"IO VOGLIO VOTARE", un voto simbolico contro il ritardo delle istituzioni e della politica italiana

Nella foto, gli studenti italiani che stanno organizzando le votazioni a Lisbona
Ogni anno diversi studenti italiani si trasferiscono all’estero per un’esperienza di studio o di tirocinio, attraverso il Progetto Erasmus. Quanti sono? I dati statistici più recenti, anno accademico 2010/11, parlano di oltre 22 mila universitari, gran parte compresi tra i 20 e i 24 anni. Il soggiorno medio di uno studente Erasmus risulta di circa 6 mesi, anche se il progetto può arrivare fino a 12 mesi. Non sappiamo quanti studenti italiani siano sparsi in Europa nell’anno accademico 2012/13, si parla comunque di circa 25 mila ragazzi, attraverso il progetto Erasmus. Sappiamo però che non potranno votare alle prossime elezioni politiche italiane 2013, se non tornando in Italia a proprie spese, nei giorni delle votazioni, domenica 24 febbraio e lunedì 25 febbraio. Questi “non” voti, saranno decisivi per l’affermazione di una coalizione politica, alla camera e al senato, oppure non avrebbero cambiato le sorti delle prossime consultazioni politiche nazionali? Miopia o calcolato cinismo delle forze politiche italiane?

Gli studenti italiani a Lisbona si stanno organizzando: voteranno online, il 21 e il 22 febbraio, mentre il 23 febbraio, presso il centro LGBT, (www.Ilga-Portugal),  in  Rua de Sao Lazaro 88 a Martim Moniz,  vi sarà un vero e proprio seggio, con le schede fac-simile di tutti i partiti di camera e senato. Potranno votare, sia al seggio organizzato nella sede dell’associazione LGBT, sia online, studenti Erasmus o di altri progetti, come ad esempio il programma Leonardo.

Il diritto di voto a queste elezioni simboliche, sarà possibile anche per gli italiani che attualmente lavorano a Lisbona ma non risultano residenti nella capitale portoghese. Potranno votare quindi tutte le categorie escluse dalle votazioni.

Un vero peccato tuttavia, se si pensa che il meccanismo di voto dall’estero esiste già,  ed è collaudato da anni, sarebbe bastato estenderlo ad altre categorie, ad esempio agli studenti Erasmus. Invece siamo di fronte a una votazione simbolica che non inciderà sulle elezioni politiche, ma ancora una volta, questa faccenda, rimarca, se ce ne fosse davvero bisogno, il ritardo delle istituzioni e della politica italiana. Semplice incapacità o c’è qualcos’altro?

Ma perché non possono votare?

Per poter votare direttamente dall’estero i cittadini italiani devono essere iscritti all’AIRE, (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). L’iscrizione all’AIRE prevede però che sia necessario un periodo di residenza nel paese ospitante di almeno 12 mesi.

Il disagio dell’impossibilità di voto, (se non tornando in Italia a proprie spese, nei giorni delle votazioni, domenica 24 febbraio e lunedì 25 febbraio), non si limita ai soli studenti Erasmus. Tanti italiani sono in giro per l’Europa: stage, tirocini presso aziende straniere, borse di studio e dottorati. Dal blog “iovogliovotare2013.blogspot.pt” , (www.iovogliovotare2013)si legge:

 

Il Progetto “Io Voglio Votare 2013” nasce in occasione delle elezioni legislative italiane del 24-25 febbraio 2013, a causa dell’impossibilità di alcune categorie di cittadini italiani, come ad esempio gli studenti Erasmus (25.000), gli Erasmus placement e le varie categorie di lavoratori residenti all’estero nel periodo delle elezioni, di poter esercitare pienamente il proprio diritto di voto; diritto che dovrebbe essere garantito dalla Costituzione Italiana, laddove l’articolo 48 della Costituzione ci ricorda che: “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività”. Già l’Unione Europea, tramite il portavoce della Commissione, Dennis Abbott, aveva dichiarato che “gli studenti all’estero non dovrebbero essere discriminati e la loro mobilità non deve essere disincentivata”. Nonostante l’impegno del ministro dell’Istruzione Profumo e di vari rettori delle università italiane, che sostenevano l’importanza del “voto intelligente”, non è stato possibile attuare in tempi brevi un decreto legge che permettesse ad alcune categorie di italiani residenti all’estero di poter votare. Studenti Erasmus italiani in primis, dato che secondo il ministro degli Interni Cancellieri
«La discrezionalità di scelta che eserciterebbe il Consiglio con questa decisione […] contrasta con i principi di partecipazione democratica, eguaglianza ed effettività del diritto di voto previsti dalla Costituzione». In pratica, se fosse stato permesso ai soli studenti Erasmus di votare, sarebbero state penalizzate le altre categorie di italiani all’estero.
L’unico modo sembra essere quello di promulgare una legge, cui si sarebbe dovuto pensare già da parecchi anni, per permettere a tutte le categorie di italiani all’estero (Erasmus, partecipanti al Servizio Civile Europeo e altri cittadini italiani che per l’attività che svolgono non possono tornare in patria) di votare tramite la propria ambasciata nel Paese in cui hanno il domicilio. Il blog mira a sensibilizzare gli studenti italiani all’estero, gli italiani in Italia e qualunque persona attenta alle tematiche dei diritti civili, su quale sia attualmente la nostra situazione per queste elezioni.

Nel giorno 23 Febbraio 2013 Lisbona ospiterà dei seggi per delle votazioni simboliche, il cui scopo sarà da un lato quello di far vedere alle istituzioni italiane, che non ci hanno appoggiato in questa iniziativa, quanto sarebbe stato semplice permettere di votare agli italiani all’estero; dall’altro, dimostrare l’interesse e la volontà di alcuni studenti Erasmus e di altri cittadini italiani all’estero, all’esercizio effettivo del proprio diritto di voto.

Ma il post scritto nel blog “iovogliovotare2013.blogspot.pt“, si conclude con una forte presa di posizione, infatti, oltre a ringraziare il centro LGBT, polemizza con le istituzioni italiane presenti a Lisbona:

Le riunioni del gruppo, le iniziative di sensibilizzazione su tale argomento, l’apertura dei seggi e le votazioni avranno tutte luogo presso il Centro LGBT, Rua de Sao Lazaro 88, Martim Moniz, Lisboa. A questo centro va la nostra gratitudine per averci dato una mano e per averci ospitato laddove le nostre istituzioni, ambasciata e istituto di cultura, hanno opposto un netto diniego a questa iniziativa.

 
 
 
di Daniele Coltrinari
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