Torna la protesta in piazza

Sabato 15 settembre 2012 – Il popolo portoghese scendeva in piazza, per una grande manifestazione pacifica. E’ stata probabilmente la più numerosa dal 1974, gli organizzatori hanno parlato di 500 mila persone a Lisbona e di un milione di presenze in tutto il paese.

Una manifestazione popolare nata diverse settimane prima su facebook, “Que se lixe a troika! Queremos as nossas vidas” – Al diavolo la Troika, vogliamo la nostra vita – Promossa da un gruppo di persone appartenenti alla cosiddetta “società civile” è che è andata oltre ogni rosea aspettativa. La manifestazione pacifica è nata come protesta nei confronti della Troika, la commissione congiunta della Ue, Bce e Fmi e delle loro misure di austerità nei confronti dello stato portoghese.

Dopo le dichiarazioni dello scorso 7 settembre da parte del Primo Ministro Pedro Passos Coelho, dal prossimo gennaio si potrebbero ridurre sostanzialmente i salari dei lavoratori pubblici e privati – si pensa a un aumento dei contributi per la previdenza su ogni stipendio, passando dall’11% al 18% – non poteva non scoppiare la protesta in tutto il paese.

A Lisbona la gente si è radunata a Praça José Fontana per poi sfilare nelle vie del paese, passando davanti alla sede del Fmi in Avenida da República, dove sono state lanciate uova, pomodori e qualche bottiglia. La presenza della polizia in tenuta antisommossa ha difeso l’edificio e alcune persone sono state arrestate.

Ad Aveiro invece, un’altra città portoghese dove la gente è scesa in piazza, un giovane di 21 anni si è dato fuoco, fortunatamente è stato poi salvato in ospedale, nonostante le ustioni riportate. Dopo la Grecia e la Spagna, anche il Portogallo si mobilita contro i piani lacrime e sangue ma quello che fa arrabbiare ancor di piu’ i portoghesi, è un primo ministro che lo scorso luglio invitava i suoi connazionali lasciare il paese in cerca di lavoro.

Il Portogallo è storicamente un paese di emigranti ma negli ultimi tempi le persone che lasciano la nazione registrano i livelli record degli anni ’60 e ’70.

Testo di  Daniele Coltrinari, foto di Luca Onesti
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3 pensieri su “Torna la protesta in piazza

  1. Eh sì, la febbre sale!
    Però io osservo che, se da un lato il tasso d'emigrazione è forte, specie verso Brasile ed Angola, dall'altro è alto anche il numero di giovani stranieri che si trasferiscono a Lisbona in cerca di fortuna e s'inventano un lavoro, o ne trovano uno.
    E sono soprattutto i portoghesi specializzati (ing. e arch. su tutti) che preferiscono emigrare in cerca di migliori condizioni altrove. Insomma, il Portogallo sta perdendo professionisti, a favore di lavoratori che svolgono mansioni che richiedono sempre meno qualifiche. Questa è la mia impressione.

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