Turisti, vi aspettiamo a Lisbona, qui (non) c’è il paradiso terrestre

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Lisbona sempre più bella, unica, straordinaria. Una città fantastica, qui non esistono problemi di nessun tipo. Negli ultimi anni il turismo è in crescita e probabilmente crescerà ancora, chissà per quanto.

Giornali e televisioni nazionali e internazionali scrivono e parlano della capitale portoghese come meta per ogni tipologia di vacanza: un fine settimana low cost, un viaggio più lungo, un nido d’amore e romantico per una coppia in una città definita da molti il paradiso terrestre. Lisbona, è l’estasi allo stato puro, senza difetti, senza sbavature, senza imperfezioni.. purtroppo non è così.

«Il titolo è una citazione: l’ultimo giorno di riprese ho assistito ad un intervento di ciò che chiamerei sensibilizzazione urbana, da parte di uno street artist portoghese (non ricordo il nome) il quale – munito di scala e pennello – ha tappezzato Mouraria, Alfama e Castelo con poster/collage a tema turismo.

Lo scopo era appunto denunciare pacificamente lo squilibrio sociale, economico e culturale che si sta velocemente manifestando in una città ormai quasi svuotata dei suoi abitanti originari, per lasciar posto a hostel, ostelli, ristoranti e negozi di ogni tipo. Uno di questi poster recitava “tourists, you’ll soon be here”. Dal mio punto di vista, questo titolo è volutamente provocatorio. Suona quasi come una minaccia. Denuncia apertamente uno stato di fatto attuale, pur riferendosi ad una prospettiva dell’immediato futuro. Allo stesso tempo è un’apertura, come il film stesso, il quale non adotta nessun punto di vista statico o definitivo, bensì resta plurale, cercando di dar voce a tutte le forze in campo. In sintesi, non è un’esortazione né una minaccia: si limita ad essere una constatazione dolcemara dell’attuale situazione in cui si trova Lisbona».

Fabio Petronilli, risponde così, dopo averlo contattato e visto il suo documentario, You’ll Soon be Here.

You’ll Soon Be Here nasce ad aprile del 2016, quando Petronilli è stato coinvolto dall’Università di Tilburg (Olanda) e nello specifico dallo Stadslab European Urban Design Laboratory. Stadslab è un think-tank che si occupa anche di organizzare masterclass internazionali su tematiche urbane in diverse città europee. Quest’anno è stata la volta di Lisbona e il tema di partenza  era “City Making & Tourism Gentrification”, ossia la gentrificazione radicale causata dal turismo di massa nel centro storico della capitale portoghese.

Nel documentario si narra in particolare la situazione del quartiere Mouraria, questo perchè le associazione con le quali Fabio Petronilli ha collaborato per realizzare il suo lavoro, come ad esempio l’Academia Cidadã, Renovar a Mouraria e Lisbon Sustainable Tourism hanno individuato nella Mouraria l’ultimo “avamposto” di un processo di gentrificazione che ha ormai investito radicalmente altri quartieri come Alfama, Bairro Alto e Castelo. 

La Mouraria invece è ancora, se possiamo dire così, nella fase iniziale del processo e anche se da alcuni anni stanno aprendo attività turistiche/commericiali di vario tipo, e il quartiere stesso è stato ampiamente rivalutato, ciononostante, resta un area popolare, abitata al 60% da anziani pensionati e al 40% da immigrati regolari (per lo più pakistani, indiani, bangladesh, africani), e questa particolare composizione socio/economica, in qualche modo frena o inibisce almeno temporaneamente il processo di gentrificazione turistica.

«Non sono certo la persona adatta a parlare di quello che è senza dubbio il tema di attualità più delicato e stratificato degli ultimi decenni della storia non solo di Lisbona e del Portogallo, ma dell’intera Europa – spiega Petronilli – essendo la gentrificazione un problema globale ed insieme estremamente locale nel suo impatto. Detto questo, penso che le forze in campo siano numerose, e che le conseguenze sono sia positive che negative: è vero che da una parte l’economia di Lisbona si basa al 70% su attività commerciali direttamente o indirettamente legate al macro settore del turismo internazionale; è vero che la crisi del 2007/2008 ha colpito duramente il Portogallo, il quale si è trovato nella scomoda circostanza di dover negoziare con l’Unione Europea una seria di condizioni al fine di ricevere aiuti e condizioni favorevoli.

Tra queste, la liberalizzazione del mercato immobiliare e l’eliminazione progressiva dei cosiddetti “affitti congelati”, mettendo persone con reddito minimo in seria difficoltà; è vero che la maggior parte dei giovani laureati (quelli che non espatriano) si trovano a doversi inventare un lavoro, e nella stragrande maggioranza dei casi stiamo parlando di attività turistiche (più di 200 tuk-tuk sfrecciano ormai per il centro storico, ad esempio); è vero che chi ha casa, spesso si ritrova nella condizione di doverla affittare a breve termine e di vivere all’estero o in periferia; è vero anche che il centro storico era in condizioni di degrado, decadenza e semi abbandono fino pochi anni fa, e che la spinta economica legata al turismo ha dato nuova linfa a un contesto urbano, sociale ed economico ormai critico (fino a qualche anno fa, la Mouraria era un luogo di spaccio e prostituzione: in questo momento un albergo con piscina è in fase avanzata di lavorazione).

Ma è vero anche e soprattutto però che tutto questo porta conseguenze negative nella qualità di vita di chi vive il centro quotidianamente. Di chi è anzi costretto ad andarsene, a lasciare tutto, una volta constatato che l’affitto medio si aggira attualmente intorno al 90% dello stipendio medio mensile locale. Come visto, ci sono svariate forze in campo, alcune positive, ma la maggior parte purtroppo negative».

La vera sfida per Fabio Petronilli, noi di Sosteniamo Pereira siamo d’accordo, è quella di trovare un difficile equilibrio. Mantenere viva l’identità della città ed insieme usare le sue potenzialità per fare del turismo una forza trainante ma non esclusiva, il vero problema in questo momento è che non esiste una visione né un’alternativa valida all’economia del turismo di massa.

«Come si dice nel film – chiosa Petronilli – il problema non è il turismo in sé, bensì la mancanza di regolamentazione dell’industria legata al turismo. Sono problematiche che stanno affrontando anche altre città (Barcellona, San Francisco, Amsterdam), bisogna prendere esempio da chi c’è già passato o ci sta passando».

di Daniele Coltrinari

 

fp-working

Fabio Petronilli è  un filmmaker, ha scritto e realizzato contenuti video per diverse riviste di arte contemporanea italiane fino al 2007, per poi essere assunto come Chief Editor dal canale satellitare americano Current TV. Inoltre ha collaborato con riviste e piattaforme online come Exibart, Vice Italia, Discovery Channel italia, Lisbon Architecture Triennale, Leonardo.it, FMR Art’è, MSU (Zagreb Art Museum), Da alcuni anni collabora con due studi di architettura (Argot ou la Maison Mobile + Mezzo Atelier) creando contenuti legati ai loro progetti di cooperazione allo sviluppo (“H2T” a Lisbona, “Redesign Tradition” a Sao Miguel, Azzorre). Attualmente collabora con la NGO anglo-libanese (Catalytic Action), realizzando short-doc relativi ai loro progetti (playground e scuole per bambini in campi profughi siriani in Libano).

Petronilli non ha mai vissuto a Lisbona, tuttavia dal 2001, lo trovate alcuni giorni dell’anno nella capitale portoghese, per lavoro o per svago.

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