Lo scrittore Mia Couto vince il Premio Camões

Mia Couto
Il vincitore del premio letterario più importante della creazione letteraria di lingua portoghese è lo scrittore mozambicano autore di Raiz de Orvalho, Terra Sonâmbula e A Confissão da Leoa (sono tradotti in italiano diversi suoi romanzi e raccolte di racconti. Tra gli altri, Voci all’imbrunire, Lavoro, 1989; Terra sonnambula, Guanda, 2002; Sotto l’albero dei frangipani, Guanda, 2002; Ogni uomo è una razza, Ibis, 2006; Veleni di Dio, medicine del diavolo, Voland, 2011). È il secondo autore del Mozambico ad essere insignito del Premio, dopo José Craveirinha nel 1991.

La giuria ha giustificato la scelta di Mia Couto prendendo in considerazione la “vasta opera narrativa caratterizzata dall’innovazione stilistica e da una profonda umanità”, secondo quanto dichiarato all’agenzia Lusa da José Carlos Vasconcelos, uno dei giurati. L’opera di Mia Couto, “inizialmente ha tratto molto il suo valore dalla creazione e innovazione verbale, ma si è vista accrescere di una maggior solidità nella struttura narrativa e nella capacità di trasporre l’oralità in scrittura”, ha aggiunto Vasconcelos. Oltre a questo, è riuscito a “passare dal locale al globale”, in una produzione che conta già 30 libri, che è uscita dalle sue frontiere nazionali e ha “avuto un grande riconoscimento di critica”. I suoi libri sono, del resto, tradotti in due decine di lingue. Della giuria, che si è riunita nel pomeriggio di questo lunedì nel Palazzo Gustavo Capanema, sede del Centro Internazionale del Libro e della Biblioteca Nazionale, facevano anche parte, dal lato del Portogallo, la professoressa cattedratica dell’Universidade Nova di Lisbona Clara Crabbé Rocha (figlia di Miguel Torga, primo scrittore insignito del Premio Camões, nel 1989), i brasiliani Alcir Pécora, critico e professore dell’Universidade de Campinas, e Alberto da Costa e Silva, ambasciatore e membro dell’Accademia Brasiliana di Lettere, lo scrittore e professore universitario mozambicano João Paulo Borges Coelho e lo scrittore angolano José Eduardo Agualusa.

In una dichiarazione alla Lusa, Mia Couto si è detto “sorpreso e molto felice” per essere stato scelto come il 25° Premio Camões, in un giorno che, ha rivelato, non stava andando troppo bene. “Ho ricevuto la notizia da mezzora, in una telefonata che mi hanno fatto dal Brasile. Proprio oggi, che è uno di quei giorni in cui si pensa: ora vado a cenare, vado a letto e mi scollego dal mondo. All’improvviso, è arrivata questa chiamata telefonica e, ovviamente, mi ha reso molto felice”, ha commentato lo scrittore, senza aggiungere di più. L’editore portoghese di Mia Couto, Zeferino Coelho (Caminho), si è detto allo stesso modo “contentissimo” quando ha saputo della vincita. “Erano molti anni che speravo che gli conferissero il Premio Camões, finalmente è arrivato”, ha dichiarato a Público, ricordando che sono passati 30 anni dall’edizione del primo libro di Mia Couto in Mozambico, Raiz de Orvalho. Lo scrittore non verrà alla Fiera del Libro di Lisbona, che si sta tenendo in questo periodo al Parque Eduardo VII, perché è stato alla Fiera del Libro di Bogotá, e in seguito in Canada e solo recentemente è tornato a Maputo. Zeferino Coelho aspetta che l’autore torni in Portogallo, al rientro dalle ferie, a settembre o ottobre. Intanto questa successo non lo distoglierà dal suo nuovo romanzo, su Gungunhana, personaggio storico del Mozambico. “Il premio non mi distrarrà. Sto scrivendo una cosa già da un po’ di tempo, un anno, più o meno, è su di un personaggio storico della nostra resistenza nazionale, diciamo così, Gungunhana, che è stato arrestato da Mouzinho de Albuquerque, poi fu ricondotto in Portogallo ed è poi morto nelle Azzorre”, ha detto Mia Couto all’agenzia Lusa. “C’è in quella figura una specie di tragedia intorno a quest’eroe, più inventato che reale, e che mi piace di poter ritrarre”, ha sottolineato.

