Il Giro d’Italia portoghese

Pochi, ma (abbastanza) buoni. Sono i tre portoghesi al via del Giro d’Italia che scatta domani da Sanremo, in Liguria, per concludersi il 31 maggio prossimo a Milano. Tappe chiave saranno la 14ª prova – una cronometro individuale di quasi 60 km da Treviso a Valdobbiadene, che scaverà sicuramente un solco profondissimo nella classifica – e poi la 16ª e 20ª, che si concluderanno rispettivamente all’Aprica e al Sestrière ma che avranno nelle penultime salite – il Mortirolo ed il Colle delle Finestre – i momenti clou.

Lo diciamo subito, nessuno dei tre ciclisti lusitani ha alcuna speranza di vincere il Giro, né di competere per le prime posizioni.

E difficile sarà anche vedere uno di loro in maglia rosa per un giorno, o aggiudicarsi una tappa. Ma c’è chi ha ottime possibilità di vincere tramite il proprio capitano, il che – in uno sport come il ciclismo che è sì individuale, ma nel quale ciascun corridore ha un compito preciso e la squadra è fondamentale – non è cosa da poco.

Sérgio Paulinho

Sérgio Paulinho

Stiamo parlando del più esperto del terzetto, quel Sérgio Paulinho capace di conquistare la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atene 2004 (battuto solo dal nostro Paolo Bettini), di vincere una tappa alla Vuelta a España nel 2006 e soprattutto una tappa al Tour del 2010, che rimane il successo più importante della propria carriera. A 35 anni, Paulinho è uno dei veterani del gruppo e anche qui in Italia avrà il compito di scortare alla vittoria finale Alberto Contador, leader della Tinkoff-Saxo e favorito numero uno alla conquista del Giro.

Lo spagnolo quest’anno s’è dato l’obiettivo di provare a vincere nella stessa stagione Giro e Tour – impresa riuscita per l’ultima volta, nel 1998, ad un certo Pantani – e per farlo ha voluto con sé anche Paulinho, suo fedelissimo fin dai primi anni di carriera e che, ad eccezione del biennio 2010-11, è sempre stato suo compagno di squadra. Con Paulinho a fianco, Contador ha vinto i suoi primi due Tour de France (2007 e 2009) e tre edizioni della Vuelta (2008, 2012 e 2014). Insieme, proveranno a vincere quello che per il Pistolero sarebbe il terzo Giro, anche se quello del 2011 gli è stato revocato per fatti di doping che risalivano alla stagione precedente.

andre cardoso cannodale garmin

André Cardoso

Detto di Paulinho – interamente votato alla causa Contador – chi avrà invece maggiori possibilità di metteresi in evidenza in prima persona è André Cardoso: 30enne di Porto, ha debuttato al Giro lo scorso anno cogliendo un dignitosissimo 20º posto finale, ed è stato spesso protagonista nelle fughe da lontano. Corre per la Cannondale-Garmin, formazione che ha nel vincitore del Giro 2012 Ryder Hesjedal e nel giovane Davide Formolo gli uomini di classifica.

Ma nessuno dei due offre garanzie sulle tre settimane – il canadese perché ormai in là con gli anni; l’italiano, al contrario, perché ancora troppo giovane – e così non è escluso che sia proprio Cardoso, strada facendo, ad ereditare i gradi di capitano. O per lo meno, ad avere la libertà di fare la sua corsa senza particolari vincoli di gregariato. Buon scalatore, Cardoso s’è rivelato nel 2005 vincendo la Volta a Portugal do Futuro – quella dei giovani – e nel 2008 ha vinto anche una tappa della Volta vera.

Fábio Silvestre,

Fábio Silvestre,

Infine, c’è Fábio Silvestre, il più giovane del mini contingente portoghese: 25 anni e seconda stagione da professionista per lui, che milita nell’americana Trek dove aveva corso anche a livello Continental, nella formazione vivaio. Silvestre ha buone doti di cronoman e un discreto spunto veloce: sarà di grande aiuto nella cronometro a squadre inaugurale, darà una mano nel treno che dovrebbe lanciare le volate al milanese Giacomo Nizzolo, ma poi dovrebbe avere carta bianca per cercare la fuga nelle tappe mosse.

Difficilmente lo vedremo conquistare proprio al Giro la sua prima vittoria in carriera, ma noi glielo auguriamo.

di Marco Gaviglio

Marco Gaviglio è un giornalista con il pallino di Lisbona e del Portogallo, paese che ha cominciato ad amare grazie ad un inter-rail compiuto nell’anno della maturità, e che ha poi scelto per trascorrervi l’Erasmus, nel 2008. Da allora, torna almeno una volta all’anno a Lisbona per bersi una imperial con gli amici e verificare che il bacalhau à Braz di Tí Natércia sia sempre cotto a puntino. Tra una parentesi lisboeta e l’altra, invece, da Genova cura l’ufficio stampa di diversi sindacati e associazioni culturali

 

 

 

Salvo accordi scritti, la collaborazione di Marco Gaviglio a questo sito è da considerarsi del tutto gratuita, volontaria e non retribuita. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non ha alcuna cadenza periodica.

 

 

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