D’amore e baccalà, un romanzo ambientato a Lisbona tra sogno e realtà

C’è Daniele, un ragazzo milanese che fino a qualche anno faceva l’operaio nella sua città, poi molla tutto e arriva a Lisbona. Ora vive suonando per locali, è il frontman dei Ginga a Milanesa e fa parte del trio Wattforg (insieme a un altro ragazzo italiano e una cantante irlandese).

Daniele lo puoi trovare durante il giorno anche nelle strade e nelle piazze della capitale portoghese a fare busking, ovvero ad esibirsi gratuitamente in luoghi pubblici e se ti va, puoi fargli un’offerta libera.

 

C’è poi Pietro Proserpio e i suoi objectos cinematicos e le sue máquinas poéticas (Proserpio è anche uno dei protagonisti di Lisbon Storie – storie di italiani a Lisbona, il primo documentario sugli italiani che vivono e lavorano a Lisbona) presso la libreria Ler Devagar all’interno del complesso culturale Lx Factory.

 

Quante persone e quanti luoghi (ristoranti, locali, musei, piazze, strade, ecc) Alessio Romano incontra in  D’amore e Baccalà (Edt, 2018, € 8.90) e io che conosco tutti questi posti e tutte queste persone, o quasi, tranne ad esempio il Kurt Kobain e la Courtney Love di Lisbona (la prossima volta che sarò in città, andrò alla loro ricerca) penso ancor prima di finire di leggere l’ultimo lavoro di Romano che questo libro non è per me “normale”. 

Lo scrittore abbruzzese racconta una Lisbona che mi è famigliare, in un certo senso “mia”, per fortuna o per sfortuna non riesce a rivelare tutta quella che ho conosciuto, aprezzato e vissuto fino ad adesso e tuttavia, coglie aspetti, odori, colori e umori che non sono così facili da percepire e da descrivere con facilità. Nemmeno per uno scrittore. Perchè Lisbona non è solo un luogo dove si mangia benissimo carne e pesce a basso costo (occhio che i prezzi stanno aumentando) o dove si ascolta del Fado bellissimo e struggente.

 

La capitale portoghese è anche Cultura, Letteratura, Fado: D’amore e baccalà parla anche di Pessoa, di Tabucchi, di Saramago, di Amália Rodrigues e di Maria Severa Onofriana.

Alessio Romano all’inizio del suo viaggio a Lisbona sbatterà la testa candendo dal 28, simbolo della città, perché non riuscirà a rimanere incollato all’esterno del tram, attaccato a scrocco come ho visto tante volte fare (lo confesso, l’ho fatto qualche volta anch’io) e la botta a terra gli comporterà una commozione cerebrale e un’allucinazione continua che gli farà incontrare Marcello Mastroianni protagonista di Sostiene Pereira, (film del 1995 diretto da Roberto Faenza e tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Tabucchi), Ingrid Bergman e tanti altri personaggi.

D’amore e baccalà è senza dubbio un libro da mettere in valigia e portare con sé a Lisbona, se siete in partenza per questa città. Da acquistare e da leggere anche se avete vissuto o vivete attualmente nella capitale portoghese, troverete comunque degli spunti interessanti sui quali, forse, non avete mai riflettuto.

Un’ultima considerazione va fatta riguardo al turismo, un tema che Romano sfiora nel suo libro quando fa dire a Beatriz, la cameriera che gli ha fatto perdere la testa, «Aprono tutti Bed & Breakfast e piazzano annunci su Airbnb», mettendo in evidenza il problema di trovare ormai un affitto e una casa a prezzi accettabili per un periodo medio-lungo in molti quartieri della città. Senza considerare i tanti investitori stranieri che acquistano palazzi, spesso abbandonati e fatiscenti a essere sinceri, nelle zone centrali di Lisbona e dopo averli ristrutturati, li rivendono a prezzi impressionanti (siamo a Lisbona, eppure il mercato immobiliare sembra più simile a quello di Manhattan) o più frequentemente, diventano appartamenti in affitto a prezzi impossibili per un portoghese con uno stipendio medio.

D’amore e Baccalà è tanta Lisbona che ho conosciuto, vissuto, amato, non tutta, ma tanta. C’è anche un po’ di presunzione da parte mia, anche se in parte giustificata, ma se è vero che conosco bene Lisbona, la sua storia e le sue “dinamiche” degli ultimi anni, Romano è riuscito a farmi cogliere alcune sfumature che forse, anche per assuefazione dalla città, avevo perso di vista.

E poi “Lisbona è una citazione postmoderna, sintesi urbana di tutto il mondo”, ed è vero: leggete D’amore e Baccalà, vi aiuterà a scoprire la gioia di questa città.

Alessio Romano, scrittore, nato a Pescara nel 1978. Ha debuttato nel 2006 con Paradise for all (Fazi editore), un giallo ambientato alla Scuola Holden – dove ha studiato Tecniche della narrazione e oggi insegna – salutato dal critico del Corriere della Sera Antonio d’Orrico come “uno dei migliori esordi della stagione”. È autore di Solo sigari quando è festa (Bompiani, 2015) e curatore de Gli stonati. Manifesto letterario per la legalizzazione della cannabis (NEO Edizioni, 2017).

 

di Daniele Coltrinari

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...