4 storie in 4 ore – Gli appunti di Fredson – Mezzanotte in. Parte III

«Cosa pensano gli altri? Come vivono? Cosa vedono?
Qualcuno ha dovuto dare delle risposte a queste domande».
Fredson.

Strappa una striscia alta un pollice dal biglietto da visita di Susana, evitando la parte con numero di telefono e la e-mail. Ne ha a decine di biglietti da visita ridotti a pezzi, di alcuni sono rimaste solo le strisce strappate con i contatti. Visualizzo la scatola di legno che tiene nella vetrinetta in sala, tra i suoi libri e altri oggetti vari. Gli viene in mente una ragazza che fa l’avvocato, il filtro è pronto, dal gesto che fa con la mano destra lo sta infilando sopra l’orecchio; quella ragazza dove l’aveva conosciuta? Ah sì, al Primeiro Andar. Rosa? No, Margherita, può essere, carina e gentile ma è troppo giovane per essere un avvocato esperto, ma poi quale avvocato?

Sento salire una forza distruttiva, cieca e ignorante, la sento spingere verso una soluzione drastica e violenta, lo vedo entrare in casa con un martello in mano, entra nella stanza del primo finlandese e inizia a prenderlo a martellate, calci e pugni, lo avvolge nel suo piumone arancione e lo tinge di sangue spappolandogli quella faccia da culo, stronzo, bastardo, l’affitto, la proprietaria, se chiama ancora non posso non risponderle alle chiamate, è peggio.

Porco Giuda stare dentro a questo tipo è come saltare da un treno in corsa, non riesco a sganciarmi dal flusso dei suoi pensieri. Continuo a vedere apparizioni di un mondo fatto di persone, posti ed emozioni che non conosco. La sua rabbia mi contagia e mi sento stringere allo stomaco, o è il suo? O è il nostro? Sta immaginando di prendere a martellate il finlandese o l’ha già fatto? Coinquilino, affitto, mi riporta per un istante da Fredson e da Miguel ma il flusso dei pensieri di Sarracino sovrasta anche la mia voce interiore. Cazzo, che fusione! Estrae una cartina e la passa nell’altra tasca poi estrae una bustina di plastica trasparente, c’è dentro erba, in ciuffi, armeggia per aprire la chiusura ermetica. «Ma come si fa ad essere così bastardi da approfittare delle persone che ti offrono casa, sapendo che mi avrebbe creato problemi, l’ha fatto apposta con la voglia di fottermi e non pagare, bastardo parassita di merda, e pensare che lavoriamo nella stessa impresa. Che voglia di massacrarlo di botte e buttarlo nel fiume».

Pollice e indice sgranano l’erba nel palmo dell’altra mano. «Attento al vento». Continua a immaginare varianti di se stesso lungo il molo mentre getta il corpo in acqua, vicino ad un magazzino, un vicolo nell’ombra, sembra Cais, i lampioni gialli dei parcheggi in lontananza lo accecano un pò, la visione sfoca, appare la faccia del finlandese… mai visto prima. «Mangime per i pesci». Aggiunge tabacco per la mista come fosse prezzemolo sul piatto pronto da servire a tavola. Mi chiedo cosa succederà, sentirò anche io l’effetto della canna? Oh mio Dio, ma se succede qualcosa al corpo che mi ospita cosa succede a me? E come cazzo faccio ad uscire?

Già sono un tuttuno con il corpo di questo tizio, se ho bisogno di uscire come ne esco? Ma perchè cazzo ho accettato di provare gli occhiali?

Mò come ne esco? Ma chi lo sa cosa può succedere dopo? E se questo Sarracino sta per andare a commettere un omicidio? Ma come cazzo esco da qui? Oh mio Dio. Sarracino incarta e accende. Un vento forte spazza via tutto e per un istante rimane solo la vista del miradouro e i suoni della città, le sirene ad urlare per strada lungo le avenide principali, clacson, ventole dei condizionatori, aerei in arrivo, un gruppo di gabbiani gioca con le correnti ascensionali, gli alberelli agitati dal vento e i folti cespugli di canne a danzare in sincrono come un gruppo di ballo, adornato con piume e nastri. Lentamente ritorna la voce.

«Basta pensare, e Maria non sa niente, poverina. Il bebè a casa, quanto tempo ho?». Si guarda al polso, l’orologio fa le 20:20.

