Gonçalo Ribeiro Telles viene premiato per le sue "Utopie"

Gonçalo Ribeiro Telles – foto tratta da expresso.sapo.pt

L’architetto paesaggista Gonçalo Ribeiro Telles è stato insignito del Premio Sir Geoffrey Jellicoe, il più importante della disciplina, che viene attribuito ad Auckland. Il premio della federazione internazionale del settore distingue i professionisti con “un impatto incomparabile” nella professione. Il Premio, secondo l’Associazione Portoghese degli Architetti Paesaggisti (APAP), “rappresenta l’onore più grande che la Federazione Internazionale degli Architetti Paesaggisti (IFLA) può concedere e riconosce a un architetto paesaggista, la cui opera e i cui contributi lungo tutta la sua vita, hanno avuto un impatto incomparabile e duraturo sul benessere della società, dell’ambiente e nella promozione della Architettura Paesaggista”.

Gonçalo Ribeiro Telles era, evidentemente, molto soddisfatto per il premio e ha dichiarato al quotidiano portoghese Público di richiamare l’attenzione su molti dei problemi che lo hanno portato a ricevere il premio: “Problemi che hanno riempito la mia vita e che erano considerati come utopie.” Poi ride e dice che il premio è una corazza e una difesa che gli permetterà di continuare a dire le stesse cose, ora con un riconoscimento internazionale. Della sua vita professionale, l’architetto paesaggista pone in risalto la creazione nel 1983 delle riserve agricole ed ecologiche nazionali, figure di pianificazione che sarebbero dovute essere incluse con più saggezza nell’ordinamento del territorio e la difesa di un’agricoltura in funzione del territorio e degli insediamenti delle persone.

Ribeiro Telles dice che abbiamo “un paesaggio policulturale di grande valore ed espressivo, mediterraneo, che ha sofferto anni e anni di disinformazione come se non ci fosse stata una storia. C’è stata un’occupazione abusiva del territorio e una degradazione del suolo a beneficio della speculazione urbana e delle colture estensive”. Ribeiro Telles ha denunciato, e continua a denunciare con la stessa energia, l’eucaliptizzazione del paese e quando parliamo della foresta, una parola che non è nostra, preferisce parlare di mata, di silvicoltura, agricoltura, regadio, montado, souto. “Tutto ciò è cancellato da una visione economicistica”.

Ribeiro Telles è un classico

“È un momento molto importante per il Portogallo. Il grande riconoscimento che è stato attribuito a quest’uomo unico, viene da fuori, dai suoi pari internazionali”, dice l’architetta paesaggista Aurora Carapinha a Público, che ha organizzato l’omaggio a Ribeiro Telles e che ha avuto luogo nella Fondazione Gulbenkian nel 2011. “È un uomo unico non solo per il modo in cui ha esercitato la professione, ma anche per la sua dimensione umanista, per la condivisione della conoscenza”. Aurora Carapinha spiega che Ribeiro Telles “è il grande mentore ideologico di tutta una politica del paesaggio”, che si è sviluppata in Portogallo anche prima di altri paesi e che risale agli anni ’60. Questa forma singolare di guardare al paesaggio cerca una relazione intima tra la cultura e la natura.

Carapinha sottolinea inoltre “l’introduzione dell’ecologia, non in modo fondamentalista, ma come uno dei primi elementi base del lavoro”. Concetti come biodiversità, multifunzionalità, equilibrio, dinamica e la nozione di risorse limitate hanno cominciato a essere sviluppate molto presto da Ribeiro Telles nella sua pratica professionale. Il filosofo ambientalista Viriato Soromenho Marques ricorda di aver visto Gonçalo Ribeiro Telles in televisione, nel 1967, che parlava dell’alluvione a Loures, (uccise 500 persone). L’impatto delle parole dell’architetto paesaggista fu grande, perchè Ribeiro Telles fu diretto: all’origine di quelle morti c’era la costruzione sul letto di un fiume. “Era poco abituale sentire qualcuno fare critiche in televisione a quel tempo.” Oggi, venendo a sapere del premio dell’IFLA, non esita a dire che “ciò che è duraturo non è il moderno, ma il classico – e Ribeiro Telles è un classico”. E un classico di Gonçalo Ribeiro Telles è il suo discorso di difesa del territorio, sia nella sua attività politica che nella sua pratica architettonica. C’è, da una parte, il Giardino della Fondazione Gulbenkian, un capitale attivo, di cui usufruiscono tante persone quotidianamente, commenta Soromenho Marques, professore cattedratico della Facoltà di Lettere dell’Università di Lisboa.

Ma c’è anche la storia politica e sociale che gli dà oggi ragione. Ribeiro Telles continua a lavorare con molta intensità civica sulla situazione drammatica che il paese sta vivendo, essendo il suo un grande lascito e un messaggio storico per il Portogallo, come quello che la sovranità di un paese dipende dalla sua capacità di trattare il territorio con la cura sufficiente, perchè possa essere sostenibile.

Soromenho Marques si riferisce tanto alle opere architettoniche di Ribeiro Telles quanto alle sue posizioni politiche, riguardo, ad esempio, alla trasformazione delle foreste in spazi di monocultura per fini industriali, o alla sua difesa dell’uso della tecnologia per mantenere la persone vicino alla terra. In fondo, dice il professore, prima e dopo aver occupato incrichi politici, Ribeiro Telles “ha sempre sostenuto che il destino del Portogallo, in cerca di un nuovo inquadramento strategico in Europa, dipende dal nostro legame col territorio”. E oggi “veniamo presi per lo stomaco. Si immagini la nostra capacità negoziale con la Germania se riuscissimo a garantire la capacità di sostentamento del paese. Il problema centrale della crisi attuale, è l’insostenibilità delle risorse”, rilancia Soromenho Marques.

