Che cos’è la fotografia timelapse? Intervista a Francesco Lente Cerruti

La prima cosa che cambia è il modo in cui si pensa. Da un momento all’altro si vede di più, si vede tutto, tutto quello che si muove, ma anche quello che si muoverà, una “skill” che si guadagna infatti è quella della premonizione!

Nato a Lisbona e cresciuto tra Portogallo e Italia, Francesco Lente Cerruti è entrato nel mondo dell’immagine nel 2005, studiando e praticando principalmente prodotti per televisione. Laureato in Comunicazione e Tecniche Audiovisive, oggi è un fotografo, videografo e timelapser professionale al servizio della più grande catena televisiva Portoghese (RTP).

Specialista in timelapse, dedica molto del suo tempo praticando questa tecnica e ricercandone le prossime evoluzioni, oltre a portare avanti un programma di divulgazione su tutto il territorio portoghese.

Sosteniamo Pereira lo ha incontrato e intervistato.

Ci racconti un po’ di te?

Ciao! Comincio con un piccolo “non-segreto”, il mio nome é Francesco Lente Cerruti, Francesco e Cerruti sono italiani, metre Lente è portoghese, viene da mio nonno materno. Sono un fotografo, videografo ma principalmente timelapser luso-italiano o italo-lusitano, nato a Lisbona il 7 Settembre 1985. Sono da sempre molto vicino alla cultura Italiana, principalmente a quella genovese (in dialetto, zeneize!) Anche se sono cresciuto a Sines, in Alentejo, luogo di nascita di mia madre, mi sono spostato più tardi a Lisbona, per lavoro e per studio.

 

Che cosa ti piace di Lisbona?

Direi che la cosa che più mi piace di Lisbona è la luce, ho già conosciuto molti paesi, molte città, ma la luce di Lisbona è speciale, non la saprei descrivere: è come se la luce stessa avesse un’anima tutta sua. Si dovrebbe fare in modo da conservare questa luce. Invece da un po’ di tempo a questa parte circola la notizia che si vuole eliminare la calçada portuguesa (la caratteristica pavimentazione a sampietrini bianchi, ndr), che è un fattore importante della luce lisboeta, insieme agli azuleijos (le tipiche piastrelle decorate portoghesi, ndr) degli edifici, anche quelli sempre di meno.

 

Veniamo al tuo lavoro di fotografo. Come hai scoperto il tuo interesse per la fotografia? E come ne hai fatto una professione?

Beh, direi che la fotografia è sempre stata presente nella mia vita, i miei genitori fotografavano per puro piacere e sviluppavano le foto a casa: abbiamo ancora tutta l’attrezzatura dell’epoca, un cimelio, per me, inestimabile. Quindi, già da piccolo ero in contatto con la fotografia, ancora oggi scatto foto con l’analogica di mio padre (è sua e lo sarà sempre, io sono solo il custode) che, per me, è un un altro cimelio inestimabile, un po’ come la “numero uno” di Paperone.

La professione è nata più tardi, non sono mai stato molto bravo in fisica, matematica o chimica, ma mia madre ha scoperto una scuola professionale di tecniche audiovisive. Lì ho studiato fotografia, video, illuminazione, ma principalmente televisione, e ho sbloccato una passione che anche prima mi sarebbe dovuta sembrare ovvia, quella per l’immagine. Una cosa tira l’altra, e sono finito a lavorare come fotografo, videografo e timelapser per la RTP (l’equivalente portoghese della RAI): il bello è che lavoro con la mia passione e tutti i giorni sono diversi.

 

Che cos’è la fotografia timelapse?

Il timelapse è una tecnica che riesce a combinare le potenzialità della fotografia con quelle del video, producendo un video accelerato. Questo succede perché si scattano delle fotografie con un intervallo di tempo tra loro, durante un lungo lasso di tempo. Il principio di base è facile da capire e la tecnica di per sé non è difficile, in linea di principio, però per dominare il tutto c’é bisogno di un po’ più di pratica: ci sono molti dettagli, per quanto riguarda la parte video, a cui prestare attenzione e possono sorgere molti problemi, che vanno superati se si vuole fare un timelapse di grande qualità. Molte volte la soluzione è conoscere tutte le caratteristiche della macchina fotografica e poi, sicuramente, la pratica, molta pratica.

 

Cos’é Timelapse.pt?

È un sito in portoghese, una piattaforma web dedicata al timelapse, che ho creato e curo dal 2012. Sul sito si possono trovare delle informazioni con tutorial e workshop, ma sono offerti anche i miei servizi fotografici timelapse. Poi per chi avesse voglia di cercare notizie sul web, ci sono anche Time Lapse Network e Time Lapse Italia, siti che fanno un eccellente lavoro. Ne approfitto per salutarli.

Il successo del mio sito finora è piccolo, ma piano piano cresce!

 

Come cambia il lavoro del fotografo che utilizza questa tecnica? Che cosa si può mostrare o raccontare di diverso, rispetto ad uno scatto tradizionale?

Cambia un po’ tutto! La prima cosa che cambia è il modo in cui si pensa. Da un momento all’altro si vede di più, si vede tutto, tutto quello che si muove, ma anche quello che si muoverà, una “skill” che si guadagna infatti è quella della premonizione! Come dicevo prima, ci sono dettagli del video che bisogna sapere: quando ci si prepara a scattare una foto, bisogna ricordarsi che non è una foto, è uno dei frame che andranno a comporre un video. Bisogna scattare sì in “modalità foto”, ma già pensando in “modalità video”. Questa linea di pensiero è la cosa che più mi piace nel processo del timelapse.

