Pura Vida scritta con l’intenzione di essere una cosa mia, condivisa con un pubblico, un collettivo imprevisto fatto di volontà e animi in subbuglio o anche solo di gole secche e menti come spugne in cerca di birra fresca e chiacchiere stimolanti.

Io amo questo della cultura: riesce ad unire gente diversa, sconosciuti che s’incontrano mossi dalla curiosità, anime che vibrano sulla stessa frequenza, tanti cuori che battono insieme.

Devo lasciare un messaggio prima di andare via.
La notte del 28 è il momento ideale.

 

28anoite ZONA FRANCA 28 NOV. LX

Continua…

4 Storie in 4 ore  è un esperimento letterario di Simone Faresin in collaborazione con Sosteniamo Pereira. Le storie sono una “mistura” tra realtà e fatti ispirati da opere come “Strange Days” e “Essere John Malkovich” raccontando cosa accade in un’insospettabile notte Lisboeta tra le ore 20 e Mezzanotte. Simone Faresin ha iniziato la sua collaborazione con Sosteniamo Pereira pubblicando racconti in “Cose dell’altro Tropico” rubrica dove narra della sua esperienza di 2 anni in Mozambico. 4 Storie in 4 ore è stato scritto tra Lisbona, Maputo, Beira e Porto.

Salvo accordi scritti, la collaborazione di Simone Faresin a questo sito è da considerarsi del tutto gratuita, volontaria e non retribuita. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non ha alcuna cadenza periodica.

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