Da La Spezia a Barcellona, passando per Lisbona. La Storia di Francesco Russo

Francesco Russo a Lisbona
Francesco Russo è nato in Belgio da emigranti calabresi, cresciuto a Sarzana (La Spezia) arriva a Lisbona, come tanti, attraverso il progetto Erasmus. Adesso vive a Barcellona ma ricorda con piacere l’esperienza portoghese: «A lisbona ci sono finito nel duemila con l’Erasmus».

«Ho studiato Scienze Politiche a Pisa e ricordo che all’epoca in pochi si interessavano a questo programma e molte borse rimanevano inutilizzate. Tra l’altro la mia prima opzione era stata Madrid e per puro caso fui selezionato per Lisbona che avevo indicato come seconda opzione. Non sapevo assolutamente nulla del Portogallo.

 

Ero attirato dall’idea di viaggiare e avere un esperienza nuova, non importava molto dove. Comunque appena mi diedero la notizia cominciai a documentarmi. Lisbon Story di Wim Wenders e la musica dei Madredeus furono alcuni dei miei primi incontri. Arrivai a Lisbona quando ancora non era entrato in vigore l’euro, dopo un estenuante viaggio in treno, aprofittando degli sconti che potevo utilizzare (sono figlio di ferroviere).

La Spezia-PortBou-Barcellona-Madrid-Lisbona. Un giorno e mezzo di viaggio con tutto l’occorrente per fermarmi un anno accademico».

Dopo questo viaggio in treno, Francesco ha vissuto a Lisbona fino al 2008, grazie a un volontariato Europeo svolto nello Chapitô, (www.chapito.org) come assistente della Compagnia di Teatro. Questa esperienza si è trasformata in un lavoro, Russo ha collaborato successivamente con diversi progetti nell’ambito delle arti sceniche, come il Pisa-Papéis e il Bacalhoeiro.

Oggi si occupa di gestione culturale ed è responsabile di RAI ART (rai.pangea.org/raiart/) progetto artistico dell’associazione Recursos d’Animació Intercultural di Barcellona, città dove vive dal 2009. Francesco è comunque ancora legato a Lisbona.

«Sono molti i ricordi e le emozioni che mi legano a a questa città. La sensazione di viaggiare nel tempo, le viste della cittá dai “miradouri”, le vie e i suoni dell’Alfama. l’Africa del Rossio e i tanti incontri. Lisbona è una cittá magica che regala gioie ad ogni angolo, ma é soprattutto la relazione con Africa e Brasile, derivante dal suo passato coloniale, che ha catturato il mio interesse».

Qualche critica non manca: «Dei portoghesi non mi è piaciuto lo spirito chiuso, diffidente e rassegnato della popolazione più anziana. Un eredità del passato salazarista con cui le nuove generazioni devono fare i conti. E forse questo spiega l’assenza di forti movimenti sociali capaci di imporre dei cambiamenti». Negli ultimi tempi però, sono nate diverse associazioni e movimenti che si battono per un un nuovo modello economico, sociale e culturale.

Ci sono state oltre tremila manifestazioni nell’ultimo anno, forse le nuove generazioni hanno davvero cominciato a fare i conti con il loro passato.

Per maggiori informazioni su Francesco Russo:  francescorusso.wordpress.com

di Daniele Coltrinari
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3 pensieri su “Da La Spezia a Barcellona, passando per Lisbona. La Storia di Francesco Russo

  1. Mi fa piacere che Francesco conservi un bel ricordo della città.
    Quel che mi piace un po' meno è il suo sottolineare “lo spirito chiuso della popolazione anziana”, cosa che peraltro sento spesso ripetere dagli italiani qua. Primo, non sono solo gli anziani a vivere in città 🙂 e secondo invece io tutta questa chiusura non l'ho mica vista, se parliamo a livello sociale. Le persone anziane anzi usufruiscono degli spazi comuni molto più che altrove. Cosa ci aspettiamo da loro? Che vogliano cambiare il mondo? E' chiaro che la propulsione al cambiamento viene dai giovani. E qui molto bolle in pentola.
    E' tangibile lo spirito rivolto verso il cambiamento ed il futuro che serpeggia tra la gente più giovane e che rende questa città un crogiuolo di idee e fa sentire nell'aria odore di trasformazione, molto più che altrove. Lisbona è una città viva, aperta…altro che chiusura!
    Mi preme dirlo altrimenti finisce che di Lisbona gira sempre lo stereotipo di città malinconica, triste e sonnacchiosa, cosa che invece non è.
    Lisbona è una città colorata e viva, oggi più che mai, piena di iniziative e di progetti (sia pubblici che privati) tesi a migliorarla.
    Forse Francesco ci manca da un po' o non ha colto quest'aspetto…forse effettivamente è negli ultimi 3-4 anni che le cose hanno preso una piega diversa.
    Chi ci vive non può non notarlo, quindi mi sono permessa di aggiungere questa postilla.
    Francesco, se puoi torna e fermati qualche tempo in città, vedrai che sicuramente noterai delle sorprese! 🙂

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  2. “Forse Francesco ci manca da un po' o non ha colto quest'aspetto…forse effettivamente è negli ultimi 3-4 anni che le cose hanno preso una piega diversa.
    Chi ci vive non può non notarlo, quindi mi sono permessa di aggiungere questa postilla.
    Francesco, se puoi torna e fermati qualche tempo in città, vedrai che sicuramente noterai delle sorprese! :)”

    Si, Elle, infatti abbiamo scritto nella parte finale di questo post: “Negli ultimi tempi però, sono nate diverse associazioni e movimenti che si battono per un un nuovo modello economico, sociale e culturale. Ci sono state oltre tremila manifestazioni nell'ultimo anno, forse le nuove generazioni hanno davvero cominciato a fare i conti con il loro passato”.

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  3. Sì, scusa, avevo in mente di riferirmi alla vostra aggiunta finale nel mio commento ma poi scrivendo distrattamente m'è rimasto solo in testa… 🙂
    Avete fatto bene a scriverlo, io ho fatto bene a sottolinearlo… ehehe.

    Buon lavoro!

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