«Beh dai massimo l’una, cerco di tornare con la metro». Visualizza la sua famiglia, pensa al bebè di soli quattro mesi e a come sia cambiata la sua vita, ma i problemi mai. Pensa alla moglie, Maria, pensa alla bugia che le ha detto sul fatto che avesse già smesso di fumare. Boccate avide, il palato odora già di bosco in fiamme, una leggera sensazione alle tempie, il fumo che sale dalla bocca si mescola alla visuale, perdendosi tra vortici complessi. Oddio sento il fumo nei polmoni! Lo sento! Ancora un istante di silenzio, prendono forma varie immagini, troppo sfocate e distanti, colorate, alcune in movimento, suoni ovattati… Sono fatto!

«Finalmente stà pausa bomba, non reggevo più, devo poi incontrare gli altri e sentire che dicono. Se dovessi fare un assalto ai finlandesi a chi potrei chiedere aiuto? No, zero testimoni. Le martellate in faccia non fanno tanto rumore». Sbuffata. Lo sguardo intento a cercare la cupola della Basilica de Estrela, «Sei stupenda Lisbona, ma guarda te se devo perdere tempo con questa rottura di coglioni, maledizione e tutto per guadagnare quattro soldi, fottuti soldi, fottuta rottura di coglioni, per i soldi va sempre tutto storto, sempre casini, bah…».

E intanto si chiede se rivedrà mai la caparra. «Cavolo sono 700 euro, con tutto quello che uno passa a lavorare per guadagnare poi ci si fotte con cose così impreviste e perdi più di quello che hai da parte, ma porca puttana che incubo questi soldi».Pensa ai 25€ che ha in tasca, ai 300€ che ha nascosti in casa nella scatola del ventilatore e ai 1200€ sul conto, ancora pochi pensando al viaggione che lo aspetta: Messico! America! Finalmente un viaggio sognato da circa vent’anni, eh sì, ripensa ai libri e ai racconti, vent’anni prima… immagini di lui in una cameretta tra i libri ed un divano letto con i cuscini rossi; poi l’interno di una roulotte, beige e bianco, tiene un libro tra le mani, il romanzo… Il Messico, pensava al Brasile fino ad un anno fa, com’era la password di facebook? “2014andareinbrasile” ma la distanza non sarà più un problema stando là, sicuramente ci sarà occasione, chissà che tentazioni… brasiliane… appaiono culi danzanti, sorrisi e belle more dai capelli neri lisci e lunghi, si ricorda di un’amica a cui non ha fatto gli auguri settimana scorsa.

Ormai che ha famiglia si perde le feste in casa degli amici, nessun rammarico, ne ha fatte tante, la soddisfazione a ripensarci gli illumina il volto con un sorriso, sento la faccia tirarsi. Gli torna in mente l’amica: Sandra, allegra come un’estate, sorridente, bella e la rivede in varie posizioni, la rivede godere felice mentre la prende da dietro con entusiasmo, tirandola per i capelli, Sarracino pesca immagini dai ricordi e io vedo la bocca di Sandra, labbra lucide schiuse dai gemiti di piacere che le salgono da dentro, venirle tutto addosso, appiccicarle i capelli al volto, sbavarle il trucco pesante che mette sempre sugli occhi, poi ancora baci lingua in bocca e la chiara sensazione di entrarle nuovamente dentro, entrare in una donna. Oh Dio sì che meraviglia, com’è reale! Fantastico, sto scopando!

Di colpo sono di nuovo sul divano di Miguel, con Miguel in piedi davanti a me, un’espressione esterefatta sul volto e gli occhiali di Fredson in mano. «Ma che cosa cazzo stai vedendo?». Sono così scioccato dall’essere tornato me stesso di colpo che riesco solo a rispondere uno stupido «Perchè?». E non capisco neanche se mi esce la voce di bocca, mi sento vuoto, inerme, sudato, il cuore a mille. Miguel sembra a metà tra il divertito e lo spaventato, mi fissa negli occhi e dice: «ti sei messo ad urlare dopo appena un minuto, sembrava che stessi cadendo nel vuoto, poi sei rimasto pietrificato in silenzio per qualche istante, sudavi tutto agitato, avevo paura a toccarti e poi… poi hai iniziato ad ansimare come uno che si sta segando su youporn e… guardati!». Mi indica. Mi guardo addosso.

Non credo ai miei occhi, i jeans non riescono a nascondere un’erezione da strapparmi le mutande e mi sono bagnato, mi vergogno come un adolescente appena sgamato a toccarsi ma, come glielo spiego adesso? Deve provare anche lui, cerco di alzarmi ma non mi sento ancora le gambe, sensazione orribile, mio Dio è come se non fossi rientrato del tutto nel mio corpo! Ma l’erezione la sento e ripenso a Sandra, la brasiliana, nossa, mi sembra davvero di averci fatto l’amore, sembra faccia parte dei miei ricordi… Oh mio Dio, con questo giocattolo le sensazioni altrui vengono percepite e assorbite come se le stessi vivendo in prima persona. Cristo Santo, ma che diavolo di affare è questo?

