Il 25 Aprile è vivo

Il 25 Aprile è festa nazionale in Portogallo, per una strana coincidenza della storia, il giorno della Liberazione lusitana, seppur quasi 30 anni dopo, nel 1974, è lo stesso della liberazione Italiana. Come scrive Graziano Stanziani, nel suo post sul blog Lisbon storie: Oggi in Italia è festa nazionale e, forse non lo saprai, lo è anche in Portogallo. E se la storia della liberazione dell’Italia dal giogo del nazifascismo è gloriosa, secondo me la storia della liberazione del Portogallo dall’oppressione del fascismo è anche romantica. A cominciare dal nome: “Rivoluzione dei garofani” 

Una dittatura cominciata nel 1926, quando salì al potere Salazar (prima come Ministro delle Finanze, che lasciò dopo 13 giorni, non ritenendo di avere le condizioni politiche per lavorare. Incarico che riprese nel 1928,con pieni poteri, e in un anno, riuscì a riportare il bilancio in attivo, risultato che tutti avevano fallito per un secolo. Sull’onda di questo successo Salazar nel 1932 venne nominato Presidente del Consiglio). Il 25 aprile del 1974 cessava una delle dittature più longeve, repressive e terribili della storia contemporanea; la notte tra il 24 e il 25 aprile, al segnale convenuto, viene messa in onda la canzone Grândola vila morena sulla radio nazionale, a quel punto i “militari rivoluzionari” uscirono per le strade di Lisbona per occupare i posti chiave (aeroporto, stazione tv e radio, ecc.). La mattina del 25 Aprile ’74, Marcelo Caetano, successore di Salazar che era morto nel 1970 (nell’agosto del 1968, Salazar venne colpito da un ictus dopo essere caduto da una sedia, e dopo 36 anni come primo ministro dell’Estado Novo, destituito dal potere. Marcello Caetano diventò nuovo Presidente del Consiglio il 27 settembre 1968) e il suo regime si arrendevono.

La gente scese nelle piazze e nelle strade, come è successo oggi, come succede ogni anno, da 39 anni.

Se in Italia vi sono state delle polemiche su questa ricorrenza e sul suo significato attuale (Provocazione di Grillo sul 25 Aprile) I portoghesi hanno festeggiato l’anniversario della Rivoluzione in piena dittatura economica, come molti la definiscono qui, il periodo di austerità che da ben tre anni subisce il paese lusitano. Professori, medici, infermieri, lavoratori, precari, disoccupati e tutte le categorie sociali della nazione, hanno sfilato contro il governo di Pedro Passos Coelho e la Troika (in ambito europeo, il termine è utilizzato per indicare la delegazione formata dagli emissari della Banca centrale europea, Fondo Monetario Internazionale e Unione Europea)

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A Lisbona, l’ Avenida de Libertadade, è stata la via principale dove hanno sfilato cittadini, sindacati, movimenti e associazioni, uniti contro le politiche di rigore che stanno mettendo a repentaglio i servizi pubblici, la sanità, l’istruzione e l’occupazione nel settore pubblico.

Il Garofano è stato il simbolo di questa giornata, come lo è  da 39 anni; nel 74′, una fioraia in una piazza di Lisbona offrì dei garofani ai soldati rivoluzionari che li infilarono nelle canne dei loro fucili. Per questo il garofano diventò il simbolo stesso della rivoluzione (La Rivoluzione dei garofani  fu un colpo di Stato pacifico, attuato dai militari dell’ala progressista delle Forze Armate).

Oggi i portoghesi hanno i salari tra i più bassi d’Europa, un carico fiscale simile a quello greco. Il discorso del Presidente della Repubblica, Aníbal Cavaco Silva, non è stato accolto da tutti i portoghesi con entusiasmo. Cavaco Silva ha dichiarato che se il programma di bailout della Troika (Ue-Bce-Fmi) ha prodotto gravi conseguenze, allo stesso tempo ha ottenuto risultati positivi per il sistema bancario e l’equilibrio finanziario del paese. Le persone nelle strade e nelle piazze, hanno urlato slogan, come “Fmi, fuori di qui” e hanno protestato contro il discorso del Presidente. Critiche anche dai partiti politici d’opposizione,  per loro il Presidente della Repubblica, sta proteggendo il governo in carica.

E’ stata una manifestazione senza incidenti, c’è voglia di cambiare, di rinascere. C’è voglia di una nuova rivoluzione democratica.

Il 25 Aprile è vivo.

testo e foto di Daniele Coltrinari
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