Cadice 30 Gennaio 1882, frammento tratto da "Tre mesi in Portogallo" di Giuseppe Pecchio

Cadice 30 Gennaio 1822
Amabile Giannina,
Non mi dite un vagabondo se già abbandono la Spagna per fare una corsa in Portogallo. Sebbene io sia nemico dell’etichetta, pure la civiltà vuole che facci una visita in persona a tutti i governi costituzionali, tranne quei d’America, ai quali mi contenterò d’inviare un biglietto di visita. Vedrei molto volentieri la nuova repubblica di Columbia, questa quadratura del circolo che gli americani hanno ritrovato, e che per noi dotti europei è ancora un problema insolubile.

Ma chi affronta la febbre gialla, ch’è il can cerbero che custodisce quella republica?

L’Andaluzia non era la mia linea retta per andare in Portogallo, ma ho voluto fare questa deviazione per vedere la culla della libertà spagnuola. Già voi sapete che la costituzione spagnuola nacque nel 1812 in questa città, e che nel 1820 rinacque nel borgo di las Cabezas poche leghe distante da qui. La libertà non poteva avere una culla più magnifica.

Il cielo di Andaluzia è tutto azzurro, ed oro; il suolo poi è un giardino di fiori frutta aranci olivi palme ec. ec. Gli arabi non furono meno furbi dei frati, che scelgono sempre la situazione più amene pe’ loro monasteri. Così essi scelsero per loro residenza la più bella parte di Spagna.

Gli andaluzi si credono spagnuoli, ma io li credo arabi. Grandi, svelti di persona con occhi negri, e lucenti, con capelli neri, e barba folta, naso aquilino, essi conservano la fisionomia de’ loro antenati. Volubili, appassionati per l’eleganza, galanti col bel sesso, millantatori, vivaci non somigliano in nulla agli spagnuoli delle altre provincie.

Sono quasi sempre a cavallo: viaggiano sempre armati, ora galantuomini, ora contrabandieri, ora ladri a guisa degli arabi bedovini.

La loro immaginazione è poetica, il loro linguaggio orientale iperbolico. (…) I grandi favoriti che portano gli andaluzi, il fazzoletto che generalmente avvolgono intorno al capo, le mantiglie delle donne sono surrogati alle lunghe barbe, ai turbanti, e ai veli che Filippo II nel 1568 proibì di portare agli arabi che ancor dopo la presa di Granata erano rimasti in Andaluzia.

I musulmani sogliono scrivere sulle loro case i versetti dell’Alcorano. Parimenti gli abitanti del Porto di Santa Maria, di Ciclana, di Cadice ec. hanno adottato l’uso di scrivere sulla porta della casa un articolo della costituzione. Ciascuno a suo capriccio sceglie in questo blasone della libertà il suo motto.

Per gentile concessione di Carlo Colombo. 

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