La voce di Alfama

Alle pareti vi sono decorazioni d’altri tempi, di una Lisbona molto antica.

Strade strette, porte piccole, case unite, così unite che sembrano cartoons. Ogni stradina o scala ci riporta a una Lisbona longinqua, come se tornassimo a duecento anni fa. In alcuni vicoli l’acqua delle fonti canta come se Alfama fosse la stessa melodia – lì tutto sembra un sogno. Il Fado che lì dimora viene ascoltato ovunque. Vasi con piante alle finestre o panni stesi radenti al pavimento sono una delle caratteristiche più marcanti di Alfama. Chi vi passa non scorda più la bellezza di una città invecchiata, ma che attrae milioni di persone ogni anno. La “Baiuca” – nel cuore di Alfama – è una taverna semplice e piccola, ma accogliente.

L’immagine di Sant’Antonio è quasi cruciale, è come se il Fado non bastasse, è necessario enfatizzare ancor di più che si tratta di Lisbona. In un angolo poco illuminato c’è una voce che trema e una chitarra che non si ferma. Il silenzio è quasi assoluto, soltanto una giovane coppia mormora, l’uno all’orecchio dell’altra. La voce del fado e la malinconia sul volto delle persone che stanno lì possono far pensare a un popolo triste. Ma è solo questo, il fado risveglia la sensibilità delle persone. Non sono percettibili tutte le parole della canzone, ma è percettibile il senso della melodia. Come dice la fadista Joana Amendoeira, “Il fado è uno scambio di anime.

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 di Rute Martins 

articolo tradotto da Luca Onesti

Rute Martins é giornalista e fotografa, brasiliana resiede da 10 anni a  Lisbona. 

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