Poi cambiano i tempi lavorativi: quando facevo servizi di reportage di informazione, in una mattina riuscivo a fare tutto, e a volte mi rimaneva ancora del tempo. Con il timelapse invece è diverso, per ogni “shot” si può impiegare da 10min a 15 ore, più il tempo per preparare il tutto.

Per quelli che vogliono cominciare, la prima cosa è capire i principi del tempo e applicarli al timelapse: ho parlato di recente di un paio di queste idee in una conferenza, con ottimo feedback!

 

Insieme a questo articolo proponiamo ai lettori un tuo video timelapse tratto da Vimeo in cui possiamo ammirare tutta la bellezza dei paesaggi portoghesi, nella loro diversità. Ma hai realizzato altri lavori praticamente dovunque, alle Azzorre nella città di Porto, poi a Lisbona, o in Algarve, ad esempio. Quali sono i posti che ti sono piaciuti di più?

Il Portogallo è ben più ricco di diversità di quello che si pensa. È bellissimo perché ci sono tanti, ma veramente tanti posti diversi dove scattare, a volte posti incredibili sono sotto il nostro naso e non sono ben indicati. È molto difficile scegliere soltanto un luogo: i paesaggi delle Azzorre tolgono il fiato, sulla Serra del parco naturale del Gerês, dietro ogni curva c’é un WOW di sorpresa, una pianura verde, o una foresta che filtra la luce. Poi le grotte in Algarve (Benagil)… E proprio ieri, prima di scrivere queste risposte, sono stato a fotografare il fiume Tejo (Tago), che lungo il suo percorso offre paesaggi spettacolari.

 

Hai lavorato anche per la televisione portoghese, la RTP. Come consideri la tua esperienza professionale che hai avuto qui in Portogallo? Hai mai lavorato in Italia? Pensi che in Italia il tuo lavoro sarebbe stato diverso?

Fin’ora non ho ancora avuto l’opportunità di lavorare in Italia, in nessun modo, ci sono stato solo per vacanze e per visitare i familiari. Comunque, sono certo che lavorare in Italia, o per lo meno, poter fare un video timelapse in Italia, sarebbe un’esperienza indimenticabile. Non solo per la bellezza naturale, ma soprattutto per la diversità architettonica. Mi piacerebbe fare un video timelapse dedicato solo alle Cinque Terre, per esempio, li c’è un misto di natura e paesaggio urbano incredibile.

 

È un tema troppo ampio e su cui è stato detto di tutto. Però è sempre utile sentire che cosa ne pensa un professionista che con queste cose fa i conti quotidianamente. Uno che fa il tipo di fotografia che fai tu anzi è proprio dentro questo cambiamento. Come è cambiata la fotografia col digitale? E come continuerà a cambiare?

Proprio come hai detto, è un tema gigante! Il digitale, come sappiamo, ha cambiato molto nella fotografia, il modo di pensare la foto innanzitutto. Scattare delle fotografie è diventato più economico e una passione di massa, ben più di prima. Evidentemente sono cresciuti i problemi per i professionisti che devono abbassare i prezzi (non tutti e non sempre, perché bisogna sempre credere nel proprio lavoro). Oggi però si scoprono degli incredibili artisti con appena 10 o 12 anni di età, che sicuramente saranno i grandi story tellers della prossima epoca!

E qui si apre un altro tema: se pensiamo a quando non c’era il digitale e neanche la comunicazione digitale a cui oggi abbiamo accesso, quante storie e momenti incredibili si sarebbero persi senza la possibilità di scattare una foto…

Il futuro: ne approfitto per allargare il discorso. Tanto la fotografia come il video sono in un percorso rapido di ingrandimento, per quanto riguarda la risoluzione. Ogni giorno si vuole sempre più risoluzione, ma secondo me, la sola risoluzione non basta. In questo momento preferirei un bella immagine full HD con più colori invece che gli stessi colori in una risoluzione gigante. Bisognerebbe cambiare un po’ di più in questo senso, anche se credo che ci stiamo arrivando!

 

Quale futuro per il timelapse?

Stiamo passando per il pinnacolo del timelapse, ora va di moda alla grande, tutti lo vogliono fare, tutti lo possono fare e l’interesse sta crescendo. Comunque, lo dico già da un po’ di tempo, il futuro del timelapse è nella post-produzione, perché tecnicamente, nel momento della captazione, non credo che ci sia ancora molto da innovare (a parte la creatività usando i mezzi disponibili). Il modo in cui come si lavora in timelapse, e come questo come sarà usato, é un libro aperto. Nonostante tutto, SPERO, che il futuro del timelapse sia FINALMENTE la narrazione, la storia.

C’è sempre più gente che fa timelapse, ma di nuvole ci si comincia a stancare, così come dei video bellissimi con la tecnica applicata alla perfezione (io sono il primo a sbavarmi dal piacere a vederli). Non basta. Al di là della rappresentazione del passaggio dal giorno alla notte, del passare del tempo in una giornata in un posto, manca la storia!

Anche se non é facile, perché il timelapse di per sé è privo di emozione, di quella emozione che ci fa piangere o ridere quando vediamo un film. I miei studi, in questo momento, sono rivolti precisamente a questo scopo, come dare al timelapse un’emozione, un’emozione diversa da quella che si riesce a captare con una sola immagine, nella fotografia tradizionale.

Il segreto de futuro del timelapse sta in una sola parola: Emozione! L’avevo giá detto?

di Luca Onesti

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