Street art a Lisbona, la crisi come ispirazione

laura ramos o que diz lisboa

Nella foto, Laura Ramos de “O que diz Lisboa”

Lisbona – “La mia impressione è che le proteste sui muri siano sempre esistite, anche se la crisi, quella conosciuta negli ultimi anni in tutta Europa, ha certamente spinto artisti e persone comuni a realizzare murales, graffiti, stencil, stickers e scritte critiche contro il governo portoghese, l’Europa e le politiche di austerity. Anche Angela Merkel è diventata un obiettivo”.

Laura Ramos, 39 anni, ex giornalista, fotografa e dj è diventata famosa in Portogallo grazie all’archivio fotografico “O que diz Lisboa?” (“Cosa dice Lisbona?”).

L’idea le è venuta nel 2006: “Ero in giro per il Bairro Alto, una zona della città che frequentavo spesso, senza però la mia macchina fotografica e allora e ho cominciato a scattare foto di murales e graffiti che incontravo per il quartiere con il telefonino. Mi sono accorta che la qualità delle immagini era ottima. Da lì a poco tempo, ho deciso di creare un archivio pubblico, “O que diz Lisboa?” Non fotografo solo murales e graffiti, ma tutto quello che comunica qualcosa, anche frasi anonime per esempio come messaggi d’amore, di protesta o di disperazione”.

Murales di Mosaik e Mr Dheo 2009 foto di Laura Ramos - See more at: http://www.pagina99.it/news/cultura/7055/Street-art-a-Lisbona--la.html#sthash.BQaQeYfp.dpuf

Murales di Mosaik e Mr Dheo 2009 foto di Laura Ramos

 

Lisbona – “La mia impressione è che le proteste sui muri siano sempre esistite, anche se la crisi, quella conosciuta negli ultimi anni in tutta Europa, ha certamente spinto artisti e persone comuni a realizzare murales, graffiti, stencil, stickers e scritte critiche contro il governo portoghese, l’Europa e le politiche di austerity. Anche Angela Merkel è diventata un obbiettivo”.

Laura Ramos, 39 anni, ex giornalista, fotografa e dj è diventata famosa in Portogallo grazie all’archivio fotografico “O que diz Lisboa?” (“Cosa dice Lisbona?”).

L’idea le è venuta nel 2006: “Ero in giro per il Bairro Alto, una zona della città che frequentavo spesso, senza però la mia macchina fotografica e allora e ho cominciato a scattare foto di murales e graffiti che incontravo per il quartiere con il telefonino. Mi sono accorta che la qualità delle immagini era ottima. Da lì a poco tempo, ho deciso di creare un archivio pubblico, “O que diz Lisboa?” Non fotografo solo murales e graffiti, ma tutto quello che comunica qualcosa, anche frasi anonime per esempio come messaggi d’amore, di protesta o di disperazione”.

Negli ultimi anni la street art a Lisbona è in grande fermento: spuntano come funghi in tutti gli angoli della città, graffiti e disegni, e ad accorgersi che la capitale portoghese “dice tante cose” sulle pareti dei palazzi abbandonati, non è stata sola Laura Ramos. Anche il comune di Lisbona si è accorto del fenomeno e ci ha riconosciuto del potenziale dal punto di vista turistico.

Attraverso gli sgravi fiscali messi a disposizione dall’amministrazione della città e soprattutto grazie a diversi investimenti esteri, molti edifici nel centro storico si stanno recuperando, tuttavia rimangono ancora molti palazzi abbandonati e degradati, sparsi in diverse zone.   Così da qualche anno a questa parte il comune promuove l’arte urbana attraverso la GAU (Galeria de Arte Urbana), e dedicando degli spazi della città alla street art. Uno di questi si trova in Avenida Fontes Pereira de Melo. Qui nel 2010, è stato dato il via a un progetto definito “CronoLisboa”, Il comune ha patrocinato l’iniziativa mettendo a disposizione edifici abbandonati e in cattivo stato da decorare e, per farlo, sono stati chiamati artisti internazionali come l’italiano Blu, OsGémeos, Sam3, EricaIlCane, Lucy McLauchlan. L’amministrazione di Lisbona ha raggiunto così un duplice obiettivo: da un lato ha abbellito alcuni aree e dall’altro ha creato un piccolo volano economico e turistico intorno alla street art.

VHILS + Pixel Pancho 2013 foto di Laura Ramos

VHILS + Pixel Pancho 2013 foto di Laura Ramos

“Tra i miei preferiti ci sono le sue opere senza dubbio. È un valore aggiunto per questa città”, Laura Ramos parla di un fuoriclasse portoghese nel suo campo, conosciuto in tutto il mondo, Alexandre Farto in arte Vhils. Ci sono diversi punti dove si possono incontrare i suoi lavori ma il migliore è forse la galleria Underdogs, uno spazio internazionale poco distante dal centro.

“Il Bairro Alto non è più come prima, un po’ di fascino si è perso” – spiega ancora Laura Ramos a pagina99 – I lavori sui muri sono in aumento un po’ ovunque, ma meno qui. E’ un peccato perché lo rendevano unico”.

E questa è l’altra faccia di quel che potremmo chiamare la istituzionalizzazione della street art: il comune ha intrapreso con determinazione un’operazione di pulizia nei luoghi non ritenuti opportuni, come appunto il Bairro Alto e la Gau ha instaurato un dialogo con la comunità artistica legata ai graffiti e alla street art, cercando di sensibilizzarla sull’importanza della conservazione del patrimonio artistico e culturale della città.   Se la decorazione artistica di molti palazzi abbandonati ha abbellito il centro e la periferia della capitale portoghese, Lisbona sfrutta il suo momento d’oro a livello turistico anche grazie a quest’arte – “La città è di moda” chiosa l’ideatrice di “O que diz Lisboa?” – è la street art è diventata una parte integrante di quel che porta la gente qui”.

E così Laura Ramos è stata contattata ultimamente da un’agenzia di turismo alternativo per fare da guida agli stranieri in visita e mostrare loro il meglio che la città ha da offrire sulle proprie mura dipinte con mille tecniche. Le opere di contestazione, insomma possono persino aiutare a creare posti di lavoro e aiutare l’economia di un paese.

Nel frattempo, è possibile che altri murales, graffiti o semplice scritte di proteste, siano appena comparse sulla parete di qualche edificio di Lisbona. Abbandonato, ovviamente.

di Daniele Coltrinari

 

Questo articolo è stato pubblicato su Pagina99 il 4 ottobre 2014 

 

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