Viagem a Sintra

 

Mi è bastato alzare il naso all’insù: è stato amore a prima vista. Quello che mi sono trovata davanti è stato un piccolo mondo incantato che condensava tutte le fantasie che da bambina amavo tanto elaborare su quelle storie di regni fatati, principi e principesse.

Durante il mio soggiorno portoghese, avendo oramai imparato a conoscere ogni angolo di Lisbona, non potevano cerco mancare gli intervalli delle escursioni fuori porta. E per primo è toccato a Sintra.

Diverse volte mi era capitato di leggere nel web commenti positivi ed entusiastici su questa piccola cittadina, riconosciuta patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1995; inoltre, lo stesso entusiasmo mi era stato trasmesso da amici che già l’avevano visitata, anche più di una volta. Tuttavia, onestamente, non riuscivo a comprendere il perché di così tanto clamore e stupore; è stato in seguito, quando ho preso il treno e vi sono finalmente giunta, che anch’io ho capito.

Mi è bastato alzare il naso all’insù: è stato amore a prima vista. Quello che mi sono trovata davanti è stato un piccolo mondo incantato che condensava tutte le fantasie che da bambina amavo tanto elaborare su quelle storie di regni fatati, principi e principesse.

Era tutto reale, in quel momento. Era tutto davanti ai miei occhi. Sintra è la fantasia fatta realtà, il riflesso di un Portogallo onirico, estroso e ricco di storia. È magica e romantica, con le sue distese di boschi sognanti e rigogliosi e al contempo vivace e semplice, grazie alle sfumature color pastello che caratterizzano le sue casette, ma anche nobile ed aristocratica, con i palazzi eccentrici e maestosi che sbucano, quasi per incanto, da una fitta vegetazione.

 

A Sintra, a soli 20 km dal caos cittadino, si respira anche nelle giornate più afose: non a caso, gli stessi lisboetas vi giungono per trovare sollievo dalla calura cittadina. Qui, infatti, una fresca aria d’altura, che non ha niente a che vedere con i venti atlantici della capitale lusitana o delle vicine località costiere, rigenera il corpo ed i sensi.

 

Poi, sul far della sera, una fitta nebbia cade avvolgendo strade, piazze e case fino ai tetti, quasi secondo un vecchio rituale magico: in questo modo, il fascino aumenta ed il confine fra sogno e realtà si fa sempre più labile.

In questo vortice di colori, odori e magia, convivono in armonia natura ed architettura, che vanno a delineare un ricco profilo storico. Numerosi sono i luoghi che vale la pena visitare: il Castelo dos Mouros, costruito nell’VIII secolo dagli arabi, simile ad una piccola, grande muraglia; il Palácio real, costruito nel XIV secolo da João I e poi ampliato da Manuel I, in cui si mischiano elementi moreschi, gotici, manuelini e rinascimentali; il Palácio e Parque da Pena, complesso dalla bellezza inenarrabile che costituisce una delle espressioni più grandiose dell’architettura romantica europea in Portogallo; e tanto altro ancora.

Ma si sa, oltre all’occhio anche lo stomaco vuole la sua parte: in caso di una visita a Sintra non può quindi mancare una sosta presso la Fábrica das verdadeiras queijadas da Sapa, un’antica pasticceria dove si possono degustare, per l’appunto, le queijadas, vere delizie del palato.

 

di Michela Graziosi 

Michela Graziosi, laureata in Lettere, collabora come freelance con alcune testate online. Al momento studia cinema, scrive, fotografa e viaggia. Quello per il portoghese e la cultura lusofona è un amore che si è consolidato fra viaggi in Portogallo e studio della lingua, destinato a crescere sempre più.

 

 

 

 

Salvo accordi scritti, la collaborazione di Michela Graziosi a questo sito è da considerarsi del tutto gratuita, volontaria e non retribuita. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non ha alcuna cadenza periodica.

 

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