Roberto “Popy” Nardini. Un (ex) Erasmus a Lisbona

“Mentre la prima volta non conoscevo la città, non conoscevo nessuno, ero un po’ timido e non sapevo nemmeno il portoghese, in questa seconda esperienza sono diventato il punto di riferimento per tanti ragazzi italiani.

Da una decina di ragazzi che eravamo inizialmente all’interno del gruppo facebook, adesso siamo quasi 800 persone”.

Roberto "Popy" Nardini presso L'elevador de Santa Justa

Roberto “Popy” Nardini presso L’elevador de Santa Justa

“Durante il primo semestre ho incontrato e conosciuto un sacco di bella gente, italiana internazionale, ed è una figata quando ti trovi a bere una birra insieme ad altri ragazzi della tua stessa nazionalità altre città come per esempio Milano, Napoli o Palermo. Quale migliore occasione per uno scambio culturale? Talvolta il mio coinquilino francese mi rimprovera perchè sostiene che sto troppo con gli italiani. Non riesco a fargli capire quanto sia bella e interessante questa situazione, scopro tantissime differenze che ci sono tra i ragazzi di ogni regione”.

Mamma scozzese e babbo per metà siciliano e per metà toscano. È nato 28 anni fa a Barga (provincia di Lucca) nella città considerata come la più scozzese d’Italia e si chiama Roberto Nardini. Soprannominato “Popy”. Appassionato di social media e comunicazione fa radio da quattro anni presso Radioeco (www.radioeco.it) l’emittente degli studenti dell’ Università di Pisa. Popy sta attualmente completando il corso di laurea magistrale in comunicazione d’impresa e politiche delle risorse umane. E si trova adesso a Lisbona.

“Durante la magistrale ho avuto la possibilità di fare un paio di Erasmus. La prima occasione è stata due anni fa, quando volevo realizzare il sogno che avevo nel cassetto dalla triennale, “vivere” un Erasmus – spiega Roberto – nel 2012 sono finito a Lisbona molto casualmente perché inizialmente volevo andare in Spagna e come ultima scelta misi Lisbona.

Una volta sbagliati i fogli ed essere scartato inizialmente mi sono trovato in graduatoria comunque perché erano rimasti liberi molti posti. Dopo aver accettato l’avventura di andare in un posto nuovo, non sapendo nemmeno un po’ di portoghese, mi sono fatto sei mesi indimenticabili. Credo che se dovessi tornare indietro non cambierei nulla della mia prima esperienza”.

Dopo un anno e mezzo e quando sta completando il suo corso di studi scopre che ci potrebbe essere la possibilità, un altro Erasmus. Ed ecco che arriva la nuova occasione. Ad aprile 2014 l’Università di Pisa organizza una serata di promozione per il progetto Erasmus.

Popy, insieme ad altri ragazzi di Radioeco, doveva intrattenere i ragazzi e spiegare cos’è esattamente l’Erasmus:

“ Improvvisamente capisco che l’ Erasmus si era evoluto in Erasmus+ . Un programma che permette a chi ha già fatto dei mesi in Erasmus di poterci tornare e fare fino ad un massimo di dodici mesi di studio all’estero. Una volta scoperto ciò mi metto a leggere il bando e riprovo ad andare in Spagna. Purtroppo nessuna università spagnola convenzionata con l’ateneo pisano aveva gli esami coincidenti per farmi terminare il corso di studi”, racconta Roberto.

E allora? Lo studente “tosco-scozzese” non si arrende: “Continuo a cercare fino a che non mi imbatto verso la convenzione dell’ ISCTE – IUL (Instituto Universitário de Lisboa) qui ci sono gli esami coincidenti con i miei!

Faccio la domanda e vinco una borsa Erasmus nuovamente a Lisbona. Durante l’estate scorro i gruppi Erasmus su Facebook, utilissimi per chi deve cercare casa e per chi vuole capire com’è fatta la città e ha bisogno di altre informazioni. Allora scrivo un post : chi parte dall’Italia per il prossimo anno accademico e va a Lisbona?”.

Roberto "Popy" Nardini (al centro) con due suoi amici presso il Santuário Nacional de Cristo Rei di Almada

Roberto “Popy” Nardini (al centro) con due suoi amici presso il Santuário Nacional de Cristo Rei

Popy riceve così tante risposte che alla fine nasce un gruppo chiamato “Erasmus italiani a Lisbona”(lo trovate qui) . Il ragazzo di Barga si rende conto che il suo secondo Erasmus è diverso dal precedente:

“Mentre la prima volta o non conoscevo la città, non conoscevo nessuno, ero un po’ timido e non sapevo nemmeno il portoghese, in questa seconda esperienza sono diventato un po’ il punto di riferimento per tanti ragazzi italiani.

Da una decina che eravamo inizialmente all’interno del gruppo facebook, adesso siamo quasi 800 persone”.

Popy doveva tornare in Italia all’inizio di quest’anno e invece ancora a Lisbona.

“Nonostante avessi vinto otto mesi di borsa, terminati a Febbraio, ho voluto fermarmi in questa città e prolungare la mia permanenza nella capitale portoghese per capire cosa si possa fare qui. E poi Lisbona mi ha rapito il cuore”.

Tra le tante cose, Roberto è “anche” in radio”: “Lost in erasmus by radioeco è un programma nato due anni fa, Durante il primo Erasmus è nata l’idea di fare un programma dedicato a tutti gli studenti italiani all’estero. L’intento è quello di far sentire agli ascoltatori che cos’è l’Erasmus, come viene vissuto, raccontando sia gli aspetti positivi che negativi”. Nasce così Lost in Erasmus (trovate anche una pagina su facebook qui) ll programma viene registrato in giro per Lisbona con l’iPhone o tramite Skype con i ragazzi che sono in qualche altra nazione”.

tantissimi erasmus

Un gruppo di studenti erasmus al mare

Infine un ricordo che rimarrà per sempre nella mente di “Popy”: È stato il primo picnic nel 2015 alla spiaggia di Carcavelos. Andrea, un ragazzo italiano aveva proposto di andare tutti insieme a fare una spiaggiata. Da lì è nata l’idea di aprire l’evento non solo a italiani.

Facciamo quindi un evento molto tranquillo indicando un punto di ritrovo e spiegando di voler fare un picnic. Nel giro di poche ore l’evento aveva più di 300 parteciperò da parte di Erasmus di tutto il mondo. In Erasmus si apprezzano anche le cose più semplici come la spiaggia soprattutto se si ha la voglia di conoscere gente nuova e da ogni parte del globo”.

Se è vero che c’è la crisi in Italia, per Roberto c’è una sfida, inventarsi un lavoro nella città lusitana.In queste mesi sta collaborando con un’associazione Erasmus portoghese che organizza viaggi e feste per gli studenti.

Nel frattempo il 28 enne di Barga sta scrivendo anche la sua tesi di Laurea.

In pochi sanno perchè Roberto sia chiamato anche “Popy”, se volete saperlo, dovete venire a Lisbona e incontrarlo nella movida notturna del quartiere Bairro Alto. Magari tra una birra e una sangria, potrebbe scappare fuori la storia del suo soprannome.

 

di Daniele Coltrinari 

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