Nato nel 1995, a Beira, all’interno di una famiglia di emigranti portoghesi, Mia Couto ha iniziato a studiare medicina all’Univesidade de Lourenço Marques (la attuale Maputo). In gioventù ha fatto parte del movimento per l’indipendenza del Mozambico dal colonialismo portoghese. Dopo l’indipendenza, e in seguito al 25 aprile del 1974, ha interrotto gli studi e si è dedicato al giornalismo, lavorando in pubblicazioni come A Tribuna, Tempo e Notícias, oltre che l’Agenzia di Informazione del Mozambico (AIM), della quale è stato direttore. A metà degli anni ’80 è tornato all’università per formarsi in Biologia. A quell’epoca già aveva pubblicato, nel 1983, il suo primo libro di poesia, Raiz de Orvalho. “Il libro è nato nel 1983, un momento in cui la rivoluzione del Mozambico era in pieno vigore e tutti noi avevamo, in una forma o in un’altra, aderito alla causa dell’Indipendenza. E la scrittura era molto dominata da questa urgenza politica di cambiare il mondo, di creare un uomo e una società nuovi, si è trasformata in una scrittura molto pamphlettista”, ha commentato Mia Couto in un’intervista a Público (20/11/1999), in occasione della riedizione di quel titolo da parte dell’editore Caminho. Nel 1986 pubblica il suo primo libro di cronache, Vozes Anoitecidas (traduzione italiana: Voci all’imbrunire, Lavoro, 1989), che gli è valso il premio dell’Associazione degli Scrittori Mozambicani. Ma è con il romanzo, in particolare con il suo titolo d’esordio in questo genere, Terra Sonâmbula,1992 (traduzione italiana: Terra sonnambula, Guanda, 2002), che Mia Couto manifesta i primi segnali di disobbedienza al canone della lingua portoghese, creando formule di vocaboli ispirate alla lingua orale che diverranno caratteristiche della sua scrittura e renderanno il suo stile molto personale. “Solo nel momento in cui ho voluto raccontare storie mi si è posta questa sfida di lasciar entrare la vita e il modo in cui il portoghese era rimodellato in Mozambico, per dargli maggior forza poetica. L’oralità non è quella cosa che si risolve mandando in qualche posto una squadra di persone a raccogliere storie tradizionali, è molto di più”, ha detto nell’intervista citata. E ha aggiunto: “Abbiamo sempre l’idea che la lingua è una grande dama, che bisogna parlare e scrivere bene. La creazione poetica nasce dall’errore, dalla disobbedienza.” È su questo registro che si sono succeduti romanzi, sempre con l’editore Caminho, come A Varanda do Frangipani (1996), Um Rio Chamado Tempo, Uma Casa Chamada Terra (2002 – di cui il regista José Carlos Oliveira realizzerà una trasposizione sul grande schermo), O Outro Pé da Sereia (2006), Jesusalém (2009), e A Confissão da Leoa (2012). A proposito dei suoi ultimi libri, lo scrittore ha confessato una certa stanchezza per il fatto che la sua opera viene spesso confusa con un gioco linguistico, a causa della quantità di parole ed espressioni “nuove” che appaiono in essa. Parallelamente ai romanzi, Mia Couto ha continuato a scrivere e pubblicare cronache e poesie – “Io sono della poesia”, ha rimarcato, riferendosi alle sue origini letterarie.

Nella sua carriera ha accumulato riconoscimenti come i premi Virgilio Ferreira (1999, per l’insieme dell’opera), Mário António/Fondazione Gulbenkian (2001), Unione Latina delle Letterature Romanze (2007), Eduardo Lourenço (2012). Lo scrittore brasiliano João Ubaldo Ribeiro, Premio Camões 2008, ha dichiarato alla Lusa, a Rio de Janeiro, che “Mia Couto è, senza dubbio, uno degli scrittori più importanti di lingua portoghese, e questo premio è il riconoscimento che la sua opera merità già da tempo”. E si è congratulato “festivamente con Mia Couto e con la letteratura mozambicana, che egli onora con la sua arte e il suo esempio”. E lo scrittore portoghese Vasco Graça Moura ha ritenuto perfettamente meritata l’attribuzione del premio. “Mia Couto è in “grande autore della lingua portoghese” e ha “una capacità di invenzione verbale sorprendente”. Per questo , nella prospettiva dello scrittore portoghese, l’opera di Mia Couto “oltrepassa, in qualche modo, i limiti normali della prosa scritta in portoghese”. Nelle precedenti 24 edizioni del Premio Camões, il Portogallo e il Brasile si sono distinti dieci volte ciascuno, le ultime delle quali, rispettivamente, con le figure di Mnuel António Pina (2011) e Dalton Trevisan (2012). L’Angola ha avuto, finora, due scrittori premiati: Pepetela, nel 1997, e José Luandino Vieira, che, nel 2006, ha rifiutato il premio. Per il Mozambico è già stato premiato José Craveirinha (1991) e per Capo Verde Arménio Vieira (2009). Creato dal Portogallo e dal Brasile nel 1989, e attualmente col valore monetario di centomila euro, questo è il principale premio destinato alla letteratura in lingua portoghese e premia annualmente un autore che, per il valore intrinseco della sua opera, abbia contribuito all’arricchimento del patrimonio letterario e culturale della lingua comune.

Leggi l’articolo originale su Público

traduzione a scopi divulgativi e non lucrativi


di Luca Onesti

 

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