Quarant’anni con le canzoni di José Afonso

«Passano gli anni e queste versioni aumentano, ed è sempre una sorpresa per noi sapere che musicisti nati magari anche dopo la morte di José Afonso hanno inciso una versione di questa o quella sua canzone»

José Afonso è il cantautore che più di ogni altro è associato alla Rivoluzione dei garofani. La trasmissione della sua canzone “Grândola vila morena” da parte di “Rádio Renascença”, diede il segnale, alla mezzanotte in punto del 25 aprile 1974, ai militari di far partire il colpo di Stato che metterà fine alla dittatura. E “Grândola” risuona ancora nelle strade di Lisboa in questo 25 aprile di 40 anni dopo.

Dopo il discorso di Vasco Lourenço, in mattinata a Praça da Alegria e dopo la sfilata in Avenida da Liberdade, nel pomeriggio c’è un sole tiepido, l’aria è limpida e la città è tutta per strada. Una coppia di anziani passa cantando “Grândola Vila morena”, sottovoce. Sentono ancora quel sentimento che hanno sentito 40 anni fa: è stato così bello da non poterlo più dimenticare. Alcuni giorni dopo il 25 aprile ci rechiamo alla sede lisboeta della Associazione José Afonso. José Rodrigues, della direzione dell’associazione, ci spiega che ci sono altri sette nuclei sparsi in tutto il paese e che la sede principale è a Setúbal, la città in cui José Afonso è morto. «È stato proprio nell’anno della sua morte, il 1987, che un gruppo di familiari, di amici e di musicisti, hanno deciso di fondare un’associazione col suo nome, con l’obiettivo della divulgazione della vita e dell’opera, del suo esempio come uomo e come cittadino», aggiunge. L’Associazione organizza ogni mese diversi eventi e, scopriamo, raccoglie in un sito internet molto ben aggiornato, tutte le versioni che sono state fatte delle canzoni di José Afonso in tutto il mondo.

 José Afonso

      Nella foto, José Afonso

«Passano gli anni e queste versioni aumentano, ed è sempre una sorpresa per noi sapere che musicisti nati magari anche dopo la morte di José Afonso hanno inciso una versione di questa o quella sua canzone» ci dice ancora Rodrigues. In Italia ad esempio, Daniele Sepe ha inciso una versione della Ronda das mafarricas e Antonella Ruggiero ha interpretato la Balada do Sino. José Rodrigues è un collezionista di dischi e ci svela un’altra curiosità: «c’è anche una versione italiana dell’lp Cantigas do Maio, che José Afonso registrò in Italia insieme a Francisco Fanhais.»

Il disco era destinato ad appoggiare la lotta dei lavoratori del giornale República, un giornale che, durante la dittatura, aveva raccolto (ancor di più negli ultimi anni, dopo il 1972) firme di intellettuali progressisti e socialisti (una di esse è quelle di Mario Soares) e che dopo il 25 aprile aveva visto una forte contrapposizione interna. Un Commissione coordinatrice dei lavoratori del giornale si oppose infatti alla ristrutturazione redazionale, voluta dall’amministrazione, che avrebbe favorito l’egemonia del Partito Socialista nel giornale. È al fianco di questa commissione di lavoratori che si era schierato José Afonso. Il giornale però non sopravvisse e sospese la pubblicazione regolare nel gennaio 1976. Nato ad Aveiro nel 1929 José Afonso ha trascorso l’infanzia tra l’Angola e il Portogallo, in una famiglia di idee reazionarie e salazariste. A Coimbra per motivi di studio, passa per le libere associazioni studentesche, le “Repúblicas”, e gioca a calcio nell’Académica de Coimbra , che ha alle spalle una storia unica nel suo genere, avendo raggiunto, da squadra studentesca, la vetta del calcio portoghese (è stata la vincitrice della prima edizione di coppa del Portogallo, nel 1939). José Afonso inizia a cantare il fado di Coimbra e, avvicinandosi agli ambienti sociali più umili, comincia ad acquisire la coscienza politica di vicinanza ai poveri e agli sfruttati che caratterizzerà tutta la sua opera e la sua vita.

Opera non vastissima, composta da 15 lp e da diversi singoli, ma straordinaria per la ricerca delle tradizioni musicali del paese e con una grande connotazione di denuncia sociale, in anni in cui la censura del salazarismo era molto forte.“Grândola vila morena” nasce proprio dall’impegno sociale di “Zeca” Afonso: la canzone è dedicata alla “Sociedade Musical Fraternidade Operária Grandolense”, un’associazione che il regime aveva fortemente represso, insieme a tutte le realtà associative e cooperative della zona e della regione, l’Alentejo, dove si trova appunto la cittadina di Grândola. E sono molte altre le canzoni di critica politica e opposizione al fascismo. “A morte saiu à rua”, ad esempio, dedicata al pittore José Dias Coelho, militante del Partito comunista portoghese ucciso dalla PIDE, la polizia fascista, nel 1961.

Che cosa penserebbe José Afonso del Portogallo di oggi a 40 anni dalla Rivoluzione? Sarebbe critico con l’intervento della Troika e con l’attuale governo? «È una domanda che è lecito farsi – ci risponde José Rodrigues – ma è difficile rispondere perché lui non è qua, e nessuno può parlare a suo nome.»

 

L’articolo integrale lo trovate su 40 anni dalla Rivoluzione dei garofani 

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