Osservo la sfera e gli occhiali. La sfera ha il led ancora acceso, sento un brivido lungo la schiena. Ho tra le mani qualcosa di incredibile e unico, questa è una cosa mai vista. Sta per risalirmi l’adrenalina, ripenso alla sparizione di Fredson, il lavoro al Ministero della Difesa, Miguel che mi osserva senza capire e anche io non mi sento al 100%. Cosa diavolo è successo? Dov’ero? Davvero è possibile stare dentro a qualcuno al punto dal vivere le stesse emozioni? Mio Dio, questa cosa è troppo oltre. Premo il tasto sulla sfera e la disattivo. Click.

Penso che Miguel mi ha fatto uno scherzo idiota, lui aveva già visto il filmato e voleva vedere come reagivo io. Dev’essere un film alternativo o un nuovo genere di cinema. Tutto così reale che sembra un teletrasporto nel corpo di un altro. E come faccio a sapere se le emozioni che sento sono mie o del… del… Come posso chiamarlo? Il corpo che mi ospita? L’avatar?

Miguel sembra davvero sorpreso, continua a farmi domande ma io da dove inizio? Poi l’illuminazione: «Miguel, è inutile che cerco di spiegarti qualcosa di mai visto prima. Siediti qui e provalo anche tu!». Sono proprio curioso di vedere come reagisce, già me lo immagino mentre grida in panico: «Oddio, ma come si esce da qui? Fatemi uscire!». Miguel esita un istante rimanendo fisso con lo sguardo sul mio pacco gonfiabile.

«Dai Miguel, prova, tranquillo».

In realtà sto curioso a mille di capire che situazione assurda è questa, ma non può essere vero, dev’essere un film, qualcosa di sperimentale, come cacchio si entra nella testa delle gente per sentire e vedere tutto? No, dev’essere un film. Fatto benissimo, sembra di stare nel centro di comando ma senza poter disattivare il pilota automatico. Ma se un ricordo sessuale è cosí forte e intenso, a farlo per davvero come sarebbe?

Che domanda stupida, sarebbe sicuramente bello come la realtà. Ho bisogno di distrarre Miguel, mentre lui si gode lo spettacolo io devo guardarmi intorno, trovare qualche traccia o indizio di non so cosa. Mi viene in mente il block notes di Fredson in fondo alla zaino.

Miguel sta indossando il visore, non mi sembra impacciato. Forse fa la sceneggiata perchè si vergogna di dirmi che aveva già frugato tra le cose del coinquilino scomparso e che aveva già provato a volare dentro al tipo con la maglietta gialla, O Sarracino. E chissá cosa succede dopo, sto Sarracino è un drogato imprevedibile, con una vita sessuale allegra come il Carnevale di Rio. I finlandesi saranno ancora vivi? A proposito, ma dove cazzo sarà sparito Fredson? Penso a quante domande vorrei fargli sul visore, sulla sfera e… E che fine hai fatto Fredson? Questo giocattolo è pericoloso, qualcuno probabilmente lo sta cercando. E i corpi, le persone che ci ospitano, chi sono?

Miguel si mette a suo agio in poltrona e… Click!

Mi fiondo in camera di Fredson, cerco i suoi appunti, sfoglio rapidamente, la sua calligrafia è stanca e nervosa in certi punti. Nella prima pagina c’è appuntato a penna lo stesso codice della sfera e la nota in basso “dalle ore 20 a Mezzanotte in .” Bingo! È il riassunto di quello che si vede con il visore: Sarracino che pensa a come eleminare i due coinquilini finlandesi, fuma e poi si incammina per la Metro di Anjos, va al Bairro a incontrare amici, li trova nel bel mezzo di una festa. Un certo Stefano gli riferisce di un certo João che deve soldi a Sarracino. Sarracino va a cercarlo in un altro bar del Bairro, lo trova, conversano, sfoglio rapidamente, due pagine dopo si parla di Vanessa. Vanessa! La ex con la fissa di fare sesso nel bagno di casa degli amici di Sarracino, questo dettaglio me lo ricordo bene, anzi, Vanessa potrebbe essere la mia ex per come l’ho sentita “mia” nei ricordi di Sarracino. E sento che mi piacerebbe rivederla. Leggo tra le righe che Sarracino e Vanessa s’incontrano alle 22h48 nell’appartamento di lei a Graça, fanno all’amore, Sarracino la prende sulla porta di casa… ma che razza di film è? Quindi si tromba? Devo provare di nuovo il visore.

