Sulle orme di Tabucchi – Il lontano è vicino, tu sei l’altro

Quando ti occupi di Tabucchi succede sempre così, quello che sembrava lontano è invece vicinissimo. E’ successo anche a voi del blog “Sosteniamo Pereira”, che avete scoperto il Portogallo in quelle pagine di romanzo. E poi ci siete venuti a vivere perché avete trovato a Lisbona una volontà di denuncia della crisi europea, che come Pereira lotta contro le ingiustizie di chi manovra il potere. E per raccontare questo state mettendo su un documentario dal titolo “Figli di Tabucchi” che parla di storie di giovani italiani emigrati a Lisbona.

 

E’ inevitabile quando ti metti sulle orme di Antonio scoprire che l’altro da te è invece dentro di te e viceversa, che tu sei l’altro. Come insegnava Pessoa e come aveva imparato Tabucchi che attraverso la letteratura cercava di essere tutto quello che va oltre il nostro povero io limitato. Per questo motivo la sua scrittura partiva dall’ascolto. “Mi piacciono molto le storie degli altri. Il mio io tutto sommato ha un’esperienza limitata più di tanto non si può fare. Una persona ad esempio può avere una o due grandi storie d’amore, tre è già quasi impossibile. Dunque cosa saprei io dell’amore se non ci fossero gli altri a raccontarmi le loro storie?

Così spesso devo rubare le storie orecchiando, faccio il voyeur o meglio l’auditeur all’ombrellone vicino o sull’autobus tornando a casa mia, oppure cerco qualcuno che abbia la voglia, la pazienza di narrarmi la sua storia. “ Tabucchi spiegò cosi i suoi romanzi di successo, Notturno indiano e Requiem, in un pomeriggio d’estate al Castello Pasquini di Castiglioncello, l’11 agosto del 1993. Io ero lì a raccogliere materiale per la mia tesi sulla narrativa degli anni Ottanta, timidissima, non riuscii a fare alcuna domanda. Ma capii sin da allora che per Tabucchi l’ascolto rimanda a sé, ma non per una appropriazione indebita dell’altro, quanto per una sorta di espansione del proprio io verso l’altro.

Il lontano è vicino, ti appartiene perché tutto quello che è nel mondo deve avere la tua attenzione. Questa humanitas tabucchiana l’ho sentita a Parigi il 19 marzo scorso alla biblioteca nazionale di Tolbiac in occasione dell’hommage a Tabucchi per l’apertura dell’archivio che ospiterà lì i suoi scritti inediti. Un luogo che suscita lo spaesamento più totale, sembra un’enorme astronave grigia spiaggiata in tanti pezzi in quella periferia. Poi scendi al piano di sotto, entri dentro e trovi una concentrazione claustrale e nel Petit Auditorium dove si tiene l’omaggio ad Antonio, c’è subito un linguaggio comune dell’affetto intorno a lui. Ci sono nomi illustri del mondo intellettuale parigino, ma è chiaro che siamo lì per una convocazione, per richiamare Tabucchi tra noi, perchè lo sentiamo davvero lì.

E con me c’è Marco, un mio alunno della gita a Lisbona che ora studia a Parigi. Tutto torna, in combinazione totalmente diverse solo apparentemente.

Parigi fu fondamentale nella formazione di Tabucchi prima ancora di Lisbona, perché fu lì che scoprì Pessoa. Ci venne giovanissimo subito dopo aver finito il liceo, a fare il libre auditeur alla Sorbona, perché ascoltare gli era sempre piaciuto, sin da bambino.

Poi su una bancarella vicino alla Gare de Lyon, andando a prendere il treno per tornare a casa, compra quasi per caso un libricino, Bureau de Tabac, Tabaccheria, di un poeta portoghese a lui totalmente sconosciuto, Fernando Pessoa. Lo legge tutta la notte e ne è rapito.

Una volta a Pisa si iscrive a Lettere e frequenta il corso di Lusitanistica. Qualche tempo dopo è a Lisbona con una borsa di studio per approfondire Pessoa e la letteratura Portoghese.

Leggi anche: 

L’io sono tanti 

Come in un suo racconto

Una quarta di copertina scritta all’ultimo

Un sogno a Lisbona

 

di Maria Cristina Mannocchi

 

Maria Cristina Mannocchi insegna Italiano e Latino in un liceo di Roma. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo libro, “Tempeste e approdi, la letteratura del naufragio come ricerca di salvezza” Edizioni Ensemble, con la quarta di copertina di Antonio Tabucchi. In passato si è occupata anche di critica letteraria e di teatro.

 

E’ inoltre autrice del libro Tempeste e Approdi  

Salvo accordi scritti, la collaborazione di Maria Cristina Mannocchi a questo sito è da considerarsi del tutto gratuita, volontaria e non retribuita. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non ha alcuna cadenza periodica.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...