Sulle orme di Tabucchi: alla ricerca del 4664

Un ricordo d’estate mi balena in mente e mi regala un sorriso, facendomi percepire ancora la dolcezza del tepore del sole ed il piacere di quella leggera brezza atlantica che rende miti anche le giornate più torride di Lisbona.

SONY DSC

Tempo fa l’ho messo su carta, questo caro ricordo, in portoghese. Per chi ha letto Requiem di Tabucchi questa mia scelta non sembrerà poi così insolita: è una questione di fedeltà a quello che prima era un mio “sogno portoghese”, per natura e forma, un mio strano desiderio, che poi si è concretizzato in un fatto avvenuto in un quartiere meraviglioso della capitale lusitana.

Questo mio ricordo è un sentito omaggio e al contempo una dichiarazione d’amore ad una città che ha rapito un pezzo del mio cuore e non vuole più restituirmelo.

SONY DSCEra una domenica mattina di fine agosto, una bella giornata di sole. Le strade di Campo de Ourique erano insolitamente deserte ed io camminavo decisa, con uno scopo ben preciso in testa. Zaino in spalla, macchina fotografica in una mano e libro di piacere in un’altra, in breve arrivai al Cemitério dos Prazeres e ne varcai la soglia. Lungo tutto il tragitto il mio pensiero era stato composto unicamente da un nome e da un numero: il nome era Slowacki, Tadeus Waclaw Slowacki e il numero il 4664.

Volevo estrapolare un nesso con la realtà, seppur fittizio, inconsistente, dal groviglio allucinato di Requiem, che allora stavo rileggendo – e non vi era lettura più adeguata che potesse degnamente accompagnare il mio ennesimo soggiorno a Lisbona-. Forse, allo stesso tempo, volevo inoltre che parte di quel mondo illusorio del libro, la cui rilettura mi stava accendendo una passione ancora più forte per quella città, non mi abbandonasse del tutto. Se ero giunta fino al Cemitério c’era un motivo più che valido, almeno per me: volevo vedere con i miei occhi se esisteva davvero la tomba 4664 e qual era la persona che riposava per l’eternità al suo interno.

Presto anch’io, come il protagonista di Requiem, mi imbattei in un guardiano il quale, gentilmente, mi domandò se ero alla ricerca di una santa famosa. Gli risposi di no, gli dissi il numero di tomba che cercavo ma l’uomo non fu in grado di aiutarmi. Poco male: decisi che perdermi in quel posto incantevole sarebbe stato ancora più divertente. E fu così che iniziai la mia ricerca. Dopo circa venti minuti stavo tuttavia quasi per perdere la speranza: non vi era un ordine numerico e del 4664 non vi era nemmeno l’ombra. Quand’ecco che mi si presentò davanti all’improvviso: era lui, Joaquim José Marques Leitão de Barros, nato nel 1895 e morto nel 1902, a riposare per sempre nella tomba da me tanto sognata.

Ero felice e soddisfatta: scattai una fotografia ed uscii dal cimitero. Percorsi Rua Saraiva de Carvalho, camminai lungo Rua Domingos Sequeira scendendo fino al Largo da Estrela. Un tempo quelle vie erano pure suggestioni letterarie, nomi evocativi desunti dai testi, i quali popolavano la mia immaginazione, ed era quindi la mia stessa fantasia a definirle. Esistevano solo lì, nella mia mente, nel mio cuore, così come pensavo e desideravo che fossero. Ora era tutto diverso: quei nomi li associavo a salite e discese, ad alberi e pietre ben conosciuti. Erano divenute cioè luoghi familiari, una mia seconda casa sempre pronta ad aspettarmi e ad incantarmi per una bellezza ogni volta nuova e intensa. Quelle strade erano le forme sinuose ed accattivanti del corpo di quella signora di una certa età chiamata Lisbona, che fece e fa ancora perdere la testa a molti.

Non solo Tabucchi o altri personaggi illustri ma anche gente comune: italiani e stranieri, addirittura persone che mai vi si sono recate. Avrei tante storie da raccontare di individui che, sedotti da un amore platonico e mai consumato o ammaliati dal fascino realmente vissuto nelle sue strade, si sono perdutamente innamorati di lei e lo saranno per sempre.

Giunsi finalmente al Jardim da Estrela e mi distesi sull’erba: cominciai a sfogliare Requiem e sentii di commettere un sacrilegio leggendolo in italiano. Il libro fu scritto in portoghese perché fu così che si presentò in sogno allo scrittore il quale tentò di tradurlo nella sua lingua madre, invano: per lui ciò avrebbe costituito un tradimento alle rivelazioni dei suoi sogni, uno sterile esercizio di stile, tant’è che ne affidò in seguito la traduzione a Sergio Vecchio. Non era possibile mettere su carta quel sogno allucinato, quel canto d’amore scritto per la città del suo cuore in una lingua che non fosse il portoghese.

Ed è per questo motivo che io stessa, quando decisi di trascrivere la mia piccola avventura ispirata ad una suggestione tratta dal libro, non mi sono sentita di farlo in italiano. Istintivamente ho scelto di scrivere in portoghese, la sola lingua che potevo usare. Un idioma non facile da apprendere, fatto di suoni aspri ma al contempo musicali. Una lingua sempre elegante e cordiale, strabordante di formule di cortesia estrema. Una lingua che anche per me è divenuta col tempo un luogo di affetto e di riflessione.

di Michela Graziosi

michelagraziosi

Michela Graziosi, laureata in Lettere, collabora come freelance con alcune testate online. Al momento studia cinema, scrive, fotografa e viaggia. Quello per il portoghese e la cultura lusofona è un amore che si è consolidato fra viaggi in Portogallo e studio della lingua, destinato a crescere sempre più.

 

 

Salvo accordi scritti, la collaborazione di Michela Graziosi a questo sito è da considerarsi del tutto gratuita, volontaria e non retribuita. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non ha alcuna cadenza periodica.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...