Miguel intanto emette qualche verso misto stupore e misto risatina, bocca aperta e il visore a coprirgli la faccia, non mi vede e non mi sente.

Sfoglio rapido tra gli appunti di Fredson. Trovo un secondo capitolo: Tommy. Tommy? Tommy sta nella metro con Sarracino, ma non si conoscono, Tommy vede la coppia di agenti apparsi di colpo, si convince che non erano lì prima, prima di cosa? Prima quando? Sfoglio. Tommy li segue, ci parla, gli agenti spiegano a Tommy il piano della missione “Back in time”. Agenti? Missione? Non ho pazienza per leggere con calma tutto, sono tante righe scritte a mano fitte fitte. Probabilmente Fredson stila poi un rapporto al computer. Ma da quando il Ministero della Difesa fa dei cineforum con film neo-realisti utilizzando il top della tecnologia attuale?

Sfoglio, proseguo rapido, trovo il terzo capitolo: Antonio. Antonio a cena con un’amica, poi tornano insieme a casa di Antonio ma in casa trovano il coinquilino in fin di vita, cosa? Il coinquilino gli rivela… Cosa? Ci sono solo i puntini di sospensione. La pagina è incurvata, si vedono due macchie, come due gocce d’acqua che devono aver bagnato il foglio. Antonio è informato, di cosa? La ragazza che lo accompagna va in panico, Antonio la rincorre fino in strada per farla tranquillizzare e perchè non vuole che chiami la Polizia. Perchè no? C’ha un cadavere nella stanza accanto, è sicuramente un omicidio e non vuole chiamare la Polizia? E vuole aspettare cosa? Che la puzza di morto arrivi fino al commissariato?

Torno indietro di una pagina, il coinquilino di Antonio è in fin di vita, lo trovano in camera sua coperto di sangue, è stato massacrato di botte e il volume dello stereo stava al massimo per coprire le urla. Il coinquilino sta davvero tirando le cuoia ma si sforza di parlare con Antonio di qualcosa. “Succederà a mezzanotte e cinque minuti.” La ragazza è scioccata, scappa, Antonio la segue. Discutono in mezzo alla strada, sopraggiunge un’auto guidata da Romeo, e chi cazzo è Romeo? Antonio quasi viene investito da Romeo che conduce veloce per non tardare all’appuntamento con Francisca al Miradouro. Sfoglio rapido per andare avanti. Eccolo, quarto ed ultimo capitolo: Romeo.

Romeo a cena con persone importanti, amici, chiacchiere, riceve un messaggio da Francisca, va al Miradouro di Graça per incontrarla, sono soli, si baciano e iniziano a fare l’amore al Miradouro su una panchina, cosa cosa? Al Miradouro di Graça? No, questa devo vederla, ma che cavolo di storia è? Come fanno a creare tutto questo e perchè? Devo portare via il visore con la sfera, qualcuno potrebbe cercarli e perchè non l’hanno giá fatto se è una cosa importante? La sparizione di Fredson dev’essere legata al terzo capitolo con questo Antonio e il coinquilino massacrato.

Che questa tecnologia sia una maniera di vedere o prevedere crimini come nel film “Minority report”? No, impossibile, che stronzata. Nascondo in tasca il block notes con gli appunti di Fredson prima di sfilare dalle mani di Miguel la sfera per interrompere la visione, maledizione sono quattro ore ma devo vedermela tutta.

Mi dispiace Miguel, coito interrotto. Click!

Continua…

4 Storie in 4 ore  è un esperimento letterario di Simone Faresin in collaborazione con Sosteniamo Pereira. Le storie sono una “mistura” tra realtà e fatti ispirati da opere come “Strange Days” e “Essere John Malkovich” raccontando cosa accade in un’insospettabile notte Lisboeta tra le ore 20 e Mezzanotte.S imone Faresin ha iniziato la sua collaborazione con Sosteniamo Pereira pubblicando racconti in “Cose dell’altro Tropico” rubrica dove narra della sua esperienza di 2 anni in Mozambico. 4 Storie in 4 ore è stato scritto tra Lisbona, Maputo, Beira e Porto.

Salvo accordi scritti, la collaborazione di Simone Faresin a questo sito è da considerarsi del tutto gratuita, volontaria e non retribuita. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non ha alcuna cadenza periodica.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...