Per Antonio Tabucchi, il Mandala di Maria Cristina Mannocchi

 

foto-articolo-gasparePartecipai alla mia prima gita scolastica importante alla fine degli anni ’80. Era la tanto attesa gita dei maturandi che tutti i ragazzi, da poco arrivati alla maggiore età, aspettavano ansiosamente, in un’epoca in cui viaggiare (e per di più in aereo) era meno consueto.

Volevo andare a Parigi, ma Londra attira(va) molto di più i giovani liceali, si sa, e l’insegnante d’inglese premeva, adducendo una presunta superiorità dell’inglese. E così fu. Era una gita d’istruzione, certo, ma anche un’attesa occasione per qualche piccola trasgressione, qualche improbabile filarino e, ahimè, qualche episodio di bullismo ancora non cyber.

Comincia proprio con una gita scolastica d’altro segno, il libro recentemente pubblicato da Maria Cristina Mannocchi per la casa editrice Ensemble, dal titolo La Trama dell’Invisibile – sulle tracce di Antonio Tabucchi. La gita è a Lisbona ed è il felice inizio di un viaggio – reale e virtuale – sulle tracce di Antonio Tabucchi, come evidenziato dal sottotitolo. E nel libro, infatti, non c’è solo la studiosa Mannocchi – già autrice dell’appassionante saggio Tempeste e approdi. La letteratura del naufragio come ricerca di salvezza, di cui, peraltro Tabucchi curò la quarta di copertina – ma c’è l’arte di un’insegnante che, come direbbe il poeta statunitense Mark Van Doren, è “the art of assisting discovery“. Mannocchi, infatti, prende per mano non solo i propri studenti del Liceo Pasteur di Roma, ma anche il lettore, conducendolo alla scoperta del Tabucchi scrittore ed uomo. Per gli studenti in gita, organizza, infatti, un incontro in un hotel “lisboeta” con lo scrittore toscano, fedelmente riportato nelle prime pagine del libro. Per noi lettori, invece, la gita si rivela il punto di partenza, quasi come nell’ultima opera postuma di Tabucchi, di un mandala.

La parola “mandala” di origine sanscrita, significa “cerchio”, “ciclo” ed indica una sorta di diagramma, il cui sistema di cerchi concentrici rappresenta la ruota della vita e il processo mediante il quale si approda alla totalità cosmica, intraprendendo un viaggio iniziatico di conoscenza ed evoluzione interiore. Maria Cristina Mannocchi, sostituendosi al tabucchiano Waclaw Slowacki, il Tadeus di Per Isabel.

Un mandala, che cerca il suo amor perduto, cerca e trova per noi, in queste pagine, Tabucchi, offrendocene un ritratto straordinariamente umano ed inedito: “In città dicevano che Tabucchi era un orso perché spesso era scontroso quando era coinvolto nelle situazioni ufficiali, paludate, come se non potesse più tollerare ciò che era finto, artefatto, non autentico. Ma se ti avvicinavi a lui con cuore sincero per qualcosa di vero, per una causa giusta, allora ti dava la sua piena disponibilità e ragionava con quel suo modo gentile, pacato.”

Nel volume, infatti, anche attraverso le testuali parole di Tabucchi è ricostruito non solo il suo percorso artistico – il periodo parigino, l’amore per il Portogallo, la folgorazione per Pessoa “conosciuto” per caso su una bancarella, le ispirazioni letterarie, i retroscena di alcune delle sue opere più rappresentative – ma quello dell’uomo, Antonio. Esattamente come per il protagonista di Per Isabel, che da Lisbona si muoveva verso Macao, San Paolo, le Alpi Svizzere e Napoli alla ricerca di Isabel, Maria Cristina Mannocchi intraprende, in varie tappe geografiche – da Lisbona a Creta, dalla Toscana alle Azzorre, un viaggio – interrotto nei suoi studi, come la stessa Mannocchi riferisce nel libro – sulle tracce del più portoghese degli scrittori italiani. In questo senso La Trama dell’Invisibile non è esclusivamente un libro su Tabucchi, ma è un libro sulla storia degli incontri dello scrittore.

Si profila, pertanto, un’instancabile ricerca piena di interrogativi e di vuoti da riempire che, ripercorrendo i passi di Tabucchi, proprio come nel mandala, cerca di far luce su ciò che è successo. Con il piglio della studiosa “curiosa” e della giornalista “divoratrice” – non a caso è menzionata nel libro un’adolescenziale ammirazione per Oriana Fallaci – Mannocchi costruisce, in un avvincente divenire che stimola la curiosità e il coinvolgimento del lettore, la visione del mondo dello scrittore toscano che ad ogni capitolo-cerchio concentrico, tramite le testimonianze di coloro che gli sono stati vicini – da Don Alessandro, uno straordinario prete “di frontiera” a Ioanna, donna greca ispiratrice di un racconto – si va completando, come in un mosaico.

Sono queste le pagine più belle del volume della Mannocchi, quelle in cui ci svela la dimensione spirituale e la straordinaria umanità di Tabucchi che interagisce in una commovente genuinità di linguaggio, in un hotel di Lisbona con degli studenti italiani; quelle in cui la Mannocchi ne ricostruisce, come lei stessa scrive: “una disponibilità profonda a mettersi dalla parte dei deboli, denunciare le ingiustizie, risvegliare le coscienze da questa indifferenza indotta dalla nostra società”, atteggiamento che ritroviamo nelle lotte, fuori dai riflettori, dell’uomo Tabucchi, a favore delle periferie, degli zingari, di Timor, degli ulivi in Grecia minacciati da più redditizie coltivazioni di kiwi; quelle in cui ci parla dei piccoli quadernini neri in cui, come canovacci, nascevano le opere dello scrittore toscano o dei “simposi platonici” a Vecchiano, serate tra amici, chiacchiere d’arte e letteratura, accompagnate da un buon bicchiere di vino.

Ma si diceva prima che il mandala ha un doppio obiettivo. Osserva l’autrice: “Scrivere di Tabucchi è un po’ scrivere come Tabucchi”. Ed ecco che lo studio di Mannocchi non è solo un viaggio di ricerca nello spazio e nel tempo da parte di Cristina-Waclaw alla ricerca di Antonio-Isabel, ma è anche un viaggio iniziatico di crescita ed evoluzione interiore da parte dell’autrice stessa. Ed è quello che traspare, delicatamente come una pennellata soave, in alcune pagine del libro. Un po’ come in Cristo si è fermato ed Eboli di Carlo Levi, il viaggio di Mannocchi non è solo un diario di bordo o una ricostruzione biografica, è un viaggio parallelo di conoscenza interiore in cui la personale emozione dell’autrice emerge nell’amore per la sua professione d’insegnante, nel ricordo indelebile di alcuni studenti – struggenti le pagine dedicate ad Elisa -, di una maternità non arrivata, nel dolore per la recente perdita di due ricercatori italiani: Valeria Solesin e Giulio Regeni e, infine, nell’amore per Lisbona che campeggia nella bellissima copertina sullo sfondo di un ritratto di Tabucchi a cura di Marilena Nardi.

Sia per la straordinaria vivacità del linguaggio, sia per la ricchezza informativa, sia perché anche in Portogallo, per la singolare dedizione che contraddistinse lo scrittore toscano, di Tabucchi se ne dovrebbe parlare sempre e di più, La Trama dell’Invisibile meriterebbe una traduzione portoghese.

Per il momento, però, leggiamoci questo intenso volume ed incontriamo personalmente l’autrice a Lisbona giovedì 17 Novembre alle ore 14 presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Lisbona, quando potremo anche rivedere, alle 16, il film Sostiene Pereira, magistralmente interpretato da Marcello Mastroianni; giovedì 24 Novembre alle ore 19 presso Tasca Mastai e, come oratrice, nel corso del III Congresso Internazionale sugli Studi di Genere dal 21 al 23 Novembre presso l’Università di Lisbona.

Il mandala per Antonio Tabucchi di Maria Cristina Mannocchi riparte da qui.

di Gaspare Trapani

my-hipstaprint-0Siciliano, laureato in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Milano, specializzato in Letteratura Portoghese, Gaspare Trapani ha proseguito, poi, gli studi a Lisbona con un Mestrado in Lingue Straniere Applicate. Autore di varie pubblicazioni e oratore in diverse conferenze, i suoi interessi spaziano dalla Letteratura al Cinema Italiano, dalla Comunicazione Politica alla Linguistica.  Traduttore e docente di Lingua e Letteratura Italiana presso l’Istituto Italiano di Cultura, l’Università Cattolica Portoghese e l’Università Classica di Lisbona, è attualmente dottorando in Cultural Studiesimpegnato in una ricerca che ha come oggetto il Berlusconismo e la comunicazione politica di Silvio Berlusconi.

Salvo accordi scritti, la collaborazione di Gaspare Trapani a questo sito è da considerarsi del tutto gratuita, volontaria e non retribuita. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non ha alcuna cadenza periodica.

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