Zuppa di pietra, zuppa di prete

Con questo freddo cosa c’è di meglio di una bella zuppa fumante? Lisbon storie un po’ di tempo fa ha già toccato quest’argomento qui ma stavolta vuole farlo anche su Sosteniamo Pereira parlando della sopa da pedra che non è, come starai immaginando se sei digiuno di zuppe, un cumulo di pietre tristemente servite in una zuppiera.

sopapedras

Si tratta invece di un piatto molto calorico, nutriente e anche un po’ pesante, certo non per via delle pietre. A rivendicarne il marchio di fabbrica è Almeirim, cittadina del Ribatejo a un centinaio di chilometri a nord-est di Lisbona, che ha anche dedicato una statua al suo inventore, un personaggio mitologico la cui storia si tramanda ancora oggi.

Narra orbene la leggenda che un prete in pellegrinaggio, troppo orgoglioso per elemosinare ogni giorno un pasto caldo, aveva ideato uno stratagemma. Quando si avvicinava l’ora di pranzo bussava a una casa dicendo alla massaia che avrebbe preparato e offerto alla sua famiglia una zuppa squisita, la sopa da pedra. Quindi tirava fuori da un involucro una bella pietra liscia e tonda e si faceva dare una pentola che riempiva d’acqua e in cui deponeva la pietra.

Raggiunta l’ebollizione cominciava la manfrina:
“La zuppa sta venendo davvero bene, ma con un pizzico di sale sarebbe ancora meglio”. E la massaia gli passa il sale.
“Adesso è ottima, ma con una patata avrebbe la consistenza giusta”. E gli dà una patata.
“Sublime. Però con una cipolla sarebbe ancora più ricca”. E gli passa una cipolla.
“Meravigliosa, ma con una carota lo diventa ancora di più”. E arriva la carota.
“Impeccabile, ma con dei fagioli avrebbe ancora più gusto”. E prendi i fagioli.
“Eccellente, ma con due foglie di cavolo avrebbe più sostanza”. Ed ecco il cavolo appena colto.
“Adesso è quasi pronta, manca solo un pezzetto di pancetta”. E tieni la pancetta.
“Squisita. Ma due fettine di chouriço sarebbero la morte sua”. To’ la salsiccia.

A questo punto la sopa da pedra era pronta e veniva servita in tavola e consumata con somma soddisfazione di tutti i commensali. Soprattutto del prete che, lavata, asciugata e avvolta la sua pietra, era pronto per rimettersi in cammino.

A pancia piena.

di Graziano Stanziani

 

stanzianiGraziano Stanziani, originario di Chieti, dopo aver lavorato a Roma e Milano come copywriter in alcune agenzie di pubblicità, ha deciso di fare il pendolare tra Roma e Lisbona. La sua storia d’amore con la capitale portoghese risale al 2001: permanenze di vari mesi, lo studio della lingua, la costruzione di una fitta rete di contatti e dulcis in fundo l’acquisto di una casetta in loco hanno consolidato la sua relazione con questa meravigliosa metropoli pervasa dal profumo dell’oceano. E a coronamento di tutto ciò, c’è stata l’apertura del blog  Lisbon Storie

 

Salvo accordi scritti, la collaborazione di Graziano Stanziani a questo sito è da considerarsi del tutto gratuita, volontaria e non retribuita. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non ha alcuna cadenza periodica.

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2 pensieri su “Zuppa di pietra, zuppa di prete

  1. Un piccolo suggerimento tecnico per il sito: dal cambio di indirizzo i nuovi articoli mi sembrano apparire solo nella sezione a cui si riferiscono. Dovrebbero invece, secondo me, apparire anche nella home, come ultima cosa pubblicata! (un effetto di questo è per esempio che mentre prima venivo avvisato da un programmino quando pubblicavate qualcosa, ora non piu’!).
    Apparte queste faccende tecniche, molti complimenti per i contenuti. 🙂 tom

    Mi piace

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