La consegna del premio è stata fatta all’architetto paesaggista Miguel Braula Reis, presidente dell’APAP, che lo ha ricevuto in rappresentanza di Gonçalo Ribeiro Telles, che oggi ha 90 anni. Braula Reis ha letto un testo scritto dal premiato, ed è stato mostrato un video, girato nel Giardino della Fondazione Gulbenkian, con un messaggio di ringraziamento di Ribeiro Telles. In questo testo di ringraziamento del premio, Ribeiro Telles torna con la memoria ai viaggi annuali da Lisboa a Coruche, tutti gli anni a Natale, che erano esperienze che sarebbero rimaste onnipresenti nella sua carriera perché “rimanevo sempre meravigliato quando incontravo un mondo differente da quel corso assiale e movimentato al centro della città”, la Avenida da Liberdade, dove studiava e giocava. L’appello della quasi ruralità, il mistero del montado (il montado è un tipo di pascolo alberato) fanno parte del paesaggio a partire dal quale ha imparato, scrive. Nello stesso testo, l’architetto torna ai temi che gli sono più vicini: il legame tra la tecnologia e l’urbanismo, l’idea di paesaggio globale che ha coniato nel 1990, la modernità come giunzione tanto del rurale quanto dell’urbano. E presta tributo a Francisco Caldeira Cabral, il pioniere dell’architettura paesaggistica in Portogallo, parlando della missione di questo tipo di professionisti, fabbricanti di paesaggio, nella umanizzazione della natura.

Lo spazio carico di memorie

Secondo l’architetto paesaggista João Gomes da Silva, questo è un riconoscimento molto importante, trattandosi di un premio “che distingue la carriera di Ribeiro Telles in un contesto mondiale. Ribeiro Telles è una figura unica, merita questo premio”, ha dichiarato a Público l’architetto, responsabile per la riqualificazione della Ribeira das Naus, a Lisbona, e ha aggiunto che Ribeiro Telles rappresenta “lo sviluppo che le società europee hanno scelto nel dopoguerra”. João Gomes da Silva sottolinea ancora che è stato Ribeiro Telles ha “introdurre la disciplina di architettura paesaggistica in Portogallo. Oltre a questo, ha una dimensione politica notevole”, sottolinea l’architetto. “Si è sempre preoccupato con i problemi di pianificazione del territorio e ha saputo mostrare ai cittadini com’è importante osservare lo spazio dove abitiamo”, continua João Gomes da Silva, che intrattiene una relazione speciale con Ribeiro Telles, con il quale ha già lavorato. “C’è qualcosa in me che lui mi ha passato”, dice, parlando di una capacità di cercare di capire lo spazio che abitiamo, “lo spazio caricato di memorie”. “Lui ha una grande sensibilità in relazione alla memoria”, rimarca, ricordando l’opera della Cappella di São Jerónimo, a Belém. “È un suo progetto meno conosciuto, ma notevole per il suo risultato spaziale e sentimentale. È un anello unificante con la Torre di Belém, un anello simbolico tra la cappella, dove i naviganti pregavano prima di partire, e la Torre di Belém, che rappresenta le porta tra il fiume e il mare.”

Sono di Ribeiro Telles, tra gli altri progetti, il Corridoio Verde di Monsanto e l’integrazione della zona fluviale orientale e occidentale, nella Struttura Verde Principale di Lisbona. Gonçalo Ribeiro Telles è anche l’autore dei giardini della sede della Fondazione Calouste Gulbenkian, che ha firmato con António Viana Barreto (Premio Valmor 1975), e dei progetti della Valle di Alcântara e della Radiale di Benfica, della Valle di Chelas, e del Parco Periferico, tra gli altri.

Il Premio IFLA Sir Geoffrey Jellicoe è stato creato nel 2004, e il primo ad essere stato premiato, l’anno seguente, è stato l’architetto Peter Walker, degli Stati Uniti, seguito, nel 2009, da Bernard Lassus, francese. Nel 2011 si è distinta Cornelia Hahn Oberlander, del Canada e nel 2012, Mihaly Mocsenyi, Ungherese. Questo premio, considerato il “Nobel” dell’architettura paesaggista, che ha un parallelo nel Premio Pritzker di architettura, rende omaggio al contributo straordinario all’IFLA dell’architetto paesaggista britannico Sir Geoffrey Jellicoe (1990-1996), fondatore della federazione internazionale. La giuria del premio è formata da architetti paesaggisti delle quattro regioni dell’IFLA, che rappresentano l’ambito accademico, la pratica pubblica e privata, e possiedono una profonda conoscenza della professione, dei suoi professionisti-chiave e della pratica internazionale.

Nato a Lisbona il 25 maggio 1922, Gonçalo Pereira Ribeiro Telles si è laureato in Ingegneria Agraria e si è formato in Architettura Paesaggista all’Istituto Superiore di Agronomia, nella capitale portoghese, dove ha iniziato la sua vita professionale come assistente e discepolo di Francisco Caldeira Cabral, pioniere della disciplina in Portogallo, nel XX secolo.

Leggi l’articolo originale su Publico

 

 

traduzione a scopi divulgativi e non lucrativi
 
di Luca Onesti
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