Una promessa senza tempo che ho fatto a Lisbona

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Sono tra i panni stesi al sole d’Alfama, sono in un bar vecchio come il mondo a sorseggiare amendoa amarga, sono alla Feira da Ladra in cerca di affari, sono al Miradouro da Graça a contemplare l’infinito

Per quanto ho capito finora, la vita è fatta di processi di allontanamento da ciò che riteniamo superfluo e avvicinamento a ciò che ci rende felici, in un continuo limare che tende il più possibile alla felicità. Negli anni ho lasciato indietro amici, amori, luoghi, cattive pose, tendenze, cliché ma ancora non sono riuscita a liberarmi da un pensiero costante che mi accompagna nel tempo, un ronzio latente, un rumore di sottofondo, un vecchio compagno cui si fa l’abitudine senza mai rendersene lucidamente conto.

Il mio tarlo ha un aspetto ben definito e un nome, la lingua nel pronunciarlo tocca sulla parte interna degli incisivi e prosegue in un sibilo come tra i vicoli di Alfama. Lisbona, o meglio, Lisboa. Me lo ripeto per sentirne ancora il suono, per far riecheggiare il Fado nelle mie orecchie, per sentire ancora il Tejo che si infrange lento sulla discesa piena di limo che scende da Praça do Comércio.

Lisbona è l’unica donna che ho amato alla follia, che continua a farsi beffe della distanza che ci separa, che mi appare nel sonno e nella veglia a ricordarmi che lei è sempre là sull’orlo dell’oceano ad aspettarmi come ha fatto coi marinai partiti per il nuovo mondo. Passa il tempo ma non la saudade che è sempre più forte, un lievito madre rinfrescato a dovere da una massaia accorta.

Non occorre nemmeno che chiuda gli occhi, Lisbona è seduta al mio fianco: posso ancora sentire la pendenza dei suoi vicoli per arrivare al Castelo, scivolare sulle calçadas a scacchi bagnate dalle piogge di aprile, appiccicare le suole in Largo de Santo Domingo con un bicchiere di ginjinha in mano, caracollare accanto all’Elevador perché non mi va di aspettarne la partenza.

In un attimo sono sul tram 28 con un sorriso che va da una collina all’altra, sono in Bairro Alto e a Santos e a Lapa anche se non so bene cosa sono venuta a fare. Sono tra i panni stesi al sole d’Alfama, sono in un bar vecchio come il mondo a sorseggiare amendoa amarga, sono alla Feira da Ladra in cerca di affari, sono al Miradouro da Graça a contemplare l’infinito. È la ricorrenza dei santi di giugno e mangio sardinhas assadas con gusto, le accompagno con del vinho verde ed è subito festa grande.

Non c’è luogo a Lisbona che non sia carico di un significato, non c’è angolo che sia inesplorato, strada che non sia battuta. A volte darei l’anima per un solo sguardo dal Miradouro de Sao Pedro de Alcantara, da cui si scorge la Sé e il Castelo de Sao George, e il Tejo è color dell’argento e vien voglia di fargli portar via tutti i pensieri.

Lo so che lei è lì che mi aspetta, sono io che rimando l’appuntamento, presa come sono dagli impegni quotidiani.

Forse è solo la paura che mi trattiene, temo che sia cambiata in mia assenza e non sappia più riconoscere i miei passi, che abbia mutato pelle senza avvisarmi.

Ma io le ho fatto una promessa senza tempo e so che un giorno sarò di nuovo lì, sulle sponde dell’Atlantico, per un altro arrivederci.

 

di Serena Puosi

serena puosi

Mi chiamo Serena Puosi e ho un amore viscerale per Lisbona da quando, nel 2008, ci ho passato 6 mesi per l’esperienza Erasmus. Da qual momento la scrittura – un altro dei miei amori – è diventato un passatempo da condividere sul blog “Mercoledì tutta la settimana” per raccontare alle persone a casa cosa stessi facendo nella capitale lusitana. Non ho più smesso di scrivere e raccontare e questo è diventato anche il mio lavoro.

Sono editor e social media manager per la regione Toscana e viaggio più che posso, macchina fotografica alla mano e occhi ben aperti sul mondo. Potete trovarmi su www.serenapuosi.com 

 

Salvo accordi scritti, la collaborazione di Serena Puosi a questo sito è da considerarsi del tutto gratuita, volontaria e non retribuita. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non ha alcuna cadenza periodica.

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8 pensieri su “Una promessa senza tempo che ho fatto a Lisbona

  1. questo articolo rispecchia perfettamente le mie sensazioni e quelle di tanti amici che sono stati a studiare e vivere a lisboa con me ormai parecchi anni fà…e anche io sono convinto che un giorno ci ritornerò!

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  2. Sono portoghese ( di Lisbona) ma abito a Pavia. Devo dire che questo testo é veramente bello, trasmette tutto quello che sento anche io… a saudade de Lisboa!

    P.S. Castelo de S. Jorge 🙂

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  3. Bellissimo. Grazie Serena! Mi hai fatto vivere per un momento le sensazioni che vivrò anch’io quando finalmente dopo anni farò un viaggio a Lisbona.

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