Cose dell’altro Tropico #2

Sosteniamo Pereira ospita Cose dell’altro Tropico di Simone Faresin, un diario italiano tra il Portogallo e il Mozambico, tra Lisbona e Maputo. 

Proprio quando stavo per mandare a fare in culo tutto l’emisfero Sud del Pianeta, pinguini compresi, ecco che arriva la svolta: trovo lavoro, ma non uno qualsiasi, trovo il mio lavoro. LAVORO: Opportunità in via d’estinzione.

E io son dovuto arrivare fin qui per trovare il mio job, spettacolo, che giri la vita.

Cosa ho trovato? Un lavoro con la Cultura, a contatto con chi fa il gruppo di Teatro, di Capoeira, di danza tradizionale, moderna e hip hop, e tanti altri Dipartimenti tutti da scoprire. C’è un ufficio, una sala per gli eventi con un palco, una timbilla, due congas, un tamburo e una bella batteria, una sala regia e c’è pure l’angolo bar. Cazzo voglio di più?

(Eh, aspetta qualche mese e te lo spiego) E in cima c’é la Radio, messa bene, bem organizada e toda equipada, toda todinha. Fantastico, una nave ammiraglia per la Cultura, tutta ben equipaggiata e pronta a solcare i mari della Creatività senza frontiere. Cannoneggiamento libero, messaggi e azioni di sabotaggio contro ignoranza, noia e apatia.

Botta de vita, eccomi qui!

Un posto di lavoro dove posso scatenare le mie idee. Bene, peccato che sono già entrato nel vortice di lavorare 10, 12 ore al giorno da quanto sono appassionato. Non esistono straordinari, é proprio piacere di stare curvo sulla programmazione del mese, sulle mail, sui contatti da fare, sui contatti fatti, sui conti ancora non fatti.

E posso scrivere e creare.

Algo criativo, algo che tens a ver con la collaborazione tra persone, attività Culturali e quasi tutto quello che ho appreso desde quando vivevo in Italia e sperimentavo con l’Associazione Culturale “5º Livello”. Ogni evento, ogni iniziativa è stata la mia scuola, la mia esperienza, la mia sabedoria portatile.

Quanto darei agora per un bel bicchiere di Porto, per accompagnare questo racconto.

Per avvinazzare un poco la purezza di questa “voglia di scrivere” sbocciata nel corso della giornata, in un’assolata tarde a Maputo, Bairro Central, mais ou menos as 15h.

E perdonate questo free-style tra italiano e portoghese misturado, mas é assim pah.

Prima di mettermi  “in tastiera” come dire “in posizione” ho riletto il mio primo capitolo postato in Dicembre 2015; i miei primi giorni africani, le mie notti insonni e produttive, la sensazione di sentire l’odore di quella prima casa semplicemente pensandola, rivedendola nella sua struttura ampia, con le pareti pittate di fresco con tonalità pastello, i dettagli delle zanzariere, la cucina, i vari posti in casa dove ho dormito e dove ho sentito anche una storia d’amore esalare i suoi ultimi sospiri, il suo ultimo ansimare felice, un’altra storia già archiviata.

Di quel primo post correggo che il lanho non è il fratello del cocco, è próprio il cocco ma giovane, verde, grande il doppio e la sua acqua é straordinaria. Insomma col tempo se stringe e la pappetta bianca all’interno si consolida fino a diventare quella fetta dura e saborosa in spiaggia con Coccobellooo!

Coccooo, Coccobellooo! 

Qui manco si scomodano a gridare, basta un fischio, un sibilo, un cenno, una vocale.

Confermo che il Mozambico è un paese per ricchi, ou seja é un paese dove è meglio essere ricchi e farò di tutto (non è vero) per cercare di avvicinarmi al boccino bianco, perchè qui coi soldi ce la si passa stra-bene.

Per fare i poveri e stare bene comunque bisogna andare in Europa. È vero,  la mia Europa anche da povero non è niente male. I fatti lo dimostrano, solo in Europa è un lusso anche essere poveri. Fuori no, fuori sono fatti tuoi a sério.

Dal centro, dal nord Africa e dal Medio Oriente scappano in Europa, incalzati dalla guerra, dalle barbarie e dalla miseria. Qui a Sud tutto stò burdell non c’è, e sono così distanti dall’Europa che avran pensato bene che era più pratico farcela con “quello che passa il convento” piuttosto che tentare una traversata così grande. Non esiste Mozambicano che creda sia possibile attraversare il continente via terra. Troppi ostacoli, troppa Natura selvaggia, troppi uomini nel mezzo (la cosa più pericolosa). Dentro o fuori, senza Aribus.

E quel palazzo alto e scafuddato che pareva abbandonato? Chi c’è andato a vivere?

Mio cognato.

Fogo, mi ricordo adesso che non ho ancora mai scattato foto da lì in cima.

Foto. E Video. Foto e Video.

Faccio súbito le mie scuse per non aver ancora postato foto e vídeo ma sono un bocado parado, soffro la mancanza di un programma per editar foto e vídeo e non ho ancora un fantástico “Dipartimento Video” a disposizione, dannazione!

Non ancora… Ma in 5 giorni con altri due super giovani abbiam fatto questo:

Cidade Criativa – Vitamina C

Perchè: “La Creatività è come la Vitamina C, non può  mancare!”

La mia prima collaborazione creativa a Maputo, che emozione. Ero preoccupato su come presentarmi, su cosa mostrare di mio, d’altronde qui ci sono arrivato solo con uno zaino in spalla… Então, pensato, fatto e realizzato! O meglio, nel giusto ordine: fatto, pensato e realizzato! 😉

Nada mal, ma i prossimi vídeo dovranno essere ainda melhor.

Mi serve un Dipartimento Vídeo!

Ammetto che sono ammanettato e tutto è ancora “imprigionato” e bem guardado nella scheda di memoria. Ne ho già tre, no, ne avevo tre, una è sparita dandomi una tristeza profonda quanto una lamata, è stato un colpo duro. Bastardo/i ma come puoi/potete rubare una scheda di memoria? Sapendo che il contenuto è inestimabile per il proprietário! Grandissimo/i  figlio/i di una puttana brutta e ignorante, cafona e fetente, culona come un elefante, capra e deficiente, ottusa e puzzolente.

Karma Killer pensaci tu!

E non vi dico cosa c’era su quella scheda di memoria rubata, o siete i primi a passarmi una lametta per tagliarmi le vene e farla finita, subito, senza manco l’ultima fumata.

Tornando alle mie mancanze, zero computer,zero internet, zero “zeraglia” per bem due mesi, senza fiatare, completamente rassegnato dal chattare o dal postare, dal messaggiare o scrollare la página.

Siamo già nell’era digitale con le nostre memorie di dati, perse o rubate.

Anime al plasma e la Coscienza la trovi alla pagina 777 del televideo. Amen.

Ho recuperato il contatto con “il quotidiano reale che solo qui accade” e mi sono distratto a fare altro, ricordandomi che sono di quella generazione cresciuta senza cellulare, grazie